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Perché conoscere le criticità di un territorio è indispensabile

Il rischio zero non esiste, eppure paghiamo i conti di sottovalutazioni clamorose e mancanza di una vera e propria strategia di prevenzione. E di conoscenza

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Quando operiamo sul territorio è doveroso conoscere, in modo approfondito e dettagliato, quali sono le caratteristiche di un luogo, per essere consapevoli delle diverse vulnerabilità presenti. Terremoto, alluvioni, tornado ed ogni evento calamitoso, dovuti ai cicli della natura o all’operato dell’uomo comportano situazioni di emergenza con cui dobbiamo convivere, ma che si possono contrastare con efficacia.
“L’estrema variabilità e imprevedibilità dei terremoti ha come unica difesa (per ora) le costruzioni sicure. Punto.” Alessandro Amato.
Tra i disastri naturali i terremoti sono i più letali, perché imprevedibili e devastanti.
L’ UCL (Universitè Catholique de Louvain) ha rilevato come su 891 disastri naturali in Europa, tra il 2000-2017, 34 sono terremoti con una magnitudo media pari a 5.7 Richter ed in alcuni casi superiore a 6.0 Richter, di cui 12 avvenuti in Italia. Disastri che hanno provocato morti, feriti ed ingenti danni economici. L’Emilia Romagna guida la classifica degli eventi con maggior perdite economiche.

34 terremoti disastrosi registrati in Europa per paese nel periodo 2000-2017 a Albania; b Macedonia; c Montenegro; d Serbia (fonte EM-DAT: The OFDA/CRED International Disaster Database_UCL Universitè catholique de Louvain)

34 terremoti disastrosi registrati in Europa per paese nel periodo 2000-2017
a Albania; b Macedonia; c Montenegro; d Serbia
(fonte EM-DAT: The OFDA/CRED International Disaster Database_UCL Universitè catholique de Louvain)

“Il disastro, al microscopio, risulta formato da una catena di errori apparentemente senza conseguenze.” Dino Basili scrittore, giornalista.
La mancanza di informazioni storiche sui disastri, l’interazione tra le sorgenti di pericolo, l’assetto territoriale e la distribuzione delle attività della popolazione, possono innescare fenomeni pericolosi, proprio in relazione alla modalità d’uso del territorio stesso.
Il rischio zero non esiste. Le crisi indotte da eventi eccezionali, si ripresenteranno. Noi possiamo cercare di ridurre l’entità degli stessi, attraverso analisi interdisciplinari, allo scopo di mitigare e ridurre il rischio, tutelandoci da pericolose e costose situazioni.
L’inconsapevolezza del pericolo, le caratteristiche degli insediamenti e delle infrastrutture, sono alcuni degli elementi che determinano il grado di vulnerabilità ai disastri.
La vulnerabilità di un territorio si ripercuote sulla popolazione, determinando perdite sociali ed economiche.
L’esposizione alle catastrofi è molto alta nel nostro territorio, a causa della densità abitativa e per la presenza di un tessuto costruttivo eterogeneo ed etero-epocale.
Dobbiamo tener conto anche del tipo di utenza, dell’affollamento, del periodo di utilizzo, della funzione, per gestire la risposta all’ emergenza.

Recuperare la memoria per prevedere gli eventi

Il tecnico quando opera deve far tesoro delle conoscenze passate, degli accadimenti che lasciano traccia nella memoria delle persone e nei materiali degli edifici. La toponomastica a volte evoca eventi o caratteristiche di un luogo, che dovrebbe mantenere viva la memoria e quindi l’attenzione al nostro patrimonio edilizio.

Dalla casa alle tende. Costruiamo edifici flessibili in caso di evento calamitoso

Dopo ogni evento calamitoso la situazione che si presenta è sempre catastrofica. Abitazioni distrutte e non agibili. Attività interrotte a causa dei danni subiti.
Ogni situazione di crisi impone interventi di emergenza, tardivi e precari, che spesso da temporanei diventano definitivi.
Nel 1976 in Friuli lo slogan era “dalle tende alle case”. Oggi siamo “dalle case alle casette“, per l’incapacità di prevenire le situazioni di emergenza, che diventano croniche, portando a tempi lunghi il ripristino delle abitazioni o delle attività alla loro normale funzionalità.

Un laboratorio limitato

Le analisi prodromiche al progetto sono fondamentali, per conoscere in modo dettagliato l’ambiente in cui si opera, effettuando efficaci interventi.
Progettare bene è molto più che rispettare le norme tecniche cogenti, perché le stesse variano nel tempo. L’abilità di un tecnico sta nell’operare prevedendo l’imprevedibile ma possibile, facendo una valutazione di tutti i rischi possibili e non prevedibili.
Progettare implica conoscere bene i materiali e accettare i prodotti e le tecniche innovative presenti nel mercato, analizzando oggettivamente caratteristiche e qualità.
Dovremmo prevedere una pianificazione di intervenenti successivi, applicabili attraverso una costante e continua sorveglianza del manufatto e una necessaria manutenzione nel tempo.

La biografia di un edificio

Modifiche occulte, di cui si è persa la memoria ed i documenti, che coinvolga struttura, elementi non strutturali ed impianti, possono compromettere la staticità del progetto iniziale.
E’ importante non solo conoscere le variazioni avvenute, ma anche le criticità costruttive, insite fin dal progetto originario.

Il prezzo del passato

Ogni situazione di crisi comporta dei costi. Costi che vanno ad incidere sull’intera società, sia per i danni alle abitazioni civili, sia alle infrastrutture e alle realtà industriali a seguito del blocco forzato della produzione.
I costi sociali dovuti ad eventi disastrosi del passato sono ancora una voce costante dei costi del presente.

Edifici pubblici per il pubblico

Gli edifici pubblici vengono utilizzati come luoghi di prima assistenza o rifugio per le persone colpite dalle situazioni disastrose. Ma sono adeguati? Sono effettivamente organizzati per accogliere ed ospitare persone? Spesso no, anzi non sono neanche strutture sicure.
Un edificio pubblico deve invece essere punto di riferimento in situazioni normali ed in situazioni di emergenza. Progettare bene questi edifici vuol dire prevedere anche un utilizzo diverso durante l’emergenza, garantendo accessibilità e sicurezza a tutti.
A parità di risorse bisogna fare un indice delle priorità degli edifici pubblici da adeguare, soprattutto per garantire l’usabilità dopo un evento calamitoso.
Progettare è quindi il risultato di una molteplicità di conoscenze che devono essere adeguatamente applicate, allo scopo di tutelare una società altrimenti pericolante.

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