Rischio valanga: opere di difesa | Ingegneri.info

Rischio valanga: opere di difesa

Studi nivologici e valanghivi per la costruzione di opere contro il rischio valanghe

mountains
image_pdf

Attraverso i Piani delle Zone Esposte a caduta di Valanghe (P.Z.E.V.) o comunque attraverso studi nivologici e valanghivi completi che prendano in considerazione i vari aspetti in modo esaustivo, dagli eventi estremi documentati alle simulazioni di dinamica valanghiva, è possibile veicolare la scelta circa l’opera di mitigazione del rischio valanga più appropriata. La dinamica delle valanghe è lo studio del moto di una massa di neve in movimento lungo un pendio ed in particolare dei fattori endogeni (parametri della neve) ed esogeni (caratteristiche del sito valanghivo) che governano tale moto.
La finalità dello studio dinamico di una valanga è la determinazione dei seguenti parametri, che influenzeranno di conseguenza la scelta dell’opera di contrasto:
• Velocità;
• Altezza e larghezza del flusso;
• Pressione di impatto.

Figura 1 - Discretizzazione del corpo "Valanga"

Figura 1 – Discretizzazione del corpo “Valanga”

Le opere di difesa: mitigazione del rischio valanga
Le opere di difesa si distinguono in funzione della posizione in cui vengono inserite rispetto al versante interessato dalla valanga e del tipo di difesa che offrono “Costruzione di opere di premunizione contro le valanghe nella zona di distacco”.

Sono classificate e distinte tra:
Attive: sono finalizzate ad evitare il distacco di masse valanghive e sono posizionate nella zona di distacco. Nella tabella sottostante sono riportate alcuni soluzioni ricorrenti

reti fermaneve

reti fermaneve

a) Reti fermaneve
Sono costituite da una superficie di ritenuta flessibile in fune d’acciaio. I pannelli che hanno forma triangolare sono collegati, in alto, ad un puntone tubolare oscillante su una piastra di base in acciaio fondata su micropalo, in basso, direttamente al terreno, attraverso ancoraggi in fune spiroidale. Verso valle il montante è a sua volta fissato al terreno attraverso controventi in acciaio, fissati anch’essi ad ancoraggi in fune spiroidale.
ponti da neve b) Ponti da neve
Sono strutture rigide rappresentando un’opera di intercettazione costituita da traverse orizzontali, in acciaio o legno di larice o di pino trattato in autoclave, che poggia su un una struttura portante costituita da un montante e da un puntone.
rastrelliere c) Rastrelliere
Sono strutture d’intercettazione rigide costituite da travetti verticali in legno di larice o di pino trattato in autoclave, sostenuti da due longarine di cui quella superiore poggiante su due puntoni fissati a piastre in cemento armato o in acciaio. Vengono costruite in opera secondo moduli di lunghezza pari a 4m. Ciascun modulo è quindi costituito da n. 2 longarine di lunghezza pari a 4m, da due puntoni di lunghezza variabile, in relazione all’andamento del terreno e una decina di travetti di altezza compresa tra 2,5m e 3,5m. I moduli così costituiti vengono disposti in adiacenza l’uno all’altro e vanno a costituire le file.
frangivento d) Frangivento
Sono strutture finalizzate ad impedire l’accumulo di neve ventata sui versanti sotto cresta (zone sottovento) al fine di inibire il distacco di valanghe o quanto meno di contenerne l’entità; sono quindi ubicate in corrispondenza di ampi crinali in prossimità dei pendii ripidi sottovento.

Passive: viceversa, queste opere offrono una difesa diretta del bene da proteggere e vengono quindi posizionate immediatamente a monte di quest’ultimo. Sono quindi funzionalmente paragonabili a barriere o rilevati paramassi.

argini di contenimento

Gli argini di contenimento sono opere in terra, terra armata o in scogliera, disposte a monte del bene da presidiare. Talvolta sono anche ubicate in quota, in corrispondenza di zone a moderata inclinazione al fine di contenere le valanghe che si distaccano dai ghiaioni sommitali, evitando quindi che queste ultime assumano dimensioni tali da mettere in pericolo gli abitati sottesi.

coni frangivalanga

I coni frangivalanga sono strutture molto alte (anche 10-12m), costruite in terra e in scogliera, finalizzate a frenare il flusso valanghivo non solo attraverso l’azione di impatto ma anche e soprattutto attraverso l’aumento della sezione di transito.

gallerie artificiali

Le gallerie artificiali paravalanghe assolvono ad una funzione del tutto analoga a quella delle gallerie artificiali paramassi. La galleria generalmente viene chiusa esternamente al fine di evitare eventuali rifluimenti verso l’interno.

Preventive: si tratta di sistemi finalizzati ad innescare valanghe artificialmente (distacchi programmati) e vengono quindi impiegate a difesa di piste da sci o infrastrutture viarie, tra queste vi sono: CA.TE.X, esploditori GA.SE.X, sistema DESYBELL ed OBELX.

Fonti consultate/web
Dott. Geol. Galatà Giovanni “Introduzione allo studio delle valanghe”, Ordine dei Geologi Regione Abruzzo, 23 maggio 2017

Leggi anche: Lo stato del territorio italiano, tra rischio sismico, idrogeologico, e consumo di suolo (sintesi)

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Rischio valanga: opere di difesa Ingegneri.info