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Registro pile e accumulatori: online la nuova piattaforma telematica

È stata aggiornata la piattaforma telematica per l'iscrizione al registro nazionale dei produttori di pile e accumulatori, intesi come “fonti di energia elettrica ottenuta mediante trasformazione diretta di energia chimica”

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I produttori di pile e accumulatori possono immettere sul mercato tali prodotti solo dopo essersi iscritti telematicamente all’apposito Registro nazionale, presso la Camera di commercio di competenza. Dallo scorso 16 maggio, è stata resa disponibile una nuova versione della piattaforma telematica del Registro volta a ottimizzare le sue funzionalità e a semplificare la procedura di compilazione e presentazione delle pratiche, mantenendo comunque le caratteristiche di sicurezza e affidabilità.

La normativa di riferimento in tema di pile, accumulatori e relativi rifiuti è rappresentata dal D.Lgs. n. 188/2008, di recepimento della direttiva 2006/66/CE: adesso, con riferimento alla gestione dei rifiuti, è lo stesso TUA (D.Lgs. n. 152/2006) a fare espresso riferimento al D.Lgs. n. 188/2008, grazie a una modifica operata dall’art. 43 della legge 28 dicembre 2015, n. 221 sulla green economy (c.d. collegato ambientale).

Il D.Lgs. n. 188/2008 disciplina l’immissione sul mercato delle pile e degli accumulatori e, in particolare, il divieto di immettere sul mercato pile e accumulatori contenenti sostanze pericolose, nonchè la raccolta, il trattamento, il riciclaggio e lo smaltimento dei rifiuti di pile e di accumulatori, al fine di promuoverne un elevato livello di raccolta e di riciclaggio.
Per “pila” o “accumulatore” si intende una fonte di energia elettrica ottenuta mediante trasformazione diretta di energia chimica, costituita da uno o più elementi primari (non ricaricabili) o costituita da uno o più elementi secondari (ricaricabili).

La tabella riportata nell’Allegato 3 al D.Lgs. n. 188/2008 individua le seguenti categorie di apparecchiature pile e accumulatori che rientrano nell’ambito di applicazione del decreto:
– pile ed accumulatori portatili
– accumulatori industriali
– accumulatori veicoli.

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Il decreto, inoltre, definisce “produttore” chiunque immetta sul mercato nazionale per la prima volta a titolo professionale pile o accumulatori, compresi quelli incorporati in apparecchi o veicoli, a prescindere dalla tecnica di vendita utilizzata, comprese le tecniche di comunicazione a distanza definite agli articoli 50 e ss., del D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, di recepimento della direttiva 97/7/CE riguardante la protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza.

In Italia, la filiera di raccolta e avvio al trattamento, riciclo e smaltimento di pile e accumulatori esausti è “guidata” dal Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA), costituito il 7 giugno 2011 da 15 Sistemi Collettivi e Individuali – formati dai produttori di pile e accumulatori – che operano sul territorio nazionale per raccogliere e trattare queste tipologie di rifiuti.

Di recente, il D.Lgs. n. 188/2008 è stato modificato sia dalla “legge europea 2013” (in particolare, dall’art. 21 della legge n. 97/2013), sia dal D.Lgs. 15 febbraio 2016, n. 27, col quale è stata recepita la direttiva 2013/56/UE, la quale, a sua volta ha modificato la direttiva 2006/66/CE con riguardo all’immissione sul mercato di batterie portatili e di accumulatori contenenti cadmio destinati a essere utilizzati negli utensili elettrici senza fili e di pile a bottone con un basso tenore di mercurio.

Ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. n. 188/2008, è stato istituito presso il Ministero dell’Ambiente il Registro nazionale dei produttori di pile e accumulatori, che lo stesso decreto individua quali soggetti tenuti al finanziamento dei sistemi di gestione dei relativi rifiuti. In particolare, una sezione del Registro Nazionale è specificamente dedicata ai sistemi collettivi istituiti per il finanziamento della gestione dei rifiuti di pile e accumulatori. Sono, dunque, obbligati a iscriversi al Registro, in via telematica e soltanto una volta, presso la Camera di commercio di competenza, i produttori che per la prima volta immettono sul mercato pile e accumulatori nel territorio italiano. Una volta fatta l’iscrizione, a ciascun produttore viene rilasciato un numero di iscrizione tramite il sistema informatico delle Camere di commercio: questo numero dovrà poi essere indicato dal produttore in tutti i documenti di trasporto e nelle fatture commerciali.

La piattaforma telematica del Registro nazionale dei produttori di pile ed accumulatori è stata di recente sottoposta a un restyling. Il Registro è predisposto, gestito e aggiornato dal Comitato di vigilanza e controllo che, a tal fine, si avvale dell’Ispra. La nuova versione, online a partire dal 16 maggio 2016, ha comportato una reingegnerizzazione complessiva delle funzionalità già presenti e una semplificazione della procedura di compilazione e presentazione delle pratiche. Si è, comunque, cercato di assicurare le caratteristiche di sicurezza e affidabilità.
Inoltre, sono state previste nuove funzionalità di monitoraggio per il comitato di vigilanza e per i sistemi collettivi, simili a quelle già implementate per il registro AEE.

Tramite il portale del Registro è possibile scaricare il manuale aggiornato alla nuova versione (Manuale Registro Pile per i produttori versione 4.0 ).

Il Manuale fornisce al produttore nazionale, al produttore estero a al rappresentante nazionale che opera in suo conto, tutte le informazioni necessarie per l’accesso alla scrivania, per la compilazione delle pratiche di iscrizione, variazione e cancellazione e comunicazione annuale, nonché per la trasmissione delle pratiche.

Clicca qui per scaricare il Manuale Registro Pile per i produttori versione 4.0.

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