Siti contaminati, l'intervento su un ex polo chimico in Olanda | Ingegneri.info

Siti contaminati, l’intervento su un ex polo chimico in Olanda

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Un’opera di bonifica e riqualificazione ha interessato un ex polo chimico in Olanda. Dopo la chiusura dello stabilimento, l’ex sito industriale è stato oggetto di attività di risanamento a partire dalla metà degli anni 2000. Attualmente, è ancora in corso un ambizioso progetto di riqualificazione di tutta l’area che prevede un investimento totale di circa € 400.000.000. Il risultato finale porterà a completare un piano residenziale con la costruzione di circa 1.300 case private, la realizzazione di circa 34.000 metri quadrati di locali commerciali e servizi e la conservazione di circa 13.000 m2 di edifici originari. E’ stata prevista, inoltre, l’integrazione tra la nuova destinazione del sito e lo sviluppo ambiente naturale (ricolonizzazione dell’area e presenza del parco Veluwe).

Il nuovo progetto di sviluppo prevede la costruzione di diversi “quartieri”, ognuno con le proprie tipologie di abitazioni e nel rispetto dell’archeologia industriale del sito, e la realizzazione di un’area a verde nella parte orientale dell’area. L’ex-polo chimico apparteneva, in origine, alla società Enka, fabbrica olandese della seta posseduta sino al 2006 da Akzo, e ubicato a Ede, a circa 40 km a est-sudest di Utrecht e circa 60 km a sud-est di Amsterdam, in prossimità del parco nazionale Veluwe. Il progetto è stato presentato in occasione del workshop internazionale SiCon, alla sua quinta edizione, dal titolo “Siti contaminati. Esperienze negli interventi di risanamento”, giunto alla sua quinta edizione e dedicato al risanamento e alla messa in sicurezza di siti contaminati a scala industriale. L’evento si è tenuto dal 6 all’8 febbraio scorsi alla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Brescia.

Il lavoro è stato presentato dal geologo, esperto del settore delle bonifiche ambientali Donato Lucadamo, durante l’intervento “Riqualificazione di un ex polo chimico in Olanda: archeologia industriale e piano residenziale”, nell’ambito della sessione dedicata alla messa in sicurezza e bonifica di acquiferi contaminati. All’opera di bonifica ha partecipato MWH, azienda multidisciplinare che fornisce consulenza e servizi di ingegneria nei settori dell’acqua, dell’energia, dell’ambiente e delle infrastrutture. Il SiCon, coordinato dal professor Carlo Collivignarelli, docente di Ingegneria sanitaria-ambientale afferente al Dipartimento di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e di Matematica, nasce dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Brescia, l’Università degli Studi di Catania, La Sapienza Università di Roma, Andis, Associazione nazionale di ingegneria sanitaria-ambientale) e Gitisa, Gruppo italiano di ingegneria sanitaria-ambientale.

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