Rifiuti in discarica: interrogazione sulle Linee guida ISPRA | Ingegneri.info

Rifiuti in discarica: interrogazione sulle Linee guida ISPRA

Il MATTM chiarisce efficacia e perimetro dei "Criteri tecnici" ISPRA. In arrivo novità per la disciplina del conferimento in discarica dei rifiuti non trattati e una circolare esplicativa

discarica
image_pdf

Dopo le reazioni seguite alla pubblicazione dell’ISPRA dei “Criteri tecnici per stabilire quando il trattamento non è necessario ai fini dello smaltimento dei rifiuti in discarica”, il Ministero dell’Ambiente, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare (atto Camera 29 marzo 2017, n. 5-10990), fa alcune precisazioni sul tema dell’ammissibilità dei rifiuti in discarica.

 

 

 

L’emanazione delle Linee Guida

La questione prende le mosse dall’articolo 48 della L. 28 Dicembre 2015 n. 221 (“Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, cd. Collegato ambientale), che aveva dato mandato all’ ISPRA di individuare i criteri tecnici da applicare per stabilire quando il trattamento dei rifiuti prima dello smaltimento in discarica non è necessario.

Nel dicembre 2016 l’ISPRA adottava i nuovi Criteri (Linee Guida n.145/2016), che creavano però un certo allarme tra gli operatori di settore.

 

L’ interrogazione parlamentare

Interpretando queste preoccupazioni il 29 marzo veniva presentata da Piergiorgio Carrescia, membro della commissione Ambiente di Montecitorio, un’interrogazione al Ministero dell’Ambiente, lamentando fra gli altri:

  • il contenuto “ultroneo”, rispetto alla previsione della L.221/2015, delle Linee Guida che introducono, a giudizio degli interroganti “arbitrariamente”, parametri per il trattamento dei rifiuti non previsti dal decreto ministeriale 27 settembre 2010 (sull’ammissibilità dei rifiuti in discarica);
  • la difficoltà di applicazione dei nuovi Criteri connessa all’individuazione del solo Irdp (Indice di respirazione dinamico potenziale) quale parametro per misurare la stabilità biologica di un rifiuto, in antitesi con quanto in precedenza stabilito da altri provvedimenti del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;
  • «i criteri dell’Ispra integrano gli estremi di un atto non direttamente riferibile alle tradizionali fonti del diritto ma al cosiddetto “diritto attenuato” o “soft law” che assume efficacia sulla base e nei limiti della delega del legislatore o dell’Esecutivo che mantengono comunque una funzione di indirizzo e controllo.

Ciò significherebbe, a complicare la situazione, che le Linee Guida sarebbero da considerarsi come immediatamente vincolanti per tutti i soggetti destinatari della disciplina sulle discariche in virtù della loro natura di strumenti di “soft law”, ovvero di atti non direttamente riferibili alle tradizionali fonti del diritto ma efficaci perchè adottati sulla base e nei limiti della delega del legislatore o dell’Esecutivo.Tesi che aveva indotto gli operatori di settore a considerare come efficace e vincolante il testo redatto da ISPRA, con tutti i problemi conseguenti.

 

La risposta del Ministero

Alle preoccupazioni sollevate nell’interrogazione ha risposto il Ministero lo scorso 30 marzo chiarendo che:

«I Criteri tecnici definiti da ISPRA riguardano – in base alla disposizione legislativa che i medesimi sono chiamati ad applicare – esclusivamente il conferimento di rifiuti senza trattamento preliminare. Conseguentemente, anche qualora i medesimi facciano riferimento a parametri discordanti rispetto a quelli del decreto ministeriale del 27 settembre 2010 che riguarda il conferimento di rifiuti a seguito di trattamento preliminare, non può comunque ravvisarsi contrasto con quest’ultimo. Si tratta, dunque, di due atti destinati ad avere campi di applicazione differenti».

E aggiunge: «la vincolatività dei “Criteri tecnici” individuati da ISPRA ai sensi dell’art. 48 della legge n. 221 del 2015 non si dispiega – direttamente ed immediatamente – nei confronti degli operatori del settore. «Pertanto, i predetti “Criteri tecnici”, per essere efficaci nell’ordinamento, dovranno essere recepiti mediante l’apposito D.M.»

 

Le novità preannunciate

Il Ministro conclude:

«Sarà, dunque, cura del Ministero predisporre una nuova versione del decreto di cui all’art. 7, comma 5, del D.Lgs. n. 36/2003 » (il decreto attuativo che il D.Lgs. 13 gennaio 2003, n. 36 prevede in materia di criteri di ammissione in discarica) «che – tra l’altro – abbia modo di disciplinare, alla luce dei “Criteri tecnici” elaborati da ISPRA, anche il conferimento in discarica di rifiuti non trattati. In quell’occasione potrà peraltro essere valutata l’opportunità di predisporre una adeguata normativa transitoria al fine di consentire gli adeguamenti amministrativi e infrastrutturali che si rendessero necessari»

Ad ogni buon conto, in considerazione dello stato di incertezza interpretativa nel settore, il Ministero annuncia l’adozione di una circolare esplicativa, al fine di chiarire la natura giuridica dei “Criteri tecnici” di ISPRA e i loro rapporti con il decreto attuativo di cui all’articolo 7, comma 5, D.Lgs. 36/2003.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Rifiuti in discarica: interrogazione sulle Linee guida ISPRA Ingegneri.info