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Sistri, pubblicate le guide aggiornate sul sistema di tracciabilità dei rifiuti

SISTRI gestione rifiuti speciali e campani
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Il Ministero dell’Ambiente ha reso di pubblico dominio una documentazione aggiornata sul Sistema di tracciabilità dei rifiuti. Le nuove linee guida riguardano le guide rapide ed i casi d’uso di trasporto intermodale e di gestione dei rifiuti. I destinatari sono produttori e trasportatori di rifiuti.

La nuova documentazione è disponibile sul portale del sistri, dove è possibile scaricare, le guide rapide per i produttori, trasportatori, e destinatari e una guida rapida dedicata alla Regione Campania. Nella stessa sezione del sito è possibile consultare i casi d’uso di micro raccolta, e gestione dei rifiuti respinti, trasporto intermodale e trasporto transfrontaliero. Inoltre, sempre nel sito, è possibile reperire, tra l’altro, la normativa di riferimento e la raccolta delle FAQ, con le relative risposte/indicazioni fornite dal Ministero.

Il Sistri, sistema complesso per il monitoraggio dei rifiuti

Il Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) nasce su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per permettere l’informatizzazione della tracciabilità dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani della Regione Campania. Il Sistri è gestito dall’Arma dei Carabinieri mediante il controllo e la gestione dei processi e dei flussi di informazioni in esso contenuti.

Lo scopo del sistema è di controllare in modo più puntuale la movimentazione dei rifiuti speciali lungo tutta la filiera, con particolare attenzione con l’utilizzo di sistemi elettronici in grado di dare visibilità al flusso in entrata ed in uscita degli autoveicoli nelle discariche.

Il Sistri si inserisce nell’insieme dell’azione politica economica che da molti anni lo Stato Italiano e le Regioni stanno portanto aventi in materia di semplificazione normativa edi efficientamento della Pubblica Amminstrazione, con l’obbiettivo di ridurre gli oneri amministrativi gravanti sulle impresee sui cittadini. Infatti  una corretta gestione dei rifiuti avrà vantaggi sia in termini di riduzione del danno ambientale, sia di eliminazione di forme di concorrenza sleale tra imprese.

Il 1 gennaio 2019 (previsto dall’art. 12 del d.l. 244/2016) è il termine  a decorrere dal quale il Sistri diventerà pienamente operativo e con esso entrerà anche in vigore  il relativo regime sanzionatorio in caso di violazione o inadempimento degli obblighi derivanti dal sistema di tracciabilità.

I soggetti obbligati

Tra i soggetti obbligati all’utilizzo del SISTRI troviamo:

  • Enti e imprese con più di dieci dipendenti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi derivanti da
  • attività di demolizione, costruzione;
  • lavorazioni industriali;
  • lavorazioni artigianali;
  • attività commerciali;
  • attività di servizio;
  • attività sanitarie;
  • attività agricole e agroindustriali ad esclusione degli imprenditori agricoli;
  • attività di pesca e acquacoltura;
  • Enti e imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che effettuano attività di stoccaggio, attività di smaltimento consistenti nelle operazioni di deposito ed attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva di rifiuti;
  • Trasportatori a titolo professionale di rifiuti pericolosi che raccolgono o trasportano, a titolo professionale, rifiuti speciali pericolosi prodotti da terzi compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale.
  • Gestori di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani pericolosi e speciali pericolosi
  • Operatori del trasporto intermodale;
  • Trasportatori in conto proprio di rifiuti pericolosi che trasportano i rifiuti pericolosi da loro stessi prodotti iscritti all’albo Nazionale Gestori Ambientali;

I soggetti con iscrizione volontaria

A tale categoria appartengono i soggetti che non sono obbligati ad iscriversi al Sistri e pertanto posso aderire volontariamente. A tale categoria appartengono:

  • Enti e imprese fino a dieci dipendenti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi
  • Enti e imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi da attività agricole ed agroindustriali che, indipendentemente dal numero di dipendenti, siano imprenditori agricoli ai sensi dell’art. 2135 del codice civile e conferiscano i propri rifiuti nell’ambito di circuiti organizzati di raccolta
  • Enti e imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi da attività di pesca professionale e acquacoltura che indipendentemente dal numero di dipendenti, siano iscritti alla sezione speciale «imprese agricole» del registro delle imprese e conferiscano i propri rifiuti nell’ambito di circuiti organizzati di raccolta
  • Enti e imprese produttori iniziali di rifiuti non pericolosi
  • Trasportatori professionali di rifiuti speciali non pericolosi
  • Trasportatori in conto proprio di rifiuti speciali non pericolosi
  • Trasportatori in conto proprio di rifiuti speciali pericolosi non iscritti in categoria 5 e comunque non obbligati come produttori (con meno di dieci dipendenti)
  • Trasportatori di rifiuti urbani del territorio di regioni diverse dalla Regione Campania
  • Gestori di rifiuti non pericolosi

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