Rischio idrogeologico a Roma Capitale: 155 interventi per contrastarlo | Ingegneri.info

Rischio idrogeologico a Roma Capitale: 155 interventi per contrastarlo

L'istantanea del Primo Rapporto su rischio alluvioni, frane, cavità del sottosuolo e acque sotterranee - Roma Capitale: fra frane, alluvioni e voragini, 250.000 persone sono a rischio

Fonte Italiasicura
Fonte Italiasicura
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Il 6 aprile 2018 a Roma, presso la Sala Polifunzionale di Palazzo Chigi, è stato prensentato il “Primo Rapporto su rischio alluvioni, frane, cavità del sottosuolo e acque sotterranee – Roma Capitale” curato dall’Autorità di Distretto idrografico dell’Italia Centrale, il nuovo ente che ha accorpato anche l’ex Autorità del Tevere, in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile nazionale, l’Ispra e la struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche Italiasicura.

Per la prima volta – spiega Erasmo D’Angelis, Segretario Generale dell’Autorità di Distretto – Roma avrà l’esatta radiografia del suolo, del sottosuolo e delle acque, dei rischi naturali che nel tempo sono stati molto amplificati da una urbanizzazione a tratti senza limite né cautele e da una scarsa o assente manutenzione in aree molto fragili messe a rischio anche dall’estrema variabilità meteorologica e climatica. Sono temi molto sottovalutati e a lungo rimossi e rilevati da ingegneri idraulici, geologi, esperti di idrologia. Presenteremo anche un “pacchetto” di soluzioni con l’elenco delle opere e degli interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria con i loro costi. Roma ha bisogno della massima collaborazione di tutta la filiera istituzionale al di là delle appartenenze politiche, dal Governo alla Regione al Campidoglio ai Municipi, e della massima collaborazione dei cittadini e del ricco tessuto associativo della Capitale”.

 I fenomeni di dissesto nella Capitale

  1. Frane: Il lavoro di analisi svolto dall’Autorità di distretto idrografico dell’Italia centrale ha prodotto il risultato della perimetrazione di 28 zone a rischio frana. In generale i siti soggetti a fenomeni franosi nel territorio del Comune di Roma sono 383. Tra le altre sono particolarmente a rischio per fenomeni più recenti le zone di collina di Monte Mario, viale Tiziano, Monteverde vecchio e Balduina (estratto del documento presente in fondo all’articolo).
  2. Alluvioni ed esondazioni: I problemi sono molto gravi come hanno dimostrato le piene dell’11 dicembre 2008, del novembre 2012 e del gennaio 2014 con zone sott’acqua. Le cartografie aggiornate dell’Autorità di Distretto mostrano fragilità mai strutturalmente affrontate. Il rischio oggi riguarda un territorio urbano di 1.135 ettari dove vivono e lavorano circa 250.000 persone, è la più elevata esposizione d’Europa. Roma ha zone che non reggono
    nemmeno un acquazzone, come abbiamo visto il 10 settembre e il 5 novembre scorsi, piste di Fiumicino comprese. Inutile stupirsi quando il sistema fognario è in parte non in perfetta efficienza, manca la corretta e continua manutenzione dei tombini e sono inefficienti e in gran parte scomparse per sversamento di rifiuti e vegetazione spontanea circa 700 km di indispensabili vie d’acqua tributarie del Tevere e dell’Aniene: canali, fossi, sistemi di scolo (estratto del documento presente in fondo all’articolo).
  3. Voragini: Negli ultimi 8 anni si è assistito ad un grande incremento del numero delle voragini: da una media di 16 voragini l’anno (dal 1998 al 2008) si è passati ad una media annuale di più di 90 voragini; il massimo di 104 è stato registrato nel 2013. Al 31 Marzo del 2018 sono state registrati 44 eventi. La causa principale della formazione delle voragini a Roma è la presenza di numerose cavità sotterranee di origine antropica scavate dall’uomo a vario titolo ma principalmente per l’estrazione dei materiali da costruzione. Tali vuoti costituiscono in molti casi una intricata rete di gallerie.
    Sono stati sinora censiti e mappati 32 kmq di gallerie sotterranee che giacciono sotto il tessuto urbano. Le cavità si concentrano per lo più nella porzione orientale della città.
Interventi di mitigazione del rischio previsti a Roma

