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Rifiuti, l’incerto futuro del Sistri: operatività o superamento?

In attesa del nuovo sistema satellitare, dal 1° gennaio 2019 scattano obblighi e sanzioni a causa della mancata proroga della sospensione

I materiali edili di scarto sono rifiuti speciali
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Secondo il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) sarà sostituito entro la primavera del 2019 da un nuovo sistema di tracciabilità dei 140 milioni di tonnellate di rifiuti speciali che si movimentano in Italia, basato sui rilevatori satellitari dei mezzi di trasporto, quasi tutti dotati di gps.

Le scadenze del Sistri

Nel frattempo, però, il Sistri diventerà operativo dal primo gennaio 2019, dato che nel  decreto Milleproroghe in fase di approvazione manca la tradizionale proroga della sospensione. Ai costi già sostenuti dalle imprese che gestiscono rifiuti speciali per l’iscrizione obbligatoria e il pagamento del versamento contributivo – circa 200 milioni, considerando anche le spese indirette 1 miliardo di euro, secondo la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media impresa (Cna) – si aggiungeranno gli obblighi e le sanzioni previste dall’art. 260 bis commi 3-9 dlgs n. 205/2010,  in caso di mancata o irregolare tenuta del registro cronologico e delle schede Sistri. Le sanzioni vanno da un importo di 2.600 euro a 15 mila euro, ridotto tra i 1.000 e i 6.200 euro per le imprese con meno di 15 dipendenti. Se le violazioni riguardano la gestione di rifiuti pericolosi, la sanzione è di circa 93mila euro.
La Cna ha rivolto un appello al Governo affinché non si verifichi il paradosso di dover far sostenere alle imprese l’operatività di un sistema oneroso e inefficiente, più volte rinviata per inadempienze e ritardi della pubblica amministrazione, proprio alla vigilia del sua definitivo superamento.

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