Riscaldamento globale e driver climatici: quali sono le cause e le conseguenze immediate? | Ingegneri.info

Riscaldamento globale e driver climatici: quali sono le cause e le conseguenze immediate?

Il riscaldamento globale e la temperatura in aumento del nostro Pianeta analizzati in uno studio della Union of Concerned Scientists: principale imputata è l'anidride carbonica (CO2), gas dal forzante radiativo positivo più alto

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Un’altra estate dal clima un po’ anomalo sta per finire. Queste anomalie sono tali o rappresentano solo casi isolati? La scienza parla chiaro: la temperatura del nostro Pianeta sta aumentando. A confermarlo è la Union of Concerned Scientists (a questo link la loro pagina Facebook), organizzazione scientifica no profit americana, che descrive in modo inequivocabile le potenziali ed immediate conseguenze future. La principale imputata è l’anidride carbonica (CO2) che, una volta rilasciata nell’atmosfera intrappola il calore, non consentendo un corretto bilancio termico, con la conseguenza che la temperatura della Terra si innalza.

Leggi l’articolo: Emissioni di CO2 convertite in carburante? Per la Carbon Engineering è possibile

Molto spesso i cambiamenti climatici sono imputabili anche a cause naturali, come l’attività vulcanica, i cambiamenti nell’intensità del sole, le fluttuazioni nell’orbita terrestre e altri fattori. Ma i dati mostrano che i livelli di CO2 sono costantemente aumentati ogni anno. Negli ultimi 130 anni, la temperatura media globale è aumentata di 1,5 gradi Fahrenheit e solo metà di questo aumento si è verificato negli ultimi 35 anni.

Nel 2017, erano superiori del 28% rispetto al 1959, anno in cui sono iniziate le misurazioni della CO2 all’Osservatorio Mauna Loa alle Hawaii. Con l’aumento dei livelli di CO2, il ritmo del riscaldamento globale accelera. Le misurazioni satellitari confermano che oggi sfugge meno calore all’atmosfera rispetto a 40 anni fa. Anche se anche altri gas che intrappolano il calore svolgono un ruolo rilevante, la CO2 è il principale fattore che contribuisce al riscaldamento globale e che ha contribuito più di qualunque altro gas a provocare cambiamenti climatici tra il 1750 e il 2011.

Il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) ha emesso una valutazione globale del clima nel 2013 che ha confrontato l’influenza di tre cambiamenti nell’ambiente derivanti dall’attività umana tra il 1750 e il 2011: l’emissione di gas essenziali che intrappolano il calore e particelle minuscole note come aerosol, così come il diverso uso fatto del suolo nei decenni.

Misurando l’abbondanza di gas che sono intrappolati nelle carote di ghiaccio, nell’atmosfera e in altri fattori climatici insieme ai modelli, l’IPCC ha calcolato il “forzante radiativo” (RF) di ciascun driver climatico, ovvero l’aumento netto (o diminuzione ) della quantità di energia che raggiunge la superficie terrestre attribuibile a quel driver climatico. La CO2 ha esibito l’RF positivo più alto.

Pertanto, la CO2 resta più a lungo nell’atmosfera rispetto agli altri gas, basti pensare che per smaltire le emissioni di metano occorrono almeno dieci anni. Dopo che un impulso di CO2 viene emesso nell’atmosfera, il 40% vi resterà per almeno 100 anni ed il 20% per 1000 anni.

Quali sono gli effetti dell’aumento di temperatura?

  1. Serie implicazioni sul benessere fisico;
  2. Aumento delle temperature incrementate anche a causa dell’antropizzazione e dell’impermeabilizzazione del suolo;
  3. Aumento di fenomeni calamitosi (eventi piovosi intensi in intervalli temporali molto ristretti);
  4. Aumento del rischio incendi.

 

 

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