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Rapporto Rifiuti Speciali 2018: nel riciclo siamo primi in Europa

La capacità di riciclo è una buona notizia sul fronte dell’economia circolare nel documento dell'Ispra ma produciamo in Italia oltre duemila chilogrammi di rifiuti speciali per abitante

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Presentazione istituzionale a Palazzo Montecitorio per la diciassettesima edizione del Rapporto Rifiuti Speciali realizzato dall’ISPRA, con il contributo delle Agenzie regionali e provinciali per la Protezione dell’Ambiente in attuazione di uno specifico compito istituzionale previsto dall’art. 189 del D.Lgs. n. 152/2006.

Il Rapporto ha fornito i dati, relativi all’annualità 2016, sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi, a livello nazionale e regionale, e per la gestione anche a livello provinciale e sull’import/export.

La produzione totale dei rifiuti speciali

La produzione nazionale dei rifiuti speciali, nel 2016, si attesta a quasi 135,1 milioni di tonnellate.

La produzione nazionale dei rifiuti speciali è stata quantificata grazie alle informazioni contenute nelle banche dati MUD relative alle dichiarazioni annuali sui rifiuti effettuate ai sensi della vigente normativa di settore.

La quota stimata di rifiuti non pericolosi prodotti rappresenta il 46,1% del dato complessivo, soprattutto per effetto del rilevante contributo dei rifiuti generati dalle attività di costruzione e demolizione.

Nel 2016, si rileva un dato di produzione pro capite nazionale pari a 2.229,5 kg/abitante per anno, di cui 2.070,9 kg/abitante per anno relativi ai rifiuti non pericolosi e 158,6 kg/abitante per anno relativi ai rifiuti pericolosi.

Il riciclo

Buona la performance italiana sul fronte del riciclo. Il Rapporto 21018 conferma nei dati la buona gestione dei rifiuti non pericolosi, dove la principale attività è il recupero di materia (89,4 milioni di tonnellate) nell’ambito del quale la forma prevalente è quello delle sostanze inorganiche (52,2 milioni di tonnellate).

La performance può essere ulteriormente migliorata con un incremento quali-quantitativo del riciclaggio, anche attraverso la definizione di criteri end-of-waste, per esempio per i rifiuti da costruzione e demolizione, in linea con i principi dell’economia circolare.

Il riciclaggio di qualità consente, infatti, di reimmettere materiali nei cicli produttivi, riducendo al contempo il ricorso allo smaltimento, in particolare a quello in discarica.

Per quest’ultimo si registra un aumento del 7,9% (887 mila tonnellate) rispetto al 2015, a fronte di una progressiva diminuzione del numero totale delle discariche operative, che passano da 392 nel 2014 a 350 nel 2016.

La gestione e recupero dei rifiuti speciali

Per la gestione dei rifiuti, nell’anno 2016, a livello nazionale, il numero totale delle discariche operative, è pari a 350; 171 sono discariche per rifiuti inerti (48,9% del totale degli impianti operativi), 167 sono discariche per rifiuti non pericolosi (47,7% del totale), e 12 sono discariche per rifiuti pericolosi (3,4% del totale).

Pressoché stabile nel 2016 la quantità totale di rifiuti speciali esportata all’estero, rispetto al 2015: il dato parla di 3,1 milioni di tonnellate di rifiuti esportati, di cui 2,1 milioni di tonnellate non pericolosi e 1 milione di tonnellate pericolosi. La Germania è il principale paese in cui si esporta. Mentre i rifiuti importati da altri Paesi, per la maggior parte metalli, aumentano dello 0,9% e provengono soprattutto da Germania, Austria e Ungheria.

Rifiuti speciali quali amianto, prodotti in Italia nel 2016, sono pari a 352 mila tonnellate e provengono per il 93,5% da materiali da costruzione contenenti amianto.

La forma di smaltimento prevalente rimane la discarica con l’85,5% del totale gestito mentre ben 118 mila tonnellate circa viene esportato in Germania.

La Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti, fissa uno specifico obiettivo per il riutilizzo, il riciclaggio e altri tipi di recupero di materiale, incluse operazioni di colmatazione che utilizzano i rifiuti in sostituzione di altri materiali.

Tale obiettivo, posto pari al 70%, ad esclusione del materiale allo stato naturale definito al codice 170504 dell’elenco europeo dei rifiuti, dovrà essere raggiunto entro il 2020.

Buoni i risultati dell’Italia. Nel 2016, la quantità di rifiuti da operazioni di costruzione e demolizione recuperata in operazioni di colmatazione si attesta a circa 139 mila tonnellate.

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