Sicurezza degli impianti nucleari: recepita la direttiva 2014/87/Euratom | Ingegneri.info

Sicurezza degli impianti nucleari: recepita la direttiva 2014/87/Euratom

Rilancio dell'Isin e nuovi obblighi per il titolare dell'autorizzazione: i dettagli sul provvedimento entrato in vigore il 4 ottobre 2017

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E’ stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto legislativo n. 137 del 15 settembre 2017 che recepisce la direttiva 2014/87/Euratom in materia di sicurezza negli impianti nucleari, che modifica la precedente direttiva 2009/71/Euratom. Il provvedimento è entrato in vigore il 4 ottobre 2017.
La direttiva Euratom istituisce un quadro comunitario per la sicurezza degli impianti nucleari, soprattutto dopo della catastrofe di Fukushima, in Giappone, nel 2011. In particolare la direttiva contiene norme per razionalizzare le procedure autorizzative e di controllo, disciplinare la comunicazione delle informazioni e la trasparenza delle decisioni, i meccanismi di monitoraggio e verifica delle misure applicate, nonché la gestione della fase di disattivazione, il cosiddetto “decommissioning”.
Il decreto legislativo n. 137/2017 reca modifiche al D.Lgs. n.230/1995 sulle radiazioni ionizzanti, sicurezza nucleare e gestione in condizioni di massima sicurezza del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi derivanti da attività civili, e al decreto legislativo n. 45 del 4 marzo 2014, rilanciando il ruolo delI’Ispettorato Nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin), l’Autorità Nazionale di regolamentazione del settore nucleare non ancora operativa (le sue funzioni sono svolte dall’Ispra).

Il decreto stabilisce in particolare che l’Ispettorato ha personalità giuridica di diritto pubblico, opera in piena autonomia regolamentare, organizzativa, gestionale, amministrativa e contabile, è sottoposto al controllo della Corte dei Conti ed è responsabile della sicurezza nucleare e radioprotezione sul territorio nazionale, nello svolgimento delle funzioni e dei compiti di autorità nazionale stabiliti dalla legislazione vigente.

Obblighi del titolare dell’autorizzazione
Il titolare dell’autorizzazione deve prevenire un possibile incidente, cioè qualsiasi avvenimento non intenzionale le cui conseguenze o potenziali conseguenze sono significative dal punto di vista della radioprotezione o della sicurezza nucleare, e possono comportare dosi superiori ai limiti previsti dal decreto, predisponendo una “base di progetto”, dove è preso in considerazione, nella progettazione di un impianto nucleare, l’insieme delle condizioni e degli eventi, compreso l’ammodernamento, secondo criteri stabiliti, di modo che l’impianto, in condizioni di corretto funzionamento dei sistemi di sicurezza, sia in grado di resistere a tali condizioni ed eventi senza superare i limiti autorizzati.
L’azione di prevenzione deve comprendere una “difesa in profondità”, cioè l’insieme dei dispositivi e delle procedure atti a prevenire l’aggravarsi di inconvenienti e funzionamenti anomali e a mantenere l’efficienza delle barriere fisiche interposte tra una sorgente di radiazione o del materiale radioattivo e la popolazione nel suo insieme e l’ambiente, durante il normale esercizio e, per alcune barriere, in condizioni incidentali.
Per la disattivazione dell’impianto nucleare, il titolare dell’autorizzazione deve predisporre un piano operativo che descrive le finalità e le modalità di svolgimento di specifiche operazioni connesse alla disattivazione, riguardanti in particolare lo smantellamento di parti di impianto e la gestione dei materiali, e a dimostrare la rispondenza delle stesse agli obiettivi e ai criteri di sicurezza nucleare e di radioprotezione stabiliti nell’autorizzazione.

Misure per la sicurezza nucleare degli impianti nucleari

Il titolare dell’autorizzazione deve:

  • valutare e verificare periodicamente, nonché a migliorare costantemente, nella misura ragionevolmente possibile, la sicurezza dei suoi impianti nucleari o dell’attività di gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito, in modo sistematico e verificabile;
  • istituire e attuare sistemi di gestione che attribuiscono la dovuta priorità alla sicurezza nucleare;
  • stabilire procedure e misure di emergenza sul sito adeguate, comprese indicazioni per la gestione degli incidenti gravi o provvedimenti equivalenti, ai fini di un’efficace risposta agli incidenti volta a prevenire o attenuare le loro conseguenze;
  • prevedere e mantenere adeguate risorse finanziarie e risorse umane in possesso delle qualifiche e delle competenze adeguate e necessarie per adempiere ai propri obblighi attinenti alla sicurezza nucleare di un impianto nucleare e garantire, inoltre, che gli appaltatori e i subappaltatori, di cui è responsabile e le cui attività potrebbero incidere sulla sicurezza nucleare di un impianto nucleare, dispongono delle necessarie risorse umane in possesso delle qualifiche e delle competenze adeguate per adempiere ai loro obblighi

Valutazione iniziale e revisioni periodiche della sicurezza
La rivalutazione sistematica e periodica (almeno ogni dieci anni), della sicurezza dell’impianto nucleare è intesa ad assicurare il rispetto dell’attuale base di progetto e individua ulteriori miglioramenti in materia di sicurezza tenendo conto delle conseguenze derivanti dall’invecchiamento, dell’esperienza operativa, dei più recenti risultati della ricerca e dell’evoluzione delle norme internazionali.


In caso di inosservanza delle prescrizioni o di difformità dell’esecuzione dei progetti, compresi i progetti particolareggiati e i piani operativi, l’Isin contesta all’esercente le inosservanze e le difformità accertate e, ove necessario, assegna un termine di trenta giorni per fornire le proprie giustificazioni. Decorso tale termine, qualora l’Isin ritenga incomplete o comunque insufficienti le giustificazioni fornite, l’Isin diffida l’esercente assegnandogli un termine entro il quale devono essere eliminate le inosservanze e ne dà comunicazione al Ministero dello sviluppo economico.
Chi pone in esercizio gli impianti senza la relativa licenza, o esegue le operazioni connesse alla disattivazione di un impianto nucleare senza la relativa autorizzazione, è punito con l’arresto da sei mesi a tre anni o con l’ammenda da cinquantamila euro a centocinquantamila euro. La medesima pena si applica a chi pone in esercizio gli impianti o esegue le operazioni connesse alla disattivazione di un impianto nucleare, dopo che la licenza o l’autorizzazione sono state sospese o revocate.

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