Sottoprodotti: per le imprese che producono e riutilizzano è online il Manuale e l’elenco | Ingegneri.info

Sottoprodotti: per le imprese che producono e riutilizzano è online il Manuale e l’elenco

Una Circolare esplicativa del Regolamento n. 264 del 13 ottobre 2016 riassume la possibilità per le imprese che producono sottoprodotti di iscriversi senza oneri all'elenco online appositamente predisposto

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Le imprese che producono e riutilizzano sottoprodotti possono iscriversi, senza alcun onere, all’elenco dei sottoprodotti sul sito www.elencosottoprodotti.it, indicando le generalità, i contatti dei soggetti iscritti e la tipologia dei sottoprodotti oggetto di attività e firmando con la firma digitale del legale rappresentante dell’impresa.

I “Criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti” sono stati stabiliti dal decreto del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare n. 264 del 13 ottobre 2016, (in Gazzetta ufficiale n. 38 del 15 febbraio 2017).
Il detentore può dimostrare che sono soddisfatte le condizioni generali (art. 184-bis D.Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006), e quindi la sussistenza dei requisiti sostanziali per la qualificabilità di un residuo come sottoprodotto e non come rifiuto, quando il residuo non è stato prodotto volontariamente e come obiettivo primario del ciclo produttivo, ed è destinato ad essere utilizzato nello stesso o in un successivo processo, dal produttore medesimo o da parte di terzi.

Le condizioni generali
L’articolo 184-bis del D.Lgs. n. 152 del 2006, al comma 1, prevede che, al fine di considerare i residui dei processi produttivi sottoprodotti anziché rifiuti, è necessario dimostrare la sussistenza delle seguenti condizioni:
a) la sostanza o l’oggetto è originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante ed il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto;
b) è certo che la sostanza o l’oggetto sarà utilizzato nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi;
c) la sostanza o l’oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale;
d) l’ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza o l’oggetto soddisfa, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o la salute umana.

Il Regolamento
Il Regolamento approvato con il decreto n. 264/2016 non contiene né un “elenco” di materiali senz’altro qualificabili alla stregua di sottoprodotti, né un elenco di trattamenti ammessi sui medesimi in quanto senz’altro costituenti “normale pratica industriale”, dovendo comunque essere rimessa la valutazione del rispetto dei criteri indicati ad una analisi caso per caso, come anche precisato nell’articolo 1, comma 2: “i requisiti e le condizioni richiesti per escludere un residuo di produzione dal campo di applicazione della normativa sui rifiuti sono valutati ed accertati alla luce del complesso delle circostanze”.
La circolare esplicativa del Ministero per l’Ambiente n. 7619 del 30 maggio 2017 chiarisce che il Regolamento non prevede strumenti di prova “necessari” per dimostrare la sussistenza delle condizioni richieste dalla legge per la qualifica di “sottoprodotto”. E’ lasciata all’operatore la possibilità di scegliere mezzi di prova individuati in autonomia, e diversi da quelli previsti dal Regolamento.
La sussistenza dei requisiti richiesti per provare che una sostanza o un oggetto derivante da un ciclo di produzione non è un rifiuto, ma un sottoprodotto può essere dimostrata con ogni mezzo e con riferimento a materiali o sostanze diversi da quelli espressamente disciplinati negli allegati del Regolamento, anche mantenendo i sistemi e le procedure aziendali adottati prima dell’entrata in vigore del Decreto o scegliendone di diversi, ferma restando la vincolante applicazione delle pertinenti norme di settore.
I requisiti ed le condizioni devono essere valutati ed accertati alla luce del complesso delle circostanze e devono essere soddisfatti in tutte le fasi della gestione dei residui, dalla produzione all’impiego nello stesso processo, o in uno successivo. Resta inteso che la qualifica di sottoprodotto non potrà mai essere acquisita in un tempo successivo alla generazione del residuo, non potendo un materiale inizialmente qualificato come rifiuto poi divenire sottoprodotto. Il possesso dei requisiti deve sussistere, dunque, sin dal momento in cui il residuo viene generato.

