Riforma VIA in Gazzetta: “Grande passo in avanti verso crescita sostenibile” | Ingegneri.info

Riforma VIA in Gazzetta: “Grande passo in avanti verso crescita sostenibile”

Cuore della nuova VIA è la possibilità di richiedere, per i progetti di competenza statale, un provvedimento unico ambientale che coordina e sostituisce tutti i titoli abilitativi o autorizzativi riconducibili ai fattori ‘ambientali’

VIA
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Finalmente in gazzetta  il decreto legislativo n. 104 del 16 giugno 2017, riforma dell’attuale disciplina della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale  e della procedura di “Verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale”.

Il “cuore” della nuova VIA è la possibilità di poter richiedere per i progetti di competenza statale, in alternativa a quello ordinario, un provvedimento unico ambientale che coordina e sostituisce tutti i titoli abilitativi o autorizzativi comunque riconducibili ai fattori ‘ambientali’.

Per la conclusione di tutti i procedimenti di valutazione ambientale sono inoltre previsti termini perentori che, se non rispettati, comportano la possibilità di operare in regime di sostituzione amministrativa, con conseguenti profili di responsabilità.

Il decreto legislativo, che recepisce la direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, modifica le procedure di valutazione dell’impatto ambientale dei progetti pubblici e privati.

Obiettivi del decreto sono quello di:

  • rendere efficienti le procedure,
  • innalzare i livelli di tutela ambientale,
  • contribuire a sbloccare il potenziale derivante dagli investimenti in opere, infrastrutture e impianti per il rilancio della crescita sostenibile.

Il decreto entra in vigore il 21 luglio 2017.

Gli obiettivi del decreto

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 156 del 6 luglio 2017, il decreto legislativo n. 104 del 16 giugno 2017 che, in attuazione della direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo del 16 aprile 2014, modifica l’attuale disciplina della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale  e della procedura di “Verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale”.

Il provvedimento mira a rendere efficienti le procedure, innalzare i livelli di tutela ambientale, contribuire a sbloccare il potenziale derivante dagli investimenti in opere, infrastrutture e impianti per rilanciare la crescita sostenibile, attraverso la correzione delle criticità riscontrate da amministrazioni e imprese.

E’ proprio il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti a commentare

Il recepimento della direttiva Europea è stata l’occasione giusta per ridefinire il nostro sistema di valutazione, che ha spesso mostrato limiti e finito per bloccare opere utili al Paese e compatibili con l’ambiente: basti pensare – aggiunge – che oggi pendono procedimenti statali per circa 21 miliardi di euro in attesa di una valutazione. La nuova VIA porta procedure più semplici, tempi certi, regole uniformi su tutto il territorio, innalzando allo stesso tempo il grado di tutela ambientale.

Fino a ieri – aggiunge il ministro – una VIA si concludeva in circa 3 anni, mentre una verifica di assoggettabilità poteva durare 11 mesi e mezzo: oggi – conclude Galletti – il lungo e prezioso lavoro delle strutture del mio ministero e di quelli concertanti, oltre che delle commissioni di Camera e Senato, permette all’Italia di dotarsi di un sistema più agile e partecipato, in grado di determinare un grande passo avanti del Paese verso la crescita sostenibile.

 Le novità

Diverse le novità tra cui:

  • la facoltà per il proponente di richiedere, in alternativa al provvedimento di VIA ordinario, il rilascio di un “provvedimento unico ambientale”, che coordini e sostituisca tutti i titoli abilitativi o autorizzativi riconducibili ai fattori ambientali;
  • la riduzione complessiva dei tempi per la conclusione dei procedimenti, indicando termini perentori, e sostituzione amministrativa in caso di inadempienza;
  • la definizione di “impatti ambientali”, che comprende anche gli effetti significativi, diretti e indiretti, di un progetto sulla popolazione, la salute umana, il patrimonio culturale e il paesaggio;
  • la possibilità di presentare nel procedimento di VIA elaborati progettuali tali da consentire la compiuta valutazione degli impatti;
  • la possibilità di presentare uno studio preliminare ambientale, come previsto dalla normativa europea;
  • la possibilità di richiedere all’autorità competente un pre-screening nel caso di modifiche o estensioni di opere esistenti, ovvero una valutazione preliminare del progetto per individuare l’eventuale procedura da avviare;
  • la riorganizzazione del funzionamento della Commissione VIA, con la costituzione di un Comitato tecnico di supporto, che opererà a tempo pieno, per accelerare e rendere più efficienti le istruttorie;
  • l’introduzione di regole omogenee per il procedimento di VIA su tutto il territorio nazionale;
  • la completa digitalizzazione degli oneri informativi a carico dei proponenti;
  • l’ampliamento della partecipazione del pubblico e, in particolare, dei residenti nei territori potenzialmente interessati da un progetto sottoposto a procedura di VIA.

Il decreto entra in vigore il 21 luglio 2017.

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