Terre e rocce da scavo: DPR di semplificazione a breve in gazzetta | Ingegneri.info

Terre e rocce da scavo: DPR di semplificazione a breve in gazzetta

Il Consiglio dei Ministri vara definitivamente il nuovo decreto sulle terre e rocce da scavo. Attesa la pubblicazione in GU.

terre scavo
image_pdf

Approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il decreto di riforma della disciplina delle terre e rocce da scavo. Il testo è stato modificato rispetto a quello già “definitivamente approvato’ il 14 luglio 2016 ma che non era stato firmato dal Presidente della Repubblica.

Il decreto

Sembra finalmente in dirittura d’arrivo la disciplina di riordino e semplificazione delle terre e rocce da scavo, attesa da operatori del settore e stazioni appaltanti, anche in considerazione dei notevoli volumi di materiali  da gestire nelle attività di ricostruzione post-sisma.

Sono oggetto della nuovo DPR, di cui si attende a breve la pubblicazione in G.U.:

  • la gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti provenienti da cantieri di piccole e grandi dimensioni;
  • la disciplina del deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo;
  • l’utilizzo nel sito di produzione delle terre e rocce da scavo escluse dalla disciplina dei rifiuti;
  • la gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica.

Nello specifico, come si legge nel comunicato dal Governo, il provvedimento definisce “un quadro normativo di riferimento completo, chiaro e coerente con la disciplina nazionale e comunitaria, assorbendo in un testo unico le numerose disposizioni oggi vigenti che disciplinano la gestione e l’utilizzo delle terre e rocce da scavo”.

Gli incidenti di percorso

In realtà del decreto avevamo già parlato nel luglio 2016 quando, dopo i necessari passaggi alla Camera e al Senato, aveva già ricevuto l’approvazione “definitiva”, alla quale, però, non era seguita la pubblicazione in G.U.

In effetti, dopo alcuni mesi di attesa il Ministero dell’Ambiente, a seguito di una interrogazione parlamentare, informava che il testo era all’esame del Presidente della Repubblica. Da allora se ne erano perse le tracce, cosa che aveva suscitato non poche perplessità fra operatori e stazioni appaltanti che per mesi hanno sospeso le attività nell’incertezza fra vecchio regime, tuttora vigente, e attesa della pubblicazione del nuovo DPR che, con la sua entrata in vigore, avrebbe abrogato il precedente.

Leggi anche: Terre e rocce da scavo: il governo da il via libera al testo unico

Nel tempo, fra l’altro, il testo iniziale era stato  integrato  con il ricorso a una consultazione pubblica rivolta a cittadini, associazioni e stakeholder del settore, oltre che sulla base del parere espresso dalla Conferenza unificata, tornando all’esame del Consiglio dei ministri al fine di verificare la possibilità di un migliore adeguamento alle condizioni e alle osservazioni contenute nei pareri delle Commissioni parlamentari.

Leggi anche: Terre e rocce da scavo, le professioni tecniche chiedono modifiche

Leggi anche: Terre e rocce da scavo: prove tecniche di testo unico

Le novità

La nuova norma detta numerose disposizioni comuni alle differenti casistiche. Dettaglia anche procedure specifiche differenziando tra cantieri di grandi e di piccole dimensioni.

Tra le principali novità del provvedimento:

  • la semplificazione delle procedure e la fissazione di termini certi per concludere le stesse, anche con meccanismi in grado di superare eventuali situazioni di inerzia da parte degli uffici pubblici. Si evitano così i lunghi tempi di attesa da parte degli operatori per la preventiva approvazione del piano di utilizzo delle terre e rocce da parte delle autorità competenti;
  • procedure più veloci per attestare che le terre e rocce da scavo soddisfano i requisiti stabiliti dalle norme europee e nazionali per essere qualificate come sottoprodotti e non come rifiuti;
  • una definizione puntuale delle condizioni di utilizzo delle terre e rocce all’interno del sito oggetto di bonifica, con l’individuazione di procedure uniche per gli scavi e la caratterizzazione dei terreni generati dalle opere da realizzare nei siti oggetto di bonifica;
  • il rafforzamento del sistema dei controlli;
  • la salvaguardia della disciplina previgente per i progetti o i piani di utilizzo approvati ai sensi, rispettivamente, dell’art. 186 del D.Lgs. n. 152 del 2006 o del D.M. n. 161 del 2012.

Le abrogazioni

Il decreto, di cui si attende dunque a breve la pubblicazione  in G.U., abrogherà a partire dalla entrata in vigore:

  • il D.M. n.161/2012 per i grandi cantieri (Regolamento sulla disciplina dell’utilizzazione delle terre e rocce da scavo),
  • l’articolo 184 bis comma 2 del D.Lgs. n. 152/2006 (Testo unico ambientale), che chiarisce il campo di applicazione,
  • e gli articoli 41, c.2 e 41-bis D.L. n. 69/2013 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia) convertito in Legge 98/2013 che riguardano i materiali da riporto e la gestione dei piccoli cantieri.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Terre e rocce da scavo: DPR di semplificazione a breve in gazzetta Ingegneri.info