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SISTRI: le imprese attendono una nuova proroga

Ancora nessuna notizia sull'avanzamento lavori del nuovo concessionario per la gestione della tracciabilità dei rifiuti. Le imprese chiedono una proroga

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Le imprese chiedono una proroga del sistema SISTRI nell’imminenza, a partire dal 1° gennaio 2017, sia della fine del “doppio binario” , sia dell’entrata in vigore delle sanzioni per l’errata od omessa tracciabilità telematica dei rifiuti. Nonostante un primo segnale arrivi con la pubblicazione sul portale informativo SISTRI dell’aggiornamento del documento “Caso d’uso: gestione rifiuti respinti” nessuna notizia è stata ancora diffusa in merito all’avanzamento dei lavori da parte del nuovo concessionario per la gestione della tracciabilità dei rifiuti.

La pubblicazione sul portale informativo SISTRI dell’aggiornamento del nuovo documento  rappresenterebbe, nelle critiche formulate dalle Associazioni rappresentative delle imprese,  un inutile sforzo  mentre l’impegno del Ministero dell’Ambiente “dovrebbe focalizzarsi sull’evoluzione del sistema costruita e condivisa insieme alle Associazioni imprenditoriali”, recuperando, in tal modo, la funzione di “concertazione” che viene attribuita, ex lege, al tavolo tecnico di monitoraggio e concertazione sul SISTRI.

Si rammenta che in estate erano stati aggiornati i seguenti documenti di supporto agli operatori iscritti al SISTRI:

  • “Guida gestione azienda (ver. del 1 giugno 2016)”,
  • “Manuale operativo SISTRI (ver. 1.0 del 7 giugno 2016)”,
  • “Procedure di iscrizione e gestione fascicolo azienda (ver. 1.0 del 7 giugno 2016)”.

Gli operatori tenuti ad aderire al SISTRI sono attualmente obbligati ad applicare le procedure indicate in tali documenti, almeno fino a quando non verranno approvate nuove procedure con un apposito decreto che a sua volta, attui talune disposizioni del secondo TU SISTRI: tale nuovo decreto è atteso tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, in modo da accompagnare il periodo di affiancamento dell’ATI aggiudicatario alla Selex (attuale gestore), con una entrata in esercizio del nuovo sistema che era stato stimato per la prima metà del 2017.

Adesso tutta una serie di elementi – ultime in termini di tempo le vicende giudiziarie arricchitesi del ricorso al TAR (poi respinto) e dello stop pronunciato dell’Agenzia nazionale Anticorruzione (ANAC) all’affidamento del monitoraggio sulla fase di sperimentazione alla Sogei – alimentano il clima di sfiducia, degli imprenditori, verso il SISTRI.

 

Caso d’uso: gestione rifiuti respinti

Nel documento aggiornato dal SISTRI, vengono illustrate le azioni che, a partire dall’esito della movimentazione indicato dal destinatario – in particolare “Rifiuto respinto” e “Rifiuto parzialmente accettato” – il produttore è tenuto ad effettuare per la corretta gestione operativa di tali fattispecie.

Infatti, in fase di compilazione della sezione di propria competenza della scheda di movimentazione, il destinatario può indicare, direttamente oppure a seguito di verifica analitica, uno dei seguenti esiti:

  • rifiuto accettato;
  • rifiuto parzialmente accettato;
  • rifiuto respinto.

In particolare, nel momento in cui il destinatario determina l’esito della movimentazione attraverso la compilazione e firma della scheda di movimentazione nella sezione di propria competenza, il sistema invia automaticamente al produttore una mail PEC di notifica recante tutte le informazioni relative alla movimentazione e, quindi, all’esito della stessa.

 

Lettera delle associazioni imprenditoriali

Numerose e autorevoli, dunque, sono le sigle poste in calce alla lettera indirizzata al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM): Confindustria, Confartigianato Cna Confcommercio Confesercenti Casartigiani, Legacoop, Confcooperative, Confagricoltura, Claai, Confapi, Csit, Fise Assoambiente, Fise Unire e Anita.

In attesa di ricevere la convocazione del Tavolo tecnico di monitoraggio e concertazione SISTRI – attesa già nel mese di settembre a fronte di una richiesta avanzata da parte di molte Associazioni – le imprese hanno voluto “anticipare qualche considerazione nella logica di rendere più efficace il confronto, anche in considerazione del termine ormai imminente del 31 dicembre”, data che dovrebbe chiudere il periodo a “doppio binario” degli adempimenti documentali della tracciabilità dei rifiuti (adempimenti tradizionali/SISTRI) e, contestualmente, segnare l’applicabilità delle sanzioni per l’errata o mancata tracciabilità telematica dei rifiuti.

