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Rifiuti in Sicilia: entro sei mesi discariche piene

Entro sei mesi discariche piene, lo annuncia il Ministro dell’Ambiente. A fronte di una produzione di 462 chili di rifiuti per abitante all’anno, la raccolta differenziata diminuisce

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Non nasconde la preoccupazione il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti relazionando al Senato sulla gestione dei rifiuti  in Sicilia, “La capacità residua di trattamento in discarica, agli attuali livelli di smaltimento, garantisce l’autonomia regionale solo per 6 mesi e l’assenza di impianti di termovalorizzazione rende ancora più critica la situazione”.

In particolare, a fronte di una produzione di 462 chili di rifiuti per abitante all’anno, la raccolta differenziata diminuisce segnando un 12,5% del totale dei rifiuti, quando la legge prevede il 65%, mentre in molti comuni non viene neanche realizzata. Nel 2014 l’indifferenziato prodotto ammontava a 2.049.247 tonnellate, ovvero l’89% dei rifiuti urbani della Regione e solo 349.774 tonnellate sono state inviate, secondo modalità ordinarie, agli impianti di trattamento meccanico-biologico: il resto è stato smaltito in deroga con forme speciali di gestione dei rifiuti attraverso ordinanze del presidente della Regione.

Questo il quadro delineato dal Ministro riguardo alla gestione dei rifiuti nella regione siciliana: si tratta di dati preoccupanti.

 

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Produzione dei rifiuti urbani a livello regionale e raccolta differenziata

Sono state 2.342.219 le tonnellate prodotte in Sicilia nel 2014 (ultimo anno rilevato), quantità che corrisponde ad una produzione pro capite pari a circa 462 kg/abitante anno. A fronte di questi volumi la raccolta differenziata ammonta a  292.972 tonnellate, che rappresentano solo il 12,5 % del totale dei rifiuti prodotti, valore molto al di sotto dell’obbligo di legge del 65%.

E  nel 2014, in controtendenza rispetto al resto del territorio nazionale, la quantità di rifiuti raccolti in modo differenziato si è ridotta di oltre un punto percentuale, al 12,5% dal 13,2% dell’anno precedente.

 

Rifiuti indifferenziati

Le quantità di rifiuto indifferenziato prodotte nel 2014 ammontano a 2.049.247 tonnellate. Questi rappresentano una quota pari all’89 % dei rifiuti urbani prodotti in Regione.

Di tali quantità, precisa Galletti, solo 349.774 tonnellate sono state inviate, secondo modalità ordinarie, agli impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) prima di essere inviate al successivo smaltimento.

«La restante quota, pari a 1.003.302 tonnellate, è stata quindi smaltita in deroga alle prescrizioni, ricorrendo a forme speciali di gestione dei rifiuti » attraverso Ordinanze del Presidente della Regione ai sensi dell’articolo 191 del D.Lgs. n. 152 del 2006.

 

Rifiuti differenziati
Le quantità raccolte in maniera differenziata nel 2014 sono pari complessivamente a 292.972 tonnellate di cui 125.829 sono costituite da frazione organica e 167.143 da frazione secca riciclabile. Ma in molti Comuni del territorio regionale la raccolta differenziata non viene ancora realizzata.

 

Impianti insufficienti

La frazione umida raccolta in modo separato è conferita nei 15 impianti di compostaggio presenti sul territorio, molti dei quali risultano «non operativi per mancanza di materiale da trattare».

Appare evidente che gli stessi siano sottoutilizzati e che l’attuale capacità installata potrebbe far fronte ad un flusso maggiore di frazione organica derivante da un auspicato incremento della raccolta differenziata.

Nelle more della realizzazione dei TMB previsti dalla pianificazione regionale, la gestione del rifiuto indifferenziato avviene attraverso un pre-trattamento al rifiuto conferito in discarica, ciò grazie all’installazione di impianti mobili di biostabilizzazione. «Gli impianti mobili rappresentano una soluzione tampone e provvisoria per garantire la corretta gestione del rifiuto fino al completamento della realizzazione degli impianti, dell’attivazione dei provvedimenti necessari per l’invio fuori Regione del rifiuto».

Anche se la Regione sta provvedendo alla realizzazione e messa in esercizio degli impianti di TMB necessari al trattamento di tutti i rifiuti indifferenziati prodotti in Regione” (in particolare nelle piattaforme integrate pubbliche di Enna, Gela e Messina, e in quella privata di Siculiana), «al momento lo smaltimento dei rifiuti avviene tramite conferimento in discarica».

Ma avverte il Ministro,

«la capacità residua di trattamento in discarica, agli attuali livelli di smaltimento, garantisce l’autonomia regionale solo per 6 mesi» e «l’assenza di impianti di termovalorizzazione rende ancora più critica la situazione».

Si tratta di una crisi che  è possibile risolvere solo con una serie di interventi che la Regione deve mettere in atto, come  la presentazione di “un programma di azioni per l’immediata realizzazione della rete impiantistica in grado di trattare i rifiuti prodotti in Regione nel rispetto della normativa europea”.

 

Una gestione emergenziale troppo protratta

Per quanto riguarda la gestione dello smaltimento dei rifiuti nella Regione siciliana, Galletti ha messo in luce come

«a partire dall’anno 2009 fino al 2014 tale gestione è stata caratterizzata da uno stato emergenziale».

In deroga a tutte le normative.

Nel maggio di quest’anno, con le discariche ormai sature, il Presidente della Regione ha chiesto, e ottenuto, una ulteriore proroga dei propri poteri straordinari:

«Senza le misure straordinarie contenute in quest’ultimo atto, circa 3.000 tonnellate, delle 6.000 tonnellate di rifiuti prodotti al giorno, non avrebbero trovato impianti di smaltimento disponibili in Regione».

Il disastro.

Alla luce di questa situazione, il Ministero dell’ambiente, con nota del 31 maggio 2016, ha imposto alla Regione una serie di prescrizioni tecniche, sotto il controllo dell’Anac. Si tratta  sia di adempimenti di ordine generale volti alla necessaria riorganizzazione del sistema regionale di gestione dei rifiuti, sia di prescrizioni per  dare impulso  alla raccolta differenziata e per il  corretto pretrattamento dei rifiuti indifferenziati e il loro smaltimento in coerenza con le previsioni normative europee.

 

I progressi non sono sufficienti

Concludendo la relazione, Galletti dà atto alla giunta della Sicilia di aver cominciato a pre-trattare l’indifferenziato con impianti mobili e aver cominciato a realizzare gli impianti di TMB, oltre ad aver presentato all’Assemblea regionale un disegno di legge che ridisegna la governance in materia.

Tuttavia sulla raccolta differenziata non sono stati raggiunti gli obiettivi previsti. La Regione, infatti, non ha messo in campo tutte le azioni di potenziamento della raccolta differenziata. Inoltre, pur avendo richiesto la disponibilità alle altre Regioni d’Italia, «la Regione Siciliana non ha poi stipulato gli accordi per l’invio fuori dal suo territorio dei rifiuti. Né, tantomeno, ha avviato le procedure per lo smaltimento in altri impianti nazionali o esteri dei rifiuti prodotti in Regione».

La situazione esistente nella Regione Siciliana, dunque, “continua a necessitare di misure straordinarie”, nonostante l’attività posta in essere dall’Amministrazione regionale abbia consentito di tamponare gli aspetti più gravi della situazione emergenziale.

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