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Protocolli di sostenibilità italiani e internazionali a confronto

Da Casaclima a Leed, da Hqe a Breeam: una panoramica sui principali protocolli di sostenibilità italiani e internazionali messi a confronto in una pratica tabella

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I protocolli di sostenibilità sono strumenti affermati a livello internazionale per la valutazione della qualità ambientale, ecologica e sociale nel settore delle costruzioni. La maggior parte si basa sui sistemi “Rating”, ovvero un insieme di “crediti” con un corrispondente punteggio. Nel presente articolo vengono confrontati i principali protocolli di sostenibilità a livello internazionale, con un particolare focus sulle differenze con la certificazione tedesca DGNB.

I protocolli di sostenibilità nazionali e internazionali
I protocolli o certificazioni di sostenibilità nascono negli anni ‘90 con l’obiettivo di diffondere la cultura di edilizia sostenibile, garantire e valutare l’applicazione di strategie di riduzione dell’impatto ambientale nel progetto e nella costruzione dell’edificio o di un gruppo di edifici. I protocolli permettono inoltre la comparabilità tra edifici e possono essere utilizzati come linea guida per la determinazione degli obiettivi di sostenibilità. I protocolli sono caratterizzati da una grande attenzione all’efficienza energetica, area tematica che ha generalmente il peso maggiore sulla valutazione globale dell’edificio. Altro aspetto comune, per quanto con declinazioni differenti a seconda del sistema, è la valutazione dell’impatto ambientale a tutto il ciclo di vita dell’edificio: dalla costruzione alla sua dismissione o riqualificazione. Gli aspetti legati alla qualità degli ambienti interni sono inoltre presenti in tutti i protocolli, tuttavia con una rilevanza e un numero di indicatori differente.

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Attualmente il protocollo LEED® Leadership in Energy an Environmental Design, sviluppato negli Stati Uniti dal U.S. Green Building Council è quello più adottato nel mondo e puó essere applicato anche in Italia. Altro sistema fra i più diffusi a livello internazionale, nonché il precursore di tutte le certificazione di sostenibilitá per edifici, è il BREEAM® Building Research Establishment Environmental Assessment Methodology, emesso dalla britannica BRE Building Research Establishment, introdotto anche sul mercato italiano e anch’esso basato sul sistema di rating. Esistono altri standard come quello tedesco DGNB (Deutsches Gütessiegel für Nachhaltiges Bauen) e quello francese HQE (Haute Qualité Environnementale), più affermati a livello locale.
Anche l’Italia ha messo a punto un protocollo di sostenibilità denominato ITACA (Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale) che anche se adottato da diverse regioni, ancora stenta a diffondersi sul mercato. Tra i sistemi di certificazione nazionali più recenti vi è CasaClima Nature realizzato dall’Agenzia per l’Energia Alto Adige – CasaClima.

Nella Tabella 1 sono descritti i principali sistemi di certificazione di sostenibilità e le relative caratteristiche.

Tabella 1. Protocolli di sostenibilità

Origine e di anno creazione Tipologia edifici Aree tematiche
LEED® Stati Uniti, 1993 Nuovi e riqualificati Suolo e terreni sostenibili, consumo d’acqua, energia e atmosfera, materiali e risorse, qualità dell’aria interna, innovazione e design
BREEAM® Regno Unito, 1990 Nuovi, riqualificati, in uso Gestione, salute e benessere, energia, trasporti, sistemi idrici, materiali, rifiuti, utilizzo del suolo ed ecologia, inquinamento, innovazione
DGNB Germania, 2009 Nuovi, riqualificati, in uso, interni Ecologia, economia, qualità socio-culturale e funzionale, tecnologia, qualità di processo, sito
HQE Francia, 2013 Nuovi e riqualificati Energia, ambiente, salute, benessere
CasaClima Nature Italia, 2010 Nuovi e riqualificati Sostenibilità, materiali, impatto idrico, qualità dell’aria interna, gas radon, luce naturale, acustica
Protocollo ITACA Italia, 2011 Nuovi e riqualificati Qualità del sito, consumo di risorse, carichi ambientali, qualità ambientale indoor, qualità del servizio

Tra gli aspetti per i quali si differenziano i diversi protocolli vi sono le simulazioni energetiche e le relative prestazioni invernali ed estive, temi descritti di seguito.

