Responsabile tecnico gestione rifiuti: requisiti, mansioni, formazione | Ingegneri.info

Responsabile tecnico gestione rifiuti: requisiti, mansioni, formazione

Dopo quasi 25 anni, finalmente si è fatta chiarezza su una figura centrale nella gestione dei rifiuti. La nostra analisi

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La lenta “evoluzione” della figura del responsabile tecnico
La riforma del 2014: i compiti del responsabile tecnico e i requisiti di idoneità tecnica
I compiti, le responsabilità e i requisiti del responsabile tecnico
La formazione del responsabile tecnico
Le delibere nn. 6 e 7 del 30 maggio 2017
Gli specifici requisiti per categoria del responsabile tecnico
Periodo transitorio
Come prepararsi al nuovo esame?
Maggiori informazioni

La lenta “evoluzione” della figura del responsabile tecnico

Nella prassi, la figura del “responsabile tecnico” è stata per troppo tempo sottovalutata e, di fatto, spesso utilizzata come semplice strumento per potersi iscrivere all’ANGA, Albo Nazionale dei Gestori Ambientali.
Il “responsabile tecnico” compare per la prima volta nel D.M. n. 324/1991, che si limitava a richiedere, fra la documentazione da allegare alla domanda d’iscrizione all’albo, la dichiarazione di accettazione dell’incarico, con firma autenticata, da parte del responsabile tecnico (che obbligatoriamente doveva essere nominato dalle imprese che intendevano iscriversi all’albo), senza tuttavia alcun chiarimento sulle funzioni e sulle responsabilità che la nuova figura doveva svolgere.
Da allora ad oggi le norme sono cambiate molto, ma fino all’emanazione del D.M. n. 120/2014 spesso accadeva che, nei casi in cui il legale rappresentante/titolare di un’impresa non avesse posseduto i requisiti per autonominarsi responsabile tecnico, tale carica veniva attribuita soltanto sulla carta ad un soggetto, interno o esterno all’organizzazione aziendale, che veniva bypassato ad iscrizione ottenuta.

La riforma del 2014: i compiti del responsabile tecnico e i requisiti di idoneità tecnica

Nel 2014 il legislatore, nel ribadire che le imprese e gli enti che fanno richiesta di iscrizione all’Albo devono nominare – a pena di improcedibilità della domanda – almeno un responsabile tecnico, ha fissato nel dettaglio i compiti, le responsabilità e i requisiti del responsabile tecnico.
Il compito del responsabile tecnico è quello:
– di porre in essere azioni dirette ad assicurare la corretta organizzazione nella gestione dei rifiuti da parte dell’impresa nel rispetto della normativa vigente e
– di vigilare sulla corretta applicazione della stessa.
A differenza di quanto avvenuto fino ad allora, il D.M. n. 120/2014 dedica ai responsabili tecnici due articoli.

I compiti, le responsabilità e i requisiti del responsabile tecnico

Il primo (art. 12) specifica i compiti, le responsabilità e i requisiti del responsabile tecnico, che dovrà:
• porre in essere azioni dirette ad assicurare la corretta organizzazione nella gestione dei rifiuti da parte dell’impresa nel rispetto della normativa vigente;
• vigilare sulla corretta applicazione della stessa;
• svolgere la sua attività in maniera effettiva e continuativa.

Tabella n. 1: compiti, responsabilità e requisiti del responsabile tecnico. Ruolo del Comitato Nazionale
I requisiti del responsabile tecnico Idonei titoli di studio
Esperienza maturata in settori di attività per i quali è richiesta l’iscrizione
Idoneità (è attestata mediante una verifica iniziale della preparazione del soggetto e, con cadenza quinquennale, mediante verifiche volte a garantire il necessario aggiornamento)
L’incarico di responsabile tecnico può essere ricoperto da un soggetto esterno all’organizzazione dell’impresa.
Ruolo del Comitato Nazionale Il Comitato nazionale può disciplinare più del dettaglio i compiti e le responsabilità del responsabile tecnico.
L’esatta determinazione e il concorso dei requisiti sono regolamentati dal Comitato Nazionale, in relazione alle categorie e classi d’iscrizione, secondo criteri atti a garantire elevati livelli di efficienza e tutela ambientale.
Il Comitato nazionale stabilisce i criteri e i limiti per l’assunzione degli incarichi.
Il Comitato nazionale definisce le materie, i contenuti, i criteri e le modalità di svolgimento delle verifiche previste per diventare responsabile tecnico.

La formazione del responsabile tecnico

Il secondo (art. 13) riguarda la formazione del responsabile tecnico, e prevede la modifica del percorso necessario per poter diventare responsabile tecnico: i corsi di formazione sono stati sostituiti dall’esame di idoneità.
Nel caso in cui il responsabile tecnico non sia anche legale rappresentante dell’impresa (in questo caso è esentato dalle verifiche periodiche), è soggetto a verifiche periodiche (almeno quinquennali) per garantire il necessario aggiornamento e, di conseguenza, il mantenimento dell’idoneità.

