Valutazione di Impatto sulla Salute: le Linee Guida della Liguria | Ingegneri.info

Valutazione di Impatto sulla Salute: le Linee Guida della Liguria

Il giurista ligure Marco Grondacci, che dagli anni '80 ha seguito alcune delle vertenze ambientali più note, risponde alle nostre domande sulle Linee Guida VIS della Liguria, fra le più avanzate in Italia

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Negli articoli precedenti  l’Avv. Valentina Cavanna, autrice della recente monografia sulla Valutazione di Impatto sulla Salute, ha descritto scopi e funzionamento della VIS  chiarendo come, in linea con la crescente sensibilità dei cittadini su tutti i temi legati alla tutela della salute,  questo strumento stia acquistando un’ importanza sempre maggiore.

 

 

Attraverso l’intervista a Fabrizio Bianchi, coordinatore dello studio per la VIS dell’impianto petrolifero lucano in Val d’Agri, ci ha raccontato sia le difficoltà di questa esperienza, sia le perplessità degli addetti ai lavori sul recente decreto n. 104/2017 che ha ridefinito la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (nel cui ambito è ora inclusa la VIS).

In questo terzo contributo vengono illustrate le sperimentazioni di questo strumento nel territorio italiano, iniziando dalla Liguria, titolare di una disciplina regionale sulla materia fra le più avanzate nel panorama nazionale. Conclude l’articolo l’intervista al giurista ligure Marco Grondacci, che dall’inizio degli anni ‘80 ha seguito alcune delle più note vertenze ambientali del periodo.

 

Valutazione di Impatto sulla Salute: le linee Guida
della Liguria

Fermo quanto già detto in relazione alla disciplina statale della VIS, va rilevato come la normazione regionale in merito sia attualmente a macchia di leopardo così come, in linea generale, l’applicazione della VIS stessa.

Tra le discipline regionali, quella della Liguria è fra le più avanzate al riguardo in Italia. Da segnalare, al riguardo, la delibera della Giunta Regionale recante “Approvazione di Linee Guida per la Valutazione d’Impatto sulla Salute (VIS)” n. 1295 del 30 dicembre 2016, pubblicata su web il 17 gennaio 2017.

Nell’ambito della metodologia applicabile per lo svolgimento della VIS, le Linee Guida della Liguria si occupano dei soggetti da coinvolgere e delle modalità di coinvolgimento.  Ulteriori aspetti su cui si focalizzano sono la gestione e l’accesso ai dati sanitari;  “il punto cruciale da risolvere”, infatti, “è il passaggio di dati sensibili da un Ente Pubblico ad altro che deve avvenire nel rispetto delle normative sulla riservatezza e privacy, secondo passaggi che devono essere strettamente codificati a livello regionale”.

Quanto al procedimento di VIS, viene riproposta la suddivisione in 5 fasi (screening, scoping, appraisal, reporting, monitoring) con un ampio ventaglio di determinanti di salute.

Le Linee Guida affrontano poi la tematica dell’integrazione della VIS nella VIA, nella VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e nell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).

Si noti, inoltre, che a seguito dell’adozione del D. Lgs. 104/2017 di riforma della VIA, di cui si è detto nell’articolo precedente , la Legge Regionale 28 dicembre 2017, n. 29 (art.17 – Disposizioni di adeguamento della disciplina in materia di valutazione di impatto ambientale) ha abrogato la Legge Regionale  n. 38/1998 e ss.mm.ii. (“Disciplina della valutazione di impatto ambientale”). Il citato articolo 17 demanda altresì alla Giunta Regionale l’emanazione delle disposizioni di dettaglio della disciplina nazionale, in particolare quelle relative alla presentazione dell’istanza ed allo svolgimento del procedimento, allo svolgimento dell’inchiesta pubblica nonché alla integrazione dei contenuti dello studio preliminare ambientale e dello studio di impatto ambientale.

 

L’intervista

A tal proposito, rivolgiamo qualche domanda al giurista ligure Marco Grondacci, esperto in diritto ambientale e dei processi partecipativi, che dall’inizio degli anni ‘80 ha seguito, a supporto di associazioni ambientaliste e comitati di cittadini, numerose vertenze ambientali.

Dott. Grondacci, le risultano conclusi o in corso di svolgimento procedimenti di VIS in Regione Liguria?

Non mi risultano esperienze specifiche di applicazione della VIS a procedimenti di valutazione e/o autorizzazione già conclusi od in corso. Peraltro, devo sottolineare con rammarico che, non solo non viene applicata la VIS (neppure in forma sperimentale), bensì capita che non siano implementate le disposizioni normative già in vigore (ad esempio per quanto concerne l’AIA). Si rischia infatti di confondere il monitoraggio ambientale (basato sui limiti di emissione previsti ex lege o dalle migliori tecniche disponibili, o “BAT”) con indagini di impatto sanitario specifiche.

 

Vede pertanto con favore l’introduzione delle Linee Guida, ai fini di una maggiore implementazione della VIS?

Sì, ritengo che le Linee Guida siano assolutamente utili ed è positivo che la Regione le abbia approvate, per di più tenendo conto dell’ampia gamma di progetti e programmi a cui le stesse potrebbero applicarsi (ad esempio, ai procedimenti di VAS aventi ad oggetto i piani urbanistici comunali). Inoltre, sotto il profilo dell’ istruttoria amministrativa, le Linee Guida permettono di meglio definire, ai fini dello svolgimento della VIS, quali debbano essere i contenuti da inserire nei documenti che proponenti e autorità devono predisporre nell’ambito delle procedure di VIA e VAS.

 

Nel primo articolo, abbiamo visto che le risposte al questionario nell’ambito della VIS in Val D’Agri evidenziano nei cittadini una medio-bassa soddisfazione sull’informazione ricevuta e una bassa fiducia nell’affidabilità di media, associazioni e pubblica amministrazione, in relazione alle informazioni su pericoli ambientali. Secondo il suo punto di vista, quali misure sarebbero, in linea generale, opportune per una maggiore partecipazione dei cittadini?

L’obiettivo da perseguire è quello di un coinvolgimento attivo degli stakeholders (con questo termine si vuol fare riferimento, secondo quanto previsto dalle Linee Guida liguri, i portatori di interesse, ossia “i soggetti, gli individui o le organizzazioni il cui interesse è negativamente o positivamente influenzato da una politica, da un programma o da un progetto”). Fondamentale è riconoscere che essi possono apportare elementi di conoscenza – riassumibili nel concetto di “percezione sociale del rischio” – specifiche del sito interessato dall’impianto/piano/programma/progetto sottoposti ad AIA, VAS o VIA.
In particolare, soccorre qui la posizione dell’ OMS, l’Organizzazione Mondiale della Salute – che sottolinea come la partecipazione degli stakeholders sia necessaria per la protezione della salute pubblica e dell’ambiente ed occorra altresì aumentare la trasparenza dei procedimenti decisionali, in uno con la implementazione di programmi educativi per eliminare carenze informative. [NdR: si veda la dichiarazione del 25 giugno 2004 in occasione della Quarta Conferenza Ministeriale su Ambiente e Salute]

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