Sisma Centro Italia: arrivano le indicazioni per la rimozione delle macerie | Ingegneri.info

Sisma Centro Italia: arrivano le indicazioni per la rimozione delle macerie

Classificazione delle "macerie", raccolta e trasporto, soggetti, modalità: il Capo del Dipartimento della protezione civile fornisce alle Regioni le indicazioni operative per dar corso alla rimozione

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Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha inviato ai Presidenti delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo la circolare prot. 46100 dell’11 settembre 2016 che contiene le prime disposizioni per la rimozione delle macerie (come da ordinanza 391, art.3), con le indicazioni operative che definiscono la tipologia di materiali considerati come macerie, individua i soggetti responsabili del trasporto dei materiali, pone in capo alle ARPA e le ASL territorialmente competenti la vigilanza sull’attività di rimozione, trasporto e deposito e pone in capo alle Regioni – che si possono avvalere anche dei Comuni – la responsabilità per l’attuazione di queste misure, per i propri ambiti territoriali di competenza.

 

I materiali individuati come macerie

L’ordinanza 391 e le indicazioni operative stabiliscono che sono “macerie” i materiali di edifici pubblici e privati crollati in tutto o in parte dopo gli eventi sismici del 24 e dei giorni successivi, quelli derivanti da demolizioni o abbattimenti di edifici pericolanti disposti dai Comuni, da altri soggetti competenti o comunque svolti su incarico di questi ultimi. Non rientrano invece nelle disposizioni dell’ordinanza 391 i rifiuti derivanti dalle demolizioni decise autonomamente dai privati, quelli derivanti da lastre e materiale in amianto, i resti dei beni di interesse architettonico, artistico e storico. Questi ultimi saranno invece raccolti, selezionati e trasportati in accordo con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

 

 

I siti di deposito

La responsabilità dell’individuazione dei siti di deposito temporaneo è in capo alle Amminstrazioni competenti, come definito dall’ordinanza 391/2016. Le indicazioni operative ribadiscono che l’individuazione degli stessi siti, altri quindi rispetto ai siti comunali di deposito, deve essere effettuata in tutela della salute pubblica e in salvaguardia dell’ambiente. E’ opportuno, in questo caso, scegliere aree pianeggianti vicine il più possibile alle zone di raccolta e che non siano soggette ad elevato rischio idrauilico e idrogeologico. Gli stessi siti devono essere segnalati e delimitati, nonchè accessibili in totale sicurezza.

 

Le modalità di raccolta e trasporto

Le macerie sono classificate come rifiuti solidi urbani, in particolare come “rifiuti indifferenziati residui” limitatamente alle fasi di raccolta e trasporto. E’ infatti molto difficile in queste due fasi procedere, come disporrebbe il D.Lgs 152/2016 (Testo Unico Ambiente), all’attribuzione di un codice specifico di classificazione per la massa eterogenea di rifiuti inerti, arredi, apparecchiature elettriche ed elettroniche, attrezzature e beni vari presenti negli edifici durante il sisma. Le indicazioni operative comunque sottolineano la possibilità di procedere alla raccolta selettiva dei rifiuti – per tipologie omogenee per quanto possibile – in opportune condizioni di sicurezza.

 

 

Chi si occupa della raccolta e del trasporto

Le operazioni di raccolta e trasporto ai siti di deposito temporaneo e/o ai centri di raccolta comunali possono essere eseguite dall’Ente che si occupa del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, dal Comune o da altre Amministrazioni pubbliche coinvolte a vario titolo. Se questi soggetti non possano procedere alla raccolta e al trasporto, è possibile – in casi di estrema urgenza – affidare il servizio ad imprese private.

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