I bilanci energetici nei protocolli di sostenibilità
Come accennato, l´analisi energetica dell´edificio ha grande importanza in tutti i protocolli di certificazione. Essa richiede l’accurata valutazione delle interazioni tra l’involucro edilizio, i sistemi impiantistici, l’ambiente esterno e l’utenza: a tal fine, in particolare nel caso di sistemi edilizi ed impiantistici innovativi, risulta sempre più spesso necessaria l’applicazione della simulazione energetica dinamica.
Tali simulazioni richiedono una descrizione dettagliata dell’edificio, dei sistemi impiantistici e del comportamento degli occupanti, ma hanno il vantaggio di fornire un’accurata valutazione del bilancio energetico dell’edificio e del comportamento dinamico dei suoi componenti. L’uso di differenti strumenti di modellazione e di calcolo genera risultati diversi in termini di consumo di energia e di conseguenza in termini di punteggio ottenibile attraverso l’applicazione di sistemi di certificazione della sostenibilità (Schwartz e Raslan, 2013).
Nonostante queste difficoltà, l’affidabilità dei risultati e l’accuratezza delle analisi realizzabile attraverso la modellazione energetica in regime dinamico, inducono sempre più spesso i protocolli di sostenibilità a premiare il metodo dinamico di valutazione delle prestazioni energetiche del sistema edificio impianto prevedendo l’attribuzione di punteggi più elevati. Inoltre, abbinando la simulazione energetica dinamica allo studio del comportamento termico dell’edificio, è possibile valutare altri parametri legati al comfort, come ad esempio la temperatura operativa e l’asimmetria radiante, anch’essi valutati nei protocolli di sostenibilità.

In Tabella 2 è riportato un confronto tra i protocolli di sostenibilità sul tema delle simulazioni per la valutazione delle prestazioni energetiche degli edifici.

Tabella 2. Protocolli di sostenibilità e valutazione della prestazione energetica dell’edificio

Regime di modellazione Standard legislativo Indicatore di prestazione
LEED® Dinamico ASHRAE 90.1 Miglioramento della performance rispetto ad un edificio di riferimento
BREEAM® Dinamico National Calculation Methodology (NCM) modelling guide (for buildings other than dwellings in England*) 2013 Edition EPRINC: punteggio pesato che indica la prestazione globale dell’edificio dal punto di vista energetico
DGNB Quasi-stazionario EnEV Riduzione dell’energia primaria rispetto ad un edificio di riferimento
HQE Dinamico Sistema di calcolo locale regionale (se esistete) oppure ASHRAE 90.1 Energia primaria non rinnovabile espressa in kWh/(m2 anno)
CasaClima Nature Quasi-stazionario Delibera della Giunta Provinciale n. 362 (Provincia Autonoma di Bolzano) Prerequisiti minimi: indice di efficienza dell’involucro: classe CasaClima B e indice di efficienza complessiva: classe CasaClima B
Protocollo ITACA Quasi-stazionario D.M. 26 giugno 2015 (D.M. Requisiti minimi) + UNI/TS 11300 Percentuale di riduzione dell’indice di prestazione energetica non rinnovabile (rapporto percentuale tra l’indice di energia primaria globale non rinnovabile dell’edificio EPgl,nren e il corrispondente valore dell’edificio di riferimento EPgl,nren,rif,standard (2019/21) utilizzato per il calcolo della classe energetica)

Leggi anche: La certificazione di sostenibilità ambientale Regione per Regione

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