Gli strumenti probatori
Gli strumenti probatori indicati dal Regolamento sono la documentazione contrattuale e la scheda tecnica.
La documentazione contrattuale contribuisce soprattutto alla dimostrazione della sussistenza del requisito della certezza dell’utilizzo, dal momento della produzione del residuo fino al momento dell’impiego dello stesso ed evidenzia alcune modalità di prova tra le quali l’esistenza di rapporti o impegni contrattuali tra il produttore del residuo, eventuali intermediari e gli utilizzatori, dai quali si evincano le informazioni relative alle caratteristiche tecniche dei sottoprodotti, alle relative modalità di utilizzo ed alle condizioni della cessione.
Se l’operatore non dispone di una documentazione contrattuale, può compilare la scheda tecnica per fornire la dimostrazione della sussistenza di tutti i requisiti richiesti, con l’identificazione dei sottoprodotti dei quali è previsto l’impiego e l’individuazione delle caratteristiche tecniche degli stessi, nonché del settore di attività o della tipologia di impianti idonei ad utilizzarli. La scheda tecnica rappresenta un elemento di ausilio sotto il profilo probatorio per coloro che intendano avvalersi delle procedure previste dal Regolamento.
In particolare, per dimostrare la sussistenza dei requisiti di “residuo di produzione” devono necessariamente essere riempiti i campi:
• Descrizione e caratteristiche del processo di produzione;
• Indicazione dei materiali in uscita dal processo di produzione;
• Tipologia e caratteristiche del sottoprodotto e modalità di produzione.
Per dimostrare la sussistenza dei requisiti di “certezza dell’utilizzo” devono, invece, necessariamente essere riempiti i campi:
• Tipologie di attività o impianti di utilizzo idonei ad utilizzare il residuo;
• Modalità di raccolta e deposito del sottoprodotto;
• Indicazione del luogo e delle caratteristiche del deposito e di eventuali depositi intermedi;
• Tempo massimo previsto per il deposito, a partire dalla produzione fino all’impiego definitivo;
• Descrizione delle tempistiche e delle modalità di gestione finalizzate ad assicurare l’identificazione e l’utilizzazione effettiva del sottoprodotto.
Potranno essere compilati anche in un momento successivo rispetto alla produzione del residuo i campi: “Impianto o attività di destinazione” e “Riferimenti di eventuali intermediari”.
Il campo “Conformità del sottoprodotto rispetto all’impiego previsto” andrà riempito per dimostrare la sussistenza dei requisiti di “utilizzo diretto, senza trattamenti diversi dalla normale pratica industriale” e di “legalità dell’utilizzo”.

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In particolare, in tale campo andranno descritti trattamenti eventualmente necessari al fine dell’impiego, nonché la dimostrazione della non estraneità dei medesimi rispetto alla “normale pratica industriale”. Dovranno altresì essere indicate tutte le informazioni sulle caratteristiche del sottoprodotto e sulla conformità dello stesso rispetto all’impiego previsto, sotto il profilo sia tecnico che del rispetto dei requisiti e dei parametri stabiliti da norme di settore, laddove esistenti.
Infine, in caso di cessione del sottoprodotto, deve essere compilata la “Dichiarazione di conformità”, per assicurare la conformità dello stesso ai requisiti richiesti dalla legge ed alla scheda tecnica, della quale è necessario indicare gli estremi di riferimento.
Le schede tecniche, quando l’operatore scelga di avvalersene, devono essere vidimate presso la Camera di commercio competente, con le medesime modalità adottate per i registri di carico e scarico dei rifiuti.

Il deposito del sottoprodotto
In ordine al deposito del sottoprodotto, va chiarito che la gestione e la movimentazione dello stesso, dalla produzione fino all’impiego del medesimo, devono essere realizzate in modo da assicurare, oltre all’assenza di rischi ambientali o sanitari, il mantenimento delle caratteristiche del residuo necessarie a consentirne l’impiego. Per tali ragioni, deve essere sempre garantita la congruità delle tempistiche e delle modalità di gestione, che devono essere funzionali all’utilizzo dei materiali nel periodo più idoneo allo stesso e non devono incidere negativamente sulla qualità e funzionalità dei materiali medesimi ai fini dello specifico impiego previsto.
La scheda tecnica deve, quindi, indicare, tra l’altro, il tempo massimo previsto per il deposito, decorso il quale si presume che possano essere pregiudicate le caratteristiche merceologiche o di funzionalità necessarie per l’impiego previsto. Decorso il tempo massimo di deposito indicato nella scheda tecnica per il deposito senza che la sostanza o l’oggetto sia stato utilizzato, esso perderà la qualifica di sottoprodotto e dal giorno successivo alla scadenza del termine massimo dovrà essere gestito come rifiuto, oppure sarà necessario compilare una nuova scheda tecnica, nel caso in cui il residuo presenti ancora le caratteristiche per poter essere qualificato come sottoprodotto, eventualmente destinato ad un impiego differente da quello in origine previsto. Con riferimento alla fase di trasporto, il decreto non contempla documentazione diversa da quella ordinariamente impiegata per il trasporto delle merci.

L’Elenco dei produttori e utilizzatori di sottoprodotti
Per favorire lo scambio e la cessione dei sottoprodotti, le Camere di commercio territorialmente competenti istituiscono un apposito elenco in cui si iscrivono, senza alcun onere, i produttori e gli utilizzatori di sottoprodotti che viene reso pubblico e consultabile su una sezione dedicata del sito internet della Camera di commercio o di un sito internet dalla stessa indicato.
L’elenco non introduce un requisito abilitante per i produttori e gli utilizzatori di sottoprodotti ma ha finalità conoscitiva e di mera facilitazione degli scambi. L’iscrizione nell’elenco del produttore o dell’utilizzatore, di per sé, non è sufficiente a qualificare un residuo come sottoprodotto e, d’altra parte, la mancata iscrizione non comporta l’immediata inclusione del residuo nel novero dei rifiuti.

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