Terre e rocce da scavo: dal 22 agosto in vigore nuove regole | Ingegneri.info

Terre e rocce da scavo: dal 22 agosto in vigore nuove regole

Il Dpr 120/2017 costituisce l’unico strumento normativo applicabile per consentire l’utilizzo, quali sottoprodotti e non rifiuti, delle terre e rocce da scavo provenienti sia dai piccoli sia dai grandi cantieri, inclusi quelli finalizzati a reti e infrastrutture

terre e rocce da scavo
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Pubblicato in G.U. 7 agosto 2017, n. 183 il regolamento per semplificare la gestione e l’utilizzo delle terre e rocce da scavo è contenuto nel D.P.R. 13 giugno 2017, n. 120.

Dal 22 agosto 2017 dovrà essere applicata la nuova disciplina in sostituzione di tutte le disposizioni vigenti in materia, in particolare un Testo Unico semplificato prenderà il posto del D.M. n. 161/2012 relativo ai cantieri di grandi dimensioni.

“Il provvedimento, spiega il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, è un passo in avanti fondamentale nella nostra visione di sviluppo sostenibile: quella dell’economia circolare, in cui le performance ambientali e la competitività del Paese viaggiano di pari passo“.

“Abbiamo disciplinato in modo organico tutta la materia evitando che le imprese, in preda ad incertezze normative e col rischio di interminabili trafile burocratiche che oggi durano anche fino a due anni, considerino ogni terra e roccia da scavo come un rifiuto e non come sottoprodotto“.

E’ stato necessario più di un anno, ma alla fine il nuovo Regolamento della gestione delle terre e rocce da scavo (TRS) ha visto la luce: la prima versione del provvedimento era infatti stata approvata in via definitiva il 14 luglio 2016 dal Consiglio dei Ministri, dopo una consultazione pubblica rivolta a cittadini, associazioni e stakeholder del settore, previo parere espresso dalla Conferenza unificata e controdeduzioni del Ministero dell’Ambiente.

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Da allora si è deciso di tornare a lavorare sul testo al fine di integrarvi anche le osservazioni espresse dalle Commissioni parlamentari nei loro pareri: la nuova approvazione definitiva è giunta, quindi, lo scorso 19 maggio (CdM n. 30/2017), su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. A seguire, il D.P.R. – attuativo della delega di cui all’art. 8 del c.d. “Decreto Sblocca Italia” (D.L. n. 133/2014, conv., con modifiche, dalla legge n. 164/2014) – è stato firmato dal Presidente della Repubblica Mattarella il 13 giugno 2017.

L’intento perseguito da questa riforma della materia è innanzitutto quello di risolvere le criticità più volte riscontrate dagli operatori e dai soggetti istituzionali preposti ai controlli, grazie a procedure semplificate, termini di conclusione certi, definizioni normative più chiare e, per l’appunto, un rafforzamento del sistema dei controlli: sotto tale profilo, le nuove norme cercano anche di contemperare le esigenze sottese a una maggiore tutela ambientale con quelle della competitività delle imprese, il tutto nell’ottica di un modello ispirato ai principi della “economia circolare”.

La novità, che dovrebbe interessare oltre 150mila imprese, per il ministro dell’Ambiente Galletti consentirà di ottenere un duplice risultato:

“miglioriamo la tutela delle risorse naturali grazie al minore smaltimento in discarica e al minor utilizzo di materiale di cava, ma allo stesso tempo diamo più forza alle aziende che operano nel rispetto dell’ambiente con lavori nei cantieri più veloci e potenziali minori costi derivanti dall’approvvigionamento di materia prima”.

Campo di applicazione

Il D.P.R. n. 120/2017 è composto da 31 articoli e 10 allegati, e stabilisce i criteri generali in base ai quali possono essere qualificate come sottoprodotti le terre e rocce da scavo con riferimento a tutti i tipi di cantieri, grandi e piccoli.

Il provvedimento ha per oggetto:

  •  la gestione delle TRS qualificate come sottoprodotti (ex art. 184-bis, D.Lgs. n. 152/2006), provenienti da cantieri di piccole dimensioni (artt. 20 e 21 del D.P.R. n. 120/2017) e grandi dimensioni (articoli da 9 a 18 del D.P.R. n. 120/2017) e di grandi dimensioni non assoggettati a VIA o a AIA (art. 22 del D.P.R. n. 120/2017), compresi quelli finalizzati alla costruzione o alla manutenzione di reti e infrastrutture;
  •  la disciplina del deposito temporaneo delle TRS qualificate come rifiuti (art. 23 del D.P.R. n. 120/2017);
  •  l’utilizzo nel sito di produzione delle TRS escluse dalla disciplina dei rifiuti (art. 24 del D.P.R. n. 120/2017);
  • la gestione delle TRS nei siti oggetto di bonifica (art. 25 e 26 del D.P.R. n. 120/2017).

Le Dichiarazioni previste (scaricabili al link in fondo a questo articolo) sono:

  • Dichiarazione di avvenuto utilizzo (D.A.U.) (articolo 7)
  • Documento di trasporto (articolo 6)
  • Dichiarazione di utilizzo di cui all’articolo 21 (articolo 21)

Esclusioni

Non ricadono nel campo di applicazione del nuovo Regolamento:

  •  le ipotesi disciplinate dall’art. 109 del D.Lgs. n. 152/2006 (materiali di escavo di fondali marini o salmastri o di terreni litoranei emersi, etc.);
  •  i rifiuti provenienti direttamente dall’esecuzione di interventi di demolizione di edifici o di altri manufatti preesistenti (disciplinati ai sensi della Parte Quarta del D.Lgs. n. 152/2006).

Tra le novità da segnalare, la c.d. “Clausola di riconoscimento reciproco” (art. 29 del D.P.R. n. 120/2017), in base alla quale il nuovo regolamento non limita la commercializzazione di materiali legalmente commercializzati in un altro Stato UE o in Turchia né a quelle legalmente fabbricate in uno Stato dell’EFTA, parte contraente dell’accordo SEE, purché le stesse garantiscano livelli di sicurezza, prestazioni e informazione equivalenti a quelli prescritti dallo stesso D.P.R. n. 120/2017.

A partire dal 22 agosto 2017, dunque, il D.P.R. n. 120/2017 abrogherà le seguenti disposizioni:

  • D.M. n. 161/2012 sulla gestione delle TRS prodotte dai grandi cantieri;
  • l’art. 184-bis, comma 2-bis, D.Lgs. n. 152/2006 (che precisa il campo di applicazione della disciplina sulle TRS);
  • gli articoli 41, comma 2 e 41-bis D.L. 69/2013 (c.d. “decreto del Fare”, conv. in legge n. 98/2013) sui materiali di riporto e sulla gestione dei piccoli cantieri.

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