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Sistri: la gestione dei rifiuti è on line

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Dal Ministero dell’Ambiente nasce Sistri, il sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti che ha come obiettivo, per i rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, la sostituzione graduale dell’attuale sistema cartaceo con un innovativo procedimento basato su tecnologie informatiche.

Grazie al Sistri, infatti, la cui gestione è affidata al Comando dei Carabinieri per la tutela dell’ambiente, sarà attivo un apparato di controllo adeguato e su un sistema in grado di sostituire procedure obsolete, inefficienti e onerose. Con il Sistri viene posta particolare attenzione al trasporto e alla fase finale di smaltimento, con l’utilizzo di sistemi elettronici in grado di dare visibilità al flusso in entrata e in uscita degli autoveicoli nelle discariche.

Gli operatori del settore potranno avere benefici nella riduzione dei costi, nei passaggi burocratici, nel danno ambientale e nell’eliminazione della concorrenza sleale. Per una maggiore efficacia il sistema sarà interconnesso telematicamente con l’Albo nazionale dei gestori ambientali, con L’ISPRA e con i sistemi informativi della Guardia Costiera e delle imprese ferroviarie.

 Inoltre, il funzionamento del Sistri sarà monitorato da un Comitato di vigilanza e controllo, che sarà istituito senza oneri per il bilancio dello Stato. Infine, in Campania, i Comuni, gli enti e le imprese che gestiscono i rifiuti urbani hanno l’obbligo di aderire al Sistri che sarà interconnesso al Sitra, il sistema di tracciabilità dei rifiuti urbani.

Si tratta di una prima esperienza che potrà essere riprodotta in altre realtà regionali con l’obiettivo di applicare il sistema di controllo a tutte le tipologie di rifiuti sull’intero territorio nazionale. Il sistema SISTRI prevede l’iscrizione di specifiche categorie di soggetti individuati dal Decreto ministeriale del 17 dicembre 2009.

 

Soggetti tenuti ad aderire al Sistri

Le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;

Le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184*, comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo n.152/2006, con più di dieci dipendenti;

I Comuni, gli Enti e le Imprese che gestiscono i rifiuti urbani nel territorio della Regione Campania;

I commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione;

I consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti che organizzano la gestione di tali rifiuti per conto dei consorziati;

Le imprese di cui all’articolo 212, comma 5, del decreto legislativo n. 152/2006 che raccolgono e trasportano rifiuti speciali;

Il terminalista concessionario dell’area portuale di cui all’articolo 18 della legge n. 84/1994 e l’impresa portuale di cui all’articolo 16 della medesima legge, ai quali sono affidati i rifiuti in attesa dell’imbarco o allo sbarco per il successivo trasporto;

I responsabili degli uffici di gestione merci e gli operatori logistici presso le stazioni ferroviarie, gli interporti, gli impianti di terminalizzazione e gli scali merci ai quali sono affidati i rifiuti in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto;

Le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti pericolosi di cui all’art. 212, comma 8, del decreto legislativo n. 152/2006;

Le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento di rifiuti.

Categorie di soggetti con iscrizione al SISTRI facoltativa

Le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184*, comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo n. 152/2006, che non hanno più di dieci dipendenti;

Gli imprenditori agricoli di cui all’art. 2135 del codice civile che producono rifiuti non pericolosi;

Le imprese ed gli Enti produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da attività diverse da quelle di cui all’art. 184*, comma 3, lettere c), d) e g), del decreto legislativo n. 152/2006;

Le imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 212, comma 8, del decreto legislativo n. 152/2006.

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