Interventi di mitigazione del rischio previsti a Roma (fonte Italiasicura)

Le richieste delle associazioni Sigea e Italia Nostra

La Società Italiana di Geologia Ambientale (Sigea) e Italia Nostra (Sezione di Roma) chiedono al Comune di Roma l’attivazione urgente di un Servizio Geologico Capitolino e della “Cabina di regia” per la mitigazione della pericolosità e dei rischi connessi al dissesto idrogeologico nel territorio di Roma Capitale già prevista dalla Memoria di Giunta del 28.10.2016.
L’ennesimo sprofondamento urbano verificatosi lo scorso 22 marzo a Roma, nel Quartiere Appio Latino, conferma che la mancanza di una governance univoca costituisce un indiscutibile punto di debolezza del sistema urbano e delle sue interferenze con i fenomeni di dissesto idrogeologico quali sprofondamenti, frane, alluvioni e allagamenti. La mancanza di una visione unitaria associata a una insufficiente o del tutto assente sistema di monitoraggio e controllo delle pericolosità idrogeologiche del territorio urbano della Capitale, non consente, a oggi, di assicurare una mirata prevenzione degli scenari di rischio e pronte e adeguate risposte alle criticità del territorio, le quali sono diventate
sempre più frequenti nel corso degli ultimi anni.
Si ricorda che l’attuale Giunta Comunale ha cercato di affrontare queste criticità del territorio attraverso la Memoria di Giunta del 28.10.2016 relativa alla istituzione di una “Cabina di regia” per la mitigazione della pericolosità e dei rischi connessi al dissesto geologico-idraulico nel territorio di Roma Capitale, anche al fine di “garantire le più idonee iniziative per la previsione, prevenzione e la corretta gestione di eventi quali frane, sprofondamenti, alluvioni e allagamenti”.
La Sigea e Italia Nostra (Sezione Roma), in qualità di Associazioni di protezione ambientale riconosciute dal Ministero dell’Ambiente, chiedono al Comune di Roma l’attivazione di detta cabina di regia, proposta, ma mai attuata, per affrontare nell’immediato detto specifico rischio.
Necessita avviare un programma di manutenzione delle infrastrutture a rete quali strade, acquedotti, fognature e sotto servizi più in generale per evitare che gli stessi possano amplificare, o in alcuni casi innescare, fenomeni disastrosi mettendo a rischio oltre ai beni la pubblica e privata incolumità. Le riprese video dell’evoluzione dello sprofondamento del 22 marzo, durante il quale senza conoscere l’entità del fenomeno si vedono auto transitare a pochi metri, lascia intendere che non si è raggiunto quel livello di conoscenza e consapevolezza sulla gravità e velocità di questo tipo di fenomeni.
Attualmente l’Amministrazione Capitolina risponde alle tematiche di gestione del suolo e sottosuolo e del dissesto idrogeologico del territorio, attraverso ben 4 distinte strutture:

  • Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione urbana;
  • Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica;
  • Dipartimento Tutela Ambientale;
  • Ufficio Extradipartimentale Protezione Civile.

Le scriventi Associazioni ritengono urgente l’istituzione presso Roma Capitale di un Servizio Geologico di Roma Capitale, come struttura sovraordinata rispetto all’organizzazione dipartimentale, che permetta di riorganizzare le risorse e le competenze, oggi già presenti ma frammentate all’interno delle suddette strutture, e che svolga in modo organico il necessario lavoro di conoscenza, monitoraggio, prevenzione e divulgazione nei riguardi della gestione del suolo e del
sottosuolo e del dissesto geologico-idraulico nel territorio di Roma, permettendo il coordinamento e la sinergia tecnico/gestionale tra gli Uffici di Roma Capitale e gli enti esterni all’Amministrazione Capitolina.

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