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Qualità dell'aria: in vigore un nuovo decreto

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In attuazione della direttiva comunitaria 2008/50/CE, il provvedimento interviene a fissare valori limite e gli obiettivi di qualità per le concentrazioni di biossido di zolfo, biossido di azoto, benzene, monossido di carbonio, piombo, particolato PM10, particolato PM2.5 e ozono.

Il decreto legislativo modifica la normativa preesistente, realizzando un quadro normativo unitario e aggiornato alla luce dello sviluppo delle conoscenze in campo scientifico e sanitario e delle esperienze maturate. Oltre a favorire una migliore cooperazione tra gli Stati dell’Unione europea in materia di inquinamento atmosferico, gli obiettivi principali sono rivolti a una razionalizzazione delle attività di valutazione e di gestione della qualità dell’aria – secondo canoni di efficienza, efficacia ed economicità – e a una responsabilizzazione di tutti i soggetti coinvolti sulla base di una precisa suddivisione delle competenze.

L’intero territorio nazionale è diviso in zone e agglomerati
da classificare e da riesaminare almeno ogni 5 anni ai fini della valutazione della qualità dell’aria ambiente, condotta utilizzando le stazioni di misurazione. Alla suddivisione in aree provvedono le Regioni e le Province autonome o, su delega, le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente. I piani e le misure da attuare in caso di individuazione di una o più aree di superamento devono agire sulle principali sorgenti di emissione, ovunque localizzate, che influenzano tali aree.

Le funzioni amministrative relative alla valutazione e alla gestione della qualità dell’aria ambiente competono allo Stato, alle Regioni e alle Province autonome e agli Enti locali. È prevista, inoltre, la possibilità di ricorrere a misure nazionali, sulla base dei lavori di un comitato da istituire presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, qualora risulti da un’apposita istruttoria che tutte le possibili misure individuabili dalle Regioni non siano risolutive, in quanto i superamenti sono causati in modo decisivo da sorgenti di emissione su cui non hanno competenza amministrativa e legislativa.

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