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Sistri: come funziona il monitoraggio degli impianti trattamento rifiuti

Gli impianti di trattamento rifiuti iscritti al SISTRI sono sottoposti a monitoraggio degli automezzi in ingresso e in uscita. Un'analisi delle previsioni del D.M. n. 78/2016

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Nel nuovo Regolamento SISTRI (D.M. n. 78/2016) non è stata riproposta una norma espressamente dedicata a “dispositivi USB e Black box” (in precedenza, art. 9 del D.M. n. 52/2011), mentre continua ad esservi un esplicito articolo (art. 9) dedicato alla “videosorveglianza” ma con diversa rubrica: “Monitoraggio degli impianti di trattamento di rifiuti iscritti al SISTRI”.

In particolare, l’art. 9, comma 1, del D.M. n. 78/2016 prevede che una serie di impianti di trattamento dei rifiuti debba essere dotata di apparecchiature per il monitoraggio degli automezzi, in ingresso e in uscita, a supporto delle attività di tracciamento dei rifiuti attuate dal SISTRI. Segnatamente, si tratta degli impianti:
• di discarica,
• di incenerimento dei rifiuti,
• di coincenerimento destinati esclusivamente al recupero energetico dei rifiuti di incenerimento dei rifiuti.

Come osserva Alberto Muratori nell’articolo “SISTRI: il nuovo Regolamento lascia irrisolti (almeno in parte) i vecchi problemi….”, apparso su Ambiente & Sviluppo, n. 7, 2016, pagg. 496‐497, la norma non riguarda “i soli impianti di smaltimento finale iscritti al SISTRI, ‐ cioè discariche, inceneritori e impianti di coincenerimento autorizzati al trattamento di rifiuti pericolosi, ma l’intero ‘universo’ degli impianti di questo tipo, su tutto il territorio nazionale, cioè anche quelli destinati esclusivamente allo smaltimento di rifiuti non pericolosi, e perciò non tenuti all’iscrizione al SISTRI, che dopo la modifica legislativa più volte richiamata, rappresentano ora la frazione di gran lunga maggioritaria delle dotazioni impiantistiche di che trattasi”.
Ciò risulta non solo dal tenore letterale della disposizione, ma anche dal par. 5.3 “Il sistema di videosorveglianza” delle “Procedure di Iscrizione e Gestione del Fascicolo Azienda ‐ Versione 1.0 del 7 giugno 2016”.

“Procedure di Iscrizione e Gestione del Fascicolo Azienda – Versione 1.0 del 7
giugno 2016”
Par. 5.3 “Il sistema di videosorveglianza”
“Gli impianti di discarica, incenerimento dei rifiuti nonché di coincenerimento destinati esclusivamente al recupero energetico dei rifiuti sono dotati, indipendentemente dall’obbligatorietà dell’iscrizione al Sistri, di apparecchiature idonee a monitorare l’ingresso e l’uscita di automezzi dai predetti impianti.
Tale sistema di monitoraggio opera in maniera continuativa e consente l’analisi e la raccolta dei dati di accesso mediante l’identificazione della targa dei veicoli. Tali dati sono utilizzati per la verifica e il controllo delle informazioni inserite dagli utenti nel Sistema SISTRI nelle varie fasi della movimentazione dei rifiuti.
L’installazione, la disinstallazione, la manutenzione, la sostituzione e l’accesso alle apparecchiature sono riservati al personale del concessionario del Sistema SISTRI. I relativi oneri sono a carico del SISTRI, fatti salvi i casi in cui la sostituzione si renda necessaria per cause imputabili al gestore”.

Tale sistema di monitoraggio ‐ rectius, “sistema di videosorveglianza” ‐ è gestito dalla centrale del SISTRI. Pertanto, per tutto quel che riguarda le attività di installazione e manutenzione e per la normale operatività, non è richiesto alcun intervento da parte degli utenti.

In merito, il nuovo Regolamento SISTRI, come il suo predecessore, precisa che “L’installazione, la disinstallazione, la manutenzione, la sostituzione e l’accesso alle apparecchiature” di videosorveglianza “sono riservati al personale del concessionario del sistema SISTRI”: gli oneri di tali attività sono a carico del SISTRI, fatti salvi i casi in cui la sostituzione si renda necessaria per cause imputabili al gestore (quest’ultima precisazione è una novità rispetto al previgente D.M. n. 52/2011).
Non cambiano le altre previsioni della norma, tra le quali quelle sugli obblighi gravanti sui gestori degli impianti presso i quali sono state installate le apparecchiature (obbligo di custodire e di preservare la funzionalità delle apparecchiature).

Il “Manuale Operativo SISTRI ‐ Versione 1.0 del 7 giugno 2016” sottolinea che i gestori degli impianti di trattamento rifiuti sono tenuti a comunicare al SISTRI eventuali modifiche all’organizzazione dell’impianto (ad esempio, modifiche dei varchi di accesso, apertura di nuovi varchi, installazione energia elettrica, ecc.) che possano in qualche modo influenzare l’efficacia del sistema di video-sorveglianza entro e non oltre tre mesi dal verificarsi dell’evento che comporta tale variazione.
Dal canto suo, il nuovo TU SISTRI prevede che in presenza di condizioni che non garantiscano un accesso ai servizi di rete (elettrica o di connettività dati) adeguato per il funzionamento delle apparecchiature di monitoraggio, ovvero qualora ricorrano altre oggettive circostanze di fatto che rendano tecnicamente impraticabile l’installazione delle apparecchiature, il concessionario del sistema SISTRI, a seguito di una valutazione effettuata dal proprio personale, può decidere di non procedere all’installazione delle apparecchiature (D.M. n. 78/2016, art. 9, comma 3).

Il gestore del rispettivo impianto, fermo restando l’obbligo di iscrizione al SISTRI e di effettuazione dei relativi adempimenti, ivi incluso l’obbligo di cui all’art. 12, comma 2 ‐ compilazione delle schede SISTRI da parte del delegato della sede legale dell’ente o impresa o del delegato di altra Unità Locale dell’ente o dell’impresa, in caso di impossibilità di accesso ai servizi di rete, elettrica o di connettività ad internet ‐ è tenuto a comunicare al SISTRI ogni variazione da cui possa conseguire la possibilità di dotare il rispettivo impianto delle predette apparecchiature di monitoraggio: la comunicazione deve essere effettuata entro e non oltre tre mesi dal verificarsi dell’evento che comporta tale variazione.

Come anticipato, sui gestori degli impianti presso i quali sono state installate le apparecchiature di monitoraggio incombe:
• un obbligo di custodia delle apparecchiature;
• un obbligo di preservare la funzionalità delle apparecchiature.

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