Rivoluzione zonazione sismica in Liguria: cambia la classificazione | Ingegneri.info

Rivoluzione zonazione sismica in Liguria: cambia la classificazione

La Regione Liguria aggiorna, e sostanzialmente rivoluziona, la zonazione sismica del suo territorio. Vediamo di cosa si tratta e perché riguarda tutto il territorio nazionale

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Lo scorso 17 marzo la Giunta della Regione Liguria con delibera n. 216 ha aggiornato la classificazione delle zone sismiche. Tra le principali novità risalta la reintroduzione della zona 2 e il reinserimento in zona 3 dei Comuni di Genova e Savona. Le risultanze della nuova zonizzazione sono frutto dello studio commissionato al DISTAV dell’Università di Genova, relativo all’analisi della pericolosità sismica regionale.
I risultati sono rappresentati attraverso mappe di pericolosità sismica, espresse in termini di Peak Ground Acceleration (PGA) su roccia per i periodi di ritorno di 475 anni (probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni) e 975 anni (probabilità di eccedenza del 5% in 50 anni), corrispondenti allo Stato Limite della Vita (SLV) e Stato Limite di Collasso (SLC).

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La nuova classificazione prevede per ciascun Comune una classe sismica di competenza in funzione del valore massimi di accelerazione sismica ag calcolato all’interno del territorio comunale. Si deve ricordare che i valori di accelerazione sismica ag definiscono solo le zone sismiche, mentre i valori da utilizzare nelle analisi strutturali sono quelli che derivano dal reticolo sismico presente nel D.M. 14 gennaio 2008 (Norme Tecniche delle Costruzioni 2008, per cui è attesa la pubblicazione dell’aggiornamento).

La zonazione sismica nazionale: Liguria
Fino al 2003 la penisola era classificata in tre categorie sismiche di diversa intensità a seconda della severità dell’evento tellurico che poteva essere previsto per quell’area.
Nel 2003 sono stati emanati i criteri per una nuova classificazione sismica del territorio nazionale basata sull’analisi della probabilità che il territorio venga interessato, per un certo tempo di ritorno (50 anni), da un sisma che superi una determinata soglia di intensità o magnitudo.
I criteri di classificazione furono pubblicati nell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, sulla Gazzetta Ufficiale n. 105 de 8 maggio 2003, che dettava i principi in base ai quali le Regioni compilarono l’elenco dei comuni a cui corrispondeva l’attribuzione ad una delle quattro zone.
Con l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3519 del 28 aprile 2006 fu promosso un aggiornamento della classificazione, introducendo degli intervalli di accelerazione (ag), con probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni, da attribuire alle 4 zone sismiche.

Zona (ai sensi OPCM n. 3519/2006) Accelerazione con probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni (ag)
1 ag > 0.25
2 0.15 < ag ≤ 0.25
3 0.05 < ag ≤ 0.15
4 ag ≤ 0.05

A questa ordinanza le Regioni italiane risposero con le corrispondenti delibere, in particolare la regione Liguria ha provveduto dapprima con la D.G.R. n. 530/2003 successivamente fu emessa la D.G.R. del 24 ottobre 2008, n. 1308, fino all’ultima Delibera di Giunta Regionale del 19 novembre 2010 l’elenco dei comuni a cui corrispondeva una delle seguenti zone, denominate:
• 3: bassa pericolosità;
• 3s: sottozona relativa alla classe 3 (bassa pericolosità);
• 4: pericolosità molto bassa.

Alla fine dell’articolo potete scaricare le delibere in un unico ZIP.
Nella delibera dello scorso 17 marzo 2017 si prende atto che: “negli anni successivi alla definizione della mappatura di pericolosità sismica della Regione, il territorio nazionale, con particolare riferimento all’appennino settentrionale in zone prossime al territorio regionale, è stato interessato da diversi eventi sismici anche di magnitudo significativa, che hanno condotto la comunità scientifica ad una riconsiderazione del quadro di sismicità generale, all’aggiornamento dei cataloghi sismici ed alla revisione dei modelli di attenuazione del moto del suolo”.

Cosa cambia per il professionista?

D.P.R. n. 380/2001, Art. 104 – Costruzioni in corso in zone sismiche di nuova classificazione
Se la D.G.R. sarà pubblicata sul B.U.R.L., dalla sua pubblicazione con scadenza perentoria di 15 giorni, chi avrà dei cantieri nei quali non è stata depositata la relazione finale a strutture ultimate del direttore dei lavori, scatterà l’obbligo di segnalazione ai sensi dell’art. 104 del D.P.R. n. 380/2001.
1. Tutti coloro che in una zona sismica di nuova classificazione abbiano iniziato una costruzione prima dell’entrata in vigore del provvedimento di classificazione sono tenuti a farne denuncia, entro quindici giorni dall’entrata in vigore del provvedimento di classificazione, al competente ufficio tecnico della regione.
2. L’ufficio tecnico della regione, entro 30 giorni dalla ricezione della denunzia, accerta la conformità del progetto alle norme tecniche di cui all’articolo 83 e l’idoneità della parte già legittimamente realizzata a resistere all’azione delle possibili azioni sismiche.
3. Nel caso in cui l’accertamento di cui al comma 2 dia esito positivo, l’ufficio tecnico autorizza la prosecuzione della costruzione che deve, in ogni caso, essere ultimata entro due anni dalla data del provvedimento di classificazione; nel caso in cui la costruzione possa essere resa conforme alla normativa tecnica vigente mediante le opportune modifiche del progetto, l’autorizzazione può anche essere rilasciata condizionatamente all’impegno del costruttore di apportare le modifiche necessarie. In tal caso l’ufficio tecnico regionale rilascia apposito certificato al denunciante, inviandone copia al dirigente o responsabile del competente ufficio comunale per i necessari provvedimenti.
4. La Regione può, per edifici pubblici e di uso pubblico, stabilire, ove occorra, termini di ultimazione superiori ai due anni di cui al comma 3.
5. Qualora l’accertamento di cui al comma 2 dia esito negativo e non sia possibile intervenire con modifiche idonee a rendere conforme il progetto o la parte già realizzata alla normativa tecnica vigente, il dirigente dell’ufficio tecnico annulla la concessione ed ordina la demolizione di quanto già costruito.
6. In caso di violazione degli obblighi stabiliti nel presente articolo si applicano le disposizioni della parte II, capo IV, sezione III del presente testo unico.

Le sanzioni previste sono di carattere penale e coinvolgono Committente, Costruttore e Direttore dei Lavori”

Leggi anche: Dalla vulnerabilità alla classificazione sismica degli edifici – Slide Forum Strutture

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