Qualità dell'aria: l’Italia adotta i nuovi metodi Ue per la valutazione | Ingegneri.info

Qualità dell’aria: l’Italia adotta i nuovi metodi Ue per la valutazione

Metodi di riferimento, convalida dati, ubicazione punti di campionamento: anche l'Italia ai adegua alle novità Ue sulla valutazione della qualità dell’aria ambiente

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Con provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 febbraio 2017, il Ministero dell’Ambiemte ha aggiornato alcuni dei criteri per la valutazione della qualità dell’aria.

Si tratta del DM 26 gennaio 2017, recante «Attuazione della direttiva (Ue) 2015/1480 del 28 agosto 2015, che modifica taluni allegati delle direttive 2004/107/Ce e 2008/50/Ce nelle parti relative ai metodi di riferimento, alla convalida dei dati e all’ubicazione dei punti di campionamento per la valutazione della qualità dell’aria ambiente».

Ricordiamo che la direttiva 2004/107/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 2004, concerne gli inquinanti, come l’arsenico, il cadmio, il mercurio, il nickel e gli idrocarburi policiclici aromatici nell’aria ambiente, mentre la direttiva 2008/50/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008, si concentra sulla misurazione della qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa.

Le modifiche a livello europeo sono state motivate, tra le altre, dalle esigenze:

  • di chiarire e completare, “alla luce dell’esperienza maturata nell’attuazione della direttiva”, i criteri per l’ubicazione dei punti di campionamento;
  • di adattare, tenendo conto delle norme più recenti per il campionamento e la misurazione del materiale particolato e dell’esperienza nell’attuazione della direttiva, il metodo di riferimento per la misurazione di taluni inquinanti.

 

Le novità

Il nuovo DM interviene in più punti del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 155, che ha recepito la direttiva 2008/50/Ce relativa «alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa». E’ a tale fondamentale direttiva che si riferiscono, come visto, le modifiche introdotte dalla successiva direttiva del 2015 citata dal nuovo DM .

Tra le novità segnaliamo:

–  quelle relative ai metodi di riferimento per campionamento e analisi relativi alla presenza nell’aria ambiente di:

  • arsenico, cadmio, nickel;
  • idrocarburi policiclici aromatici;
  • biossido di zolfo;
  • biossido di azoto e altri ossidi di azoto presenti nell’aria;
  • PM10;
  • PM2,5.

(Risultano invece invariati i criteri relativi al piombo, che peraltro vengono espressamente ripresi nella nuova normativa).

– nonchè due modifiche apportate all’Allegato I. In particolare:

  • viene inserita la disposizione che regola la distribuzione delle misurazioni nel corso dell’anno per garantire che esse siano rappresentative delle diverse condizioni climatiche e delle attività antropiche presenti sul territorio;
  • la “Guida all’espressione dell’incertezza di misura” (UNI CEI ENV 13005-2000) è sostituita con la “Guida ISO/IEC 98-3:2008 Uncertainty of measurement – Part 3: Guide to the expression of uncertainty in measurement”.

Rileviamo infine come l’adozione dei nuovi criteri dovrebbe far venire meno la procedura d’infrazione 2017/0130 per il mancato recepimento della citata direttiva del 2015, procedura aperta proprio il 24 gennaio 2017. Non a caso il nuovo DM è stato emanato due giorni dopo.

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