Abolito il SISTRI, il grande spreco nella gestione dei rifiuti speciali | Ingegneri.info

Abolito il SISTRI, il grande spreco nella gestione dei rifiuti speciali

Dopo quasi dieci anni andrà in pensione dal primo gennaio 2019 grazie al Decreto semplificazione: ipotesi ed auspici per il futuro sistema di tracciabilità digitale dei rifiuti

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In base all’articolo 6 del decreto legge 14 dicembre 2018, n. 135, si comunica che a far data dal 1° gennaio 2019, il SISTRI non sarà più operativo e pertanto il sistema non sarà più operativo. Tutti gli utenti iscritti che abbiano esigenza di conservare i dati presenti sulle applicazioni SISTRI potranno disporre degli stessi entro e non oltre il 31 dicembre 2018, a far data dal quale i dati non saranno più accessibili.
Eventuali comunicazioni urgenti potranno essere indirizzate agli uffici della competente Direzione del Ministero dell’ambiente”.
Finisce così, con questo scarno comunicato, un’era durata quasi dieci anni: quella del SISTRI, il sistema di tracciabilità dei rifiuti:

  • definito ora dal Ministero dell’Ambiente come “uno dei più grandi sprechi nella gestione dei rifiuti speciali”;
  • che ha comportato “costi sostenuti dalle imprese coinvolte e dallo Stato che hanno superato i 141 milioni di euro dal 2010 ad oggi”;
  • che ha creato una lunga serie di inefficienze, frutto delle numerose proroghe e dei provvedimenti di modifica ed integrazione, che si sono rivelati spesso contradditori e che hanno reso la normativa complicata e di fatto inapplicabile, senza nemmeno chiarire bene a chi andassero ascritte le varie responsabilità.

La decisione finale

La decisione è stata presa nel corso del Consiglio dei Ministri del 12 dicembre scorso.

Obiettivo del D.L. n. 135/2018
Il decreto ha l’obiettivo di fronteggiare con misure d’emergenza l’attuale situazione di sovraccarico e moltiplicazione degli adempimenti burocratico-amministrativi a carico dei cittadini, delle imprese e della stessa pubblica amministrazione, in modo da agevolare, tra l’altro, la libera iniziativa economica, nonché di assicurare un sostegno alle piccole e medie realtà imprenditoriali che vivono un momento di difficoltà. Gli interventi di semplificazione riguardano, tra l’altro: sanità, ambiente, agricoltura, giustizia, istruzione e formazione artistica e musicale, università e ricerca.

In quella sede, il Governo, nel presentare le misure di “Semplificazione e sostegno per cittadini, imprese e pubblica amministrazione (decreto-legge)” (trasformatosi, di lì a due giorni, nel D.L. n. 135/2018), ha specificato che fra le misure principali c’è, appunto, quella volta a sopprimere l’attuale “Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti” (SISTRI). Dal 1° gennaio 2019 resta la tracciabilità dei rifiuti con il sistema cartaceo, in attesa della realizzazione di un nuovo sistema di tracciabilità coerente con l’assetto normativo vigente, anche di derivazione comunitaria”.

I nuovi adempimenti (nell’immediato)

Nel prevedere la soppressione del SISTRI, il nuovo decreto legge:

  • precisa che non sono dovuti i contributi previsti per il finanziamento del sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti;
  • abroga il testo di tutte le disposizioni che, nel corso degli anni, si sono succeduti in materia;
  • stabilisce che i contributi relativi all’anno 2018, compresi quelli eventualmente versati oltre la data del 31 dicembre 2018, sono riassegnati all’apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’ambiente;
  • sancisce che dal 1° gennaio 2019, e fino alla definizione e alla piena operatività di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti organizzato e gestito direttamente dal Ministero dell’ambiente, i soggetti precedentemente tenuti ad iscriversi al Sistema e quelli che hanno deciso di aderirvi volontariamente “garantiscono la tracciabilità dei rifiuti:
  • effettuando gli adempimenti di legge (F.I.R:; registri di carico e scarico; MUD), “nel testo previgente alle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 205/2010”;
  • anche mediante le modalità di cui all’articolo 194-bis del Testo Unico Ambientale;
  • precisa, infine, che in materia di sanzioni, si applicano “le disposizioni di cui all’articolo 258 del Testo Unico Ambientale, sempre nel “testo previgente alle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 205/2010”.

Cosa succede adesso

In futuro il SISTRI sarà sostituito da un nuovo sistema di digitalizzazione informatica di tutti gli adempimenti ambientali, gestito direttamente dal Ministero dell’Ambiente, attualmente in fase di progettazione: in questo momento non si sa altro in merito agli sviluppi del nuovo sistema di tracciabilità, alle modalità di cancellazione da SISTRI e alla restituzione delle chiavette USB.
Ci si deve quindi accontentare di quanto affermato dal Ministro, il quale ha assicurato che “si deve entrare in una sorta di Sistri 2.0 che digitalizzi l’intera tracciabilità dei rifiuti e i documenti fiscali, superando in tal modo il doppio binario cartaceo/digitale e il registro di carico e scarico”.
In un comunicato stampa pubblicato sul sito del MATTM, il Ministro stima che il nuovo sistema costerà circa 3 milioni di euro l’anno.

Le reazioni

Unanime il plauso di tutte le associazioni di categoria, che nell’esprimere forte apprezzamento e grande soddisfazione per la soppressione definitiva del SISTRI, hanno comunque evidenziato la necessità di trovare una soluzione al problema della tracciabilità dei rifiuti: una soluzione che, tuttavia, dovrà sfociare in un processo realmente semplificatorio, attraverso una digitalizzazione ed una innovazione anche nell’ambito degli adempimenti amministrativi, coinvolgendo tutte le parti in causa.
Quello che serve, in sostanza, è un “sistema chiaro, semplice ed economico”.
L’unica voce fuori dal coro è quella degli operatori del Contact Center del SISTRI, che hanno scioperato.

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