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Il Regolamento REACH, una normativa spesso ancora incompresa

Dal campo di applicazione agli elementi fondanti: a che punto è la comprensione del Reach a dodici anni dalla sua apparizione?

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Sono passati ormai quasi dodici anni dalla pubblicazione del Regolamento (CE) n. 1907/2006, comunemente noto con l’acronimo REACH, eppure risulta evidente (dagli esiti dei controlli, ma non solo) che non sempre le aziende hanno compreso in modo corretto e compiuto tale normativa che, purtroppo, è ancora da molti considerata di interesse solo ed esclusivamente per il settore chimico.
Ecco allora che si rende necessario avvicinare le aziende al Regolamento REACH, cercando di spiegare innanzitutto le finalità di tale normativa, in modo da chiarire anche l’estensione degli attori interessati e soggetti alle disposizioni della normativa stessa.

REACH: quale il campo di applicazione?

Per comprendere meglio la “portata” del REACH, deve essere tenuto presente, innanzitutto, il fatto che tale normativa riguarda
• sostanze in quanto tali,
• sostanze in quanto componenti di miscele
• sostanze in quanto componenti di articoli.
In altre parole il REACH contiene disposizioni che non interessano solo ambiti che sono considerati affini alla “chimica” (ad esempio solventi, vernici, colle ecc.), ma anche oggetti che ci circondano nella vita comune e, più in generale, articoli realizzati a livello industriale. Per avere un quadro chiaro e completo, è di fondamentale importanza analizzare con attenzione le esclusioni dal campo di applicazione del regolamento stesso, e le esclusioni rispetto ad alcune parti del regolamento.

Quali sono gli obiettivi del REACH?

Le disposizioni contenute nel REACH poggiano su alcune considerazioni (contenute nella premessa al regolamento stesso) che evidenziano la presenza di punti deboli nella normativa previgente rispetto all’obiettivo generale di garantire un’adeguata tutela della salute delle persone e dell’ambiente. Il REACH introduce, quindi, nuove disposizioni volte ad assicurare una conoscenza completa, puntuale ed aggiornata delle sostanze che sono immesse sul mercato dell’Unione europea e dei Paesi EEA (Islanda, Liechtenstein, Norvegia), dei loro usi e delle loro caratteristiche e proprietà. La disponibilità di queste informazioni consente di attuare azioni orientate alla tutela della salute delle persone e dell’ambiente, quali ad esempio:
• valutare la necessità di aggiornare la classificazione delle sostanze;
• individuare sostanze particolarmente pericolose il cui utilizzo dovrà essere vietato o limitato.

Focus sugli elementi fondanti del REACH

In particolare, si richiama l’attenzione su alcuni aspetti fondamentali del REACH:
distribuzione delle responsabilità lungo la filiera di approvvigionamento: si tratta di un’importante novità introdotta dal REACH rispetto all’impostazione della normativa precedente, e che implica che i vari attori della filiera possano avere degli adempimenti da rispettare non solo verso chi è posto a valle, ma anche verso chi è posto a monte;
→ rilevante enfasi al flusso delle informazioni lungo la filiera: in relazione al punto precedente, il regolamento disciplina una serie di informazioni che devono essere trasmesse, non limitandosi alla scheda di sicurezza, per quanto di importanza rilevante, ma introducendo ulteriori obblighi in termini di comunicazioni anche a monte della filiera;
→ particolare attenzione posta sugli usi delle sostanze (in quanto tali o in quanto componenti di miscela): una significativa modifica, ad esempio, introdotta nella scheda di sicurezza è proprio la presenza (in sezione 1) dell’indicazione degli “usi identificati” e degli eventuali “usi sconsigliati” della sostanza o miscela, e le informazioni contenute nella scheda di sicurezza si basano su tale indicazione;
scheda di dati di sicurezza e scenario di esposizione: trattasi di elementi cardine del flusso informativo lungo la filiera; la scheda di sicurezza ha subito importanti modifiche rispetto alla normativa precedente al REACH nella definizione dei contenuti delle singole sezioni; lo scenario di esposizione, novità introdotta dal Regolamento, è così definito:

l’insieme delle condizioni, comprese le condizioni operative e le misure di gestione dei rischi, che descrivono il modo in cui la sostanza è fabbricata o utilizzata durante il suo ciclo di vita e il modo in cui il fabbricante o l’importatore controlla o raccomanda agli utilizzatori a valle di controllare l’esposizione delle persone e dell’ambiente. Questi scenari d’esposizione possono coprire un processo o un uso specifico o più processi o usi specifici, se del caso.

registrazione: uno dei principi cardine del REACH è “no data no market”, con cui si riassume la norma che prevede che tutte le sostanze immesse sul mercato in quantità maggiore o uguale a 1 tonnellata all’anno debbano essere preliminarmente registrate; il processo di registrazione richiede la presentazione di informazioni approfondite sulle caratteristiche della sostanza; va tenuto conto del fatto che, in determinati casi, potrebbe essere obbligatorio registrare sostanze contenute in articoli;
autorizzazione delle sostanze estremamente preoccupanti: previa valutazione che i rischi derivanti dall’uso di tali sostanze siano adeguatamente controllati o che l’uso sia giustificato da ragioni socioeconomiche e non esistano alternative economicamente e tecnicamente idonee;
restrizioni: si tratta di divieti (totali o parziali) per la fabbricazione, immissione sul mercato e utilizzo di sostanze che presentano rischi che richiedono l’adozione di particolari misure; in generale, le restrizioni possono riguardare l’uso di una sostanza tal quale, in una miscela o in un articolo.
Il REACH si articola, quindi, in una serie di disposizioni volte a garantire la conoscenza delle sostanze (in quanto tali, o in quanto componenti di miscele o di articoli) in uso all’interno dell’Unione Europea (e di Islanda, Liechtenstein, Norvegia); l’analisi delle informazioni su tali sostanze e i loro usi e il costante aggiornamento di tali informazioni consentono di perseguire l’obiettivo di accrescere nel tempo la tutela della salute delle persone e la tutela dell’ambiente, mediante strumenti quali le restrizioni o le autorizzazioni.

Maggiori dettagli su questi temi sono forniti in “Manuale Ambiente 2018” edito da Wolters Kluwer.

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