Le delibere nn. 6 e 7 del 30 maggio 2017

Con le delibere n. 6 e 7 del 30 maggio 2017, il Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali:
– ha approvato due importanti modifiche, relative ai requisiti riguardanti l’accesso alla professione;
– ha fissato le modalità di formazione dei Responsabili Tecnici, in ossequio a quanto indicato con il D.M. n. 120/2014.
Diventano ora obbligatorie le verifiche periodiche per accedere alla professione e quelle necessarie a confermare la qualifica ottenuta.
Le due delibere impongono una nuova serie di regole in merito allo svolgimento della professione, con riferimento alla necessità, da parte del Responsabile tecnico della gestione dei rifiuti, di attestare la propria formazione mediante due verifiche:
• una “iniziale”, da svolgere per accedere alla professione;
• una “successiva”, ripetuta con cadenza quinquennale, volta a garantire un periodico e necessario aggiornamento delle competenze possedute dalla figura professionale.
Tali novità interessano non solo i soggetti che intendono rivestire il ruolo di Responsabile Tecnico per la Gestione dei rifiuti ex-novo, ma anche quelli che intendono confermare la qualità e hanno già intrapreso l’attività professionale, alla data di entrata in vigore degli atti in oggetto.

Gli specifici requisiti per categoria del responsabile tecnico

I requisiti del responsabile tecnico sono individuati, per ciascuna categoria e classe d’iscrizione, dalla cit. circolare n. 6/2017, e sono riassunti nella tabella che segue.

Tabella 1

Tabella 2

Tabella 3

L’articolo 1, comma 2, della delibera ha stabilito che “l’esperienza richiesta al responsabile tecnico, per i diversi settori di attività, consiste nell’esperienza acquisita in almeno uno o più dei seguenti casi”:
1. come legale rappresentante di imprese operante nel settore di attività per la quale si chiede l’iscrizione;
2. come responsabile tecnico o direttore tecnico operante nel settore di attività per la quale si chiede l’iscrizione;
3. come dirigente o funzionario direttivo tecnico con responsabilità inerenti il settore di attività per le quali si chiede l’iscrizione;
4. come dipendente nell’affiancamento al responsabile tecnico.

Periodo transitorio

Ai sensi del comma 4 dell’art. 13, “il responsabile tecnico delle imprese e degli enti iscritti alla data di entrata in vigore della disciplina di cui al comma 2, può continuare a svolgere la propria attività in regime transitorio la cui durata, comunque non superiore al quinquennio, è stabilita con deliberazione del Comitato nazionale. Detti soggetti sono obbligati all’aggiornamento quinquennale”.
Il responsabile tecnico delle imprese e degli enti iscritti alla data del 16 ottobre 2017 (data di entrata in vigore della delibera n. 6/2017 del Comitato nazionale), dunque, può continuare a svolgere la propria attività in regime transitorio per cinque anni dalla data del 16 ottobre 2017 anche per altre imprese iscritte o che si iscrivono nella stessa categoria, stessa classe o classi inferiori.
Il responsabile tecnico delle imprese o degli enti già iscritti alla data del 16 ottobre 2017 può sostenere la verifica di aggiornamento dal 2 gennaio 2021.

Come prepararsi al nuovo esame?

Con la cit. delibera n. 7/2017 il Comitato nazionale ha stabilito i criteri e le modalità di svolgimento delle verifiche per i responsabili tecnici:
– le materie oggetto delle verifiche di idoneità sono riportate nell’allegato “C” alla cit. delibera n. 6 del 30 maggio 2017 del Comitato nazionale;
– i quiz oggetto delle verifiche sono approvati dal Comitato Nazionale, sono pubblicati sul sito dell’ANGA, e sono periodicamente aggiornati;
– l’idoneità conseguita mediante verifica iniziale ha validità pari a cinque anni a decorrere dalla data del superamento della verifica stessa;
– in caso di mancato superamento della verifica, la stessa, per il medesimo modulo, può essere sostenuta decorsi almeno sessanta giorni dalla comunicazione dell’esito negativo;
– la verifica di aggiornamento dell’idoneità può essere sostenuta a decorrere da un anno prima della scadenza del quinquennio di validità.

Maggiori informazioni

D.M. n. 120/2014 (Regolamento per la definizione delle attribuzioni e delle modalità di organizzazione dell’Albo nazionale dei gestori ambientali, dei requisiti tecnici e finanziari delle imprese e dei responsabili tecnici, dei termini e delle modalità di iscrizione e dei relativi diritti annuali. (G.U. Serie Generale n. 195 del 23-08-2014) note: Entrata in vigore del provvedimento: 07/09/2014 )
Delibera n. 7 del 30 maggio 2017 (Criteri e modalità di svolgimento delle verifiche per i responsabili tecnici di cui all’articolo 13 del decreto del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, 3 giugno 2014, n. 120).
Delibera n. 6 del 30 maggio 2017 (Requisiti del responsabile tecnico di cui agli articoli 12 e 13 del decreto del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, 3 giugno 2014, n. 120).

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