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SEN 2017: ecco il Piano per la Strategia energetica nazionale

Presentata la Strategia energetica nazionale: tra gli obiettivi, l’accelerazione per uscire completamente dal carbone negli impianti termoelettrici nel 2025 e tracciare la strada verso la decarbonizzazione totale

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“L’obiettivo? Avere una strategia che da una parte faccia sì che il nostro sistema produttivo sia più sostenibile sul piano ambientale e dall’altro più competitivo”. Con queste parole il premier Paolo Gentiloni, insieme ai ministri dello Sviluppo economico Carlo Calenda e dell’Ambiente Gianluca Galletti, ha presentato a Palazzo Chigi il Piano per la Strategia energetica nazionale (Sen) 2017. La Strategia energetica nazionale “prevede un totale di investimenti di 175 miliardi al 2030 divisi in reti, infrastrutture, fonti rinnovabili ed efficienza energetica”, ha spiegato il ministro Calenda, alla firma del decreto ministeriale Mise-Ministero dell’Ambiente sulla Sen che, insieme al piano Industria 4.0, “è uno dei due grandissimi assi di sviluppo della politica industriale dei prossimi anni”. La Sen, contenuta in un decreto interministeriale (Mise-Ambiente), prevede 175 miliardi per la crescita sostenibile, di cui 30 miliardi per reti e infrastrutture di gas ed elettriche, 35 per le fonti rinnovabili e 110 per l’efficienza energetica. Investimenti addizionali al 2030, concentrati in settori ad elevato impatto occupazionale e dalla forte innovazione tecnologica. Un piano messo a punto dal Governo con l’obiettivo dichiarato di anticipare e gestire il cambiamento del sistema energetico, facendo leva su competitività, sostenibilità e sicurezza.

I TARGET DI SEN
Il Piano prevede una serie di obiettivi quantitativi da raggiungere:

  • Efficienza energetica: riduzione dei consumi finali da 118 a 108 Mtep con un risparmio di circa 10 Mtep al 2030.
  • Fonti rinnovabili: 28% di rinnovabili sui consumi complessivi al 2030 rispetto al 17,5% del 2015; in termini settoriali, l’obiettivo si articola in una quota di rinnovabili sul consumo elettrico del 55% al 2030 rispetto al 33,5% del 2015; in una quota di rinnovabili sugli usi termici del 30% al 2030 rispetto al 19,2% del 2015; in una quota di rinnovabili nei trasporti del 21% al 2030 rispetto al 6,4% del 2015.
  • Riduzione del differenziale di prezzo dell’energia: contenere il gap di costo tra il gas italiano e quello del nord Europa (nel 2016 pari a circa 2 €/MWh) e quello sui prezzi dell’elettricità rispetto alla media UE (pari a circa 35 €/MWh nel 2015 per la famiglia media e al 25% in media per le imprese).
  • Cessazione della produzione di energia elettrica da carbone con un obiettivo di accelerazione al 2025, da realizzare tramite un puntuale piano di interventi infrastrutturali.
  • Razionalizzazione del downstream petrolifero, con evoluzione verso le bioraffinerie e un uso crescente di biocarburanti sostenibili e del GNL nei trasporti pesanti e marittimi al posto dei derivati dal petrolio, verso la decarbonizzazione al 2050: rispetto al 1990, una diminuzione delle emissioni del 39% al 2030 e del 63% al 2050.
  • Raddoppio degli investimenti in ricerca e sviluppo tecnologico clean energy: da 222 milioni nel 2013 a 444 milioni nel 2021.
  • Promozione della mobilità sostenibile e dei servizi di mobilità condivisa.
  • Nuovi investimenti sulle reti per maggiore flessibilità, adeguatezza e resilienza; maggiore integrazione con l’Europa; diversificazione delle fonti e rotte di approvvigionamento gas e gestione più efficiente dei flussi e punte di domanda
  • Riduzione della dipendenza energetica dall’estero dal 76% del 2015 al 64% del 2030 (rapporto tra il saldo import/export dell’energia primaria necessaria a coprire il fabbisogno e il consumo interno lordo), grazie alla forte crescita delle rinnovabili e dell’efficienza energetica.

AZIONI TRASVERSALI
Il raggiungimento di tali obiettivi presuppongono la realizzazione di una serie di condizioni necessarie e azioni trasversali. Innanzitutto nel campo delle infrastrutture e della semplificazione la SEN 2017 prevede iniziative razionalizzazione della regolamentazione per garantire la realizzazione delle infrastrutture e degli impianti necessari alla transizione. Inoltre, come ricorda il Mise, “grazie all’evoluzione tecnologica e ad una attenta regolazione, è possibile cogliere l’opportunità di fare efficienza e produrre energia da rinnovabili a costi sostenibili. Per questo la SEN segue un approccio basato prevalentemente su fattori abilitanti e misure di sostegno che mettano in competizione le tecnologie e stimolino continui miglioramento sul lato dell’efficienza”.

Il tutto senza dimenticare una necessaria compatibilità tra obiettivi energetici e tutela del paesaggio: “Le fonti rinnovabili con maggiore potenziale residuo sfruttabile, cioè eolico e fotovoltaico, avranno la priorità priorità nell’utilizzo di aree industriali dismesse, capannoni e tetti, oltre che per i recuperi di efficienza degli impianti esistenti”. Processi e trasformazioni che inevitabilmente avranno conseguenze positive sull’occupazione: un fenomeno in ogni caso da monitorare e governare con competenza e precisione, proprio per “riqualificare i lavoratori spiazzati dalle nuove tecnologie e formare nuove professionalità, per generare opportunità di lavoro e di crescita”, come ricordano dal Mise.

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