Il primo punto fermo richiamato dalle imprese è il “secondo TU SISTRI”, ossia il D.M. 30 marzo 2016, n. 78, in vigore dallo scorso 8 giugno 2016, il quale contiene, tra gli altri, i principali criteri su cui il nuovo concessionario dovrà fondare il “nuovo” SISTRI.

Infatti, secondo l’art. 23, comma 3 del DM n. 78/2016 la procedura di affidamento del SISTRI deve assicurare:

  1.  la razionalizzazione e la semplificazione del Sistema, attraverso l’abbandono dei dispositivi elettronici (chiavette Usb e black box) e l’individuazione di strumenti idonei a garantire l’efficace resa del SISTRI;
  2.  la tenuta in formato elettronico dei registri di carico e scarico e dei formulari di trasporto con compilazione in modalità off-line e trasmissione asincrona dei relativi dati, nonchè la generazione automatica del MUD, ai fini della dematerializzazione della corrispondente documentazione;
  3.  la semplificazione degli obblighi informativi alle imprese attraverso l’interazione e il coordinamento con banche dati in uso alla pubblica amministrazione, garantendo, per quanto possibile, l’acquisizione automatica delle informazioni disponibili;
  4.  la garanzia di interoperabilità con i sistemi gestionali utilizzati dalle imprese, dalle associazioni di categoria e loro società di servizi e realizzazione di specifici sistemi per le imprese che non dispongono di sistemi gestionali;
  5.  la sostenibilità dei costi;
  6.  la messa a disposizione di adeguati strumenti di assistenza e formazione per le imprese.

Tali punti rappresentano le richieste avanzate più volte dal mondo imprenditoriale, ma in attesa della loro attuazione – si legge nella lettera

“le imprese soggette al SISTRI continuano a dover obbligatoriamente utilizzare l’attuale sistema, come noto oggetto di numerose proroghe e ancora regolato da una trentina di provvedimenti di modifica e integrazione spesso contraddittori, senza tuttavia essere mai divenuto un sistema che traguardasse l’obiettivo da sempre condiviso con il mondo imprenditoriale, ovvero tracciare in maniera efficace ed efficiente i rifiuti senza appesantire le imprese con procedure costose e ingestibili”.

Le imprese chiedono perciò una prossima riunione del Tavolo che “possa rappresentare l’occasione per voltare pagina e riconquistare la fiducia”.

Esse confermano la disponibilità “a fornire il proprio contributo che potrà essere veramente costruttivo ed efficace solo se coinvolte fin dalla fase di definizione del nuovo sistema – fase che probabilmente è già in corso – e potendo quindi conoscere fin da subito le possibili linee evolutive, fermo restando la necessità prioritaria di modificare e riordinare la normativa oggi vigente, affinché il sistema possa essere costruito su un impianto giuridico chiaro fin dall’inizio”.

Quindi, il sospetto è che i lavori siano già in corso, senza che le imprese abbiano potuto parteciparvi, senza aver ricevuto la opportuna “documentazione in tempo utile, prima della convocazione della riunione, in modo da poterne discutere avendo raccolto già le prime impressioni dal mondo imprenditoriale.”

Ulteriormente, le imprese chiedono che il Ministero:

  • presenti al tavolo il cronoprogramma delle attività che porteranno al superamento del Sistri attuale,
  • presenti al tavolo gli adempimenti amministrativi nel frattempo richiesti agli operatori obbligati per garantire, nelle more della definizione del nuovo sistema, la tracciabilità dei rifiuti;
  • assicuri e regolamenti al contempo il necessario periodo transitorio (ad esempio nella riconsegna dei dispositivi non più previsti)
  • garantisca che la nuova procedura di tracciabilità definita dal futuro concessionario sarà obbligatoria e vincolante per le imprese obbligate solo dopo una adeguata sperimentazione con gli operatori e le associazioni di categoria.

Infine, le Associazioni chiedono la proroga delle sanzioni (“il rinvio tempestivo dell’applicazione delle sanzioni per la piena operatività dell’attuale SISTRI”): “è evidente che i tempi della gara, della realizzazione del nuovo sistema, del necessario periodo di sperimentazione con gli operatori non sono compatibili con la scadenza della non applicabilità delle sanzioni, oggi fissata al 31 dicembre 2016.

 

Comunicato della CNA

Oltre ad apporre la sua firma alla lettera inviata al Tavolo di monitoraggio e concertazione SISTRI, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA), ha voluto diramare un apposito comunicato stampa per chiedere con forza la proroga immediata dell’attuale SISTRI, unitamente all’eliminazione dei “vecchi e reiterati balzelli imposti alle imprese per un servizio inesistente”.

Insomma, ancora una volta, appare possibile presumere che una ennesima proroga in materia di SISTRI verrà inserita nel decreto milleproroghe di fine anno, a dimostrare che la lunga telenovela del SISTRI non si è ancora conclusa.

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