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Vas, Via, Aia: la nuova legge della Provincia Autonoma di Bolzano

Semplificazione dell'iter autorizzativo, anche con procedure cumulative

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La legge provinciale di Bolzano n. 17 del 13 ottobre 2017 Valutazione ambientale per piani, programmi e progetti (Supplemento Bur Trentino Alto Adige n. 3 del 17 ottobre 2017), regola tutte le procedure di autorizzazione per cui è prevista una valutazione trasversale dei piani o dei progetti e anche un coinvolgimento pubblico e delle autorità con competenze ambientali.
La norma recepisce le nuove direttive dell’Unione europea e le disposizioni nazionali in materia, con le finalità di semplificare le procedure di approvazione, fornire una maggiore chiarezza giuridica per le imprese e più trasparenza per i cittadini.

Comitato ambientale e gruppo di lavoro
Per semplificare e velocizzare le procedure, è istituito il Comitato ambientale, organo tecnico consultivo della giunta provinciale per la valutazione dei piani e programmi da sottoporre a valutazione ambientale strategica (Vas) e dei progetti da sottoporre a Via; il Comitato è organo decisorio per i ricorsi nei casi previsti dalla normativa provinciale.
Il Gruppo di lavoro in materia ambientale si esprime sulla completezza e sull’adeguatezza della documentazione per la Vas e la Via, redige la relazione istruttoria di merito sui piani e programmi soggetti a Vas e sui progetti soggetti a Via ed esegue i conseguenti collaudi tecnico-ambientali.

Conferenza dei servizi
La Conferenza di servizi in materia ambientale esprime pareri e rilascia autorizzazioni ambientali nelle seguenti materie:
a) tutela delle acque;
b) tutela dall’inquinamento atmosferico e acustico;
c) gestione dei rifiuti e tutela del suolo;
d) tutela della natura e del paesaggio;
e) tutela degli ambienti acquatici;
f) gestione delle risorse idriche;
g) vincoli idrogeologici forestali.

Valutazione ambientale strategica
Sono sottoposti a Vas tutti i piani e programmi elaborati per i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, per la valutazione e la gestione dell’aria ambiente, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli, e quelli per i quali è necessaria una valutazione d’incidenza relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.
La Provincia è competente per la verifica di assoggettabilità a Vas e per la Vas degli strumenti di pianificazione provinciale. I Comuni sono competenti per la verifica di assoggettabilità a Vas e per la Vas degli strumenti di pianificazione comunale e sovracomunale in base alle procedure previste dalla normativa urbanistica provinciale.
Il Comitato ambientale, entro 90 giorni dalla trasmissione all’Agenzia della documentazione, emette il provvedimento di verifica, assoggettando o escludendo il piano o il programma dalla Vas e, se del caso, definendo le necessarie prescrizioni.

Rapporto ambientale
Nella fase preliminare della Vas per piani o programmi di competenza della Provincia, l’autorità procedente o il proponente redige il rapporto ambientale, in cui sono individuati, descritti e valutati gli impatti significativi che l’attuazione del piano o del programma proposto potrebbe avere sull’ambiente, nonché le ragionevoli alternative da adottare in considerazione degli obiettivi e dell’ambito territoriale del piano o del programma stesso.
Il Comitato ambientale, entro 90 giorni dall’ultimo giorno utile previsto per la presentazione delle osservazioni del pubblico, esprime un parere motivato sul prevedibile impatto ambientale del piano o programma, tenendo conto della relazione istruttoria del Gruppo di lavoro e delle osservazioni presentate.

Valutazione di impatto ambientale (Via) per progetti
Il proponente trasmette all’Agenzia il progetto, lo studio di impatto ambientale e la sintesi non tecnica, l’elenco delle autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, dei pareri e nulla osta nonché degli assensi comunque denominati, già acquisiti o da acquisire da parte del proponente ai fini della realizzazione e dell’esercizio dell’opera o dell’intervento.

Lo studio di impatto ambientale deve contenere:
a) una descrizione del progetto con informazioni relative alla sua ubicazione, alle sue caratteristiche e dimensioni;
b) una descrizione delle misure previste per evitare, ridurre e, per quanto possibile, compensare significativi impatti negativi;
c) i dati necessari per individuare e valutare i principali impatti che il progetto può avere sull’ambiente e sul patrimonio culturale;
d) una descrizione sommaria delle soluzioni alternative prese in esame dal proponente, con indicazione dei principali criteri di scelta sotto il profilo dell’impatto ambientale;
e) una descrizione delle misure previste per il monitoraggio;
f) una sintesi non tecnica delle informazioni di cui alle lettere da a) a e), redatta in lingua italiana e tedesca.

Il Gruppo di lavoro redige la relazione istruttoria di merito e si esprime sulla completezza e sull’adeguatezza della documentazione nonché sulle osservazioni presentate o espresse nell’inchiesta pubblica. Entro il termine di 120 giorni dalla data della pubblicazione, il Comitato ambientale esamina il progetto e il relativo studio di impatto ambientale ed emette un parere motivato sul suo prevedibile impatto ambientale, tenendo conto delle valutazioni del Gruppo di lavoro e delle osservazioni presentate o espresse nell’inchiesta pubblica.
La Giunta provinciale si pronuncia sulla compatibilità ambientale del progetto entro 150 giorni dalla pubblicazione, tenendo conto del parere del Comitato ambientale, delle osservazioni presentate o espresse nell’inchiesta pubblica.

Autorizzazione integrata ambientale
L’autorizzazione integrata ambientale trova applicazione soprattutto nelle grandi aziende industriali e prevede il rilascio di un‘unica autorizzazione ambientale per:
a) emissioni in atmosfera, fermi restando i profili concernenti aspetti sanitari;
b) scarico;
c) per impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti, compresi l’autosmaltimento e il recupero dei propri rifiuti, nonché lo smaltimento degli apparecchi contenenti Pcb-Pct;
d) utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura.

I valori limite di emissione, i parametri e le misure tecniche equivalenti fanno riferimento all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, senza l’obbligo di utilizzare una tecnica o una tecnologia specifica, tenendo conto delle caratteristiche tecniche dell’impianto in questione, della sua ubicazione geografica e delle condizioni locali dell’ambiente.
Nel caso di progetti soggetti a Via relativi a installazioni soggette ad Aia si applica la procedura di Via. L’Agenzia rilascia l’Aia conformemente alla decisione sulla Via, entro 30 giorni dalla decisione sulla Via.

Procedura cumulativa di autorizzazione
Per i progetti esentati dalle procedure di Via e di Aia, ma soggetti a più di due approvazioni, autorizzazioni o pareri, o altri atti di assenso comunque denominati, da parte dell’amministrazione provinciale si applica la procedura di approvazione cumulativa. Se il progetto è soggetto a permesso di costruire, esso va inoltrato dai Comuni corredato del parere della commissione edilizia.

Entro 45 giorni dal ricevimento della documentazione gli uffici competenti esaminano il progetto. La Conferenza di servizi si pronuncia con un parere vincolante entro i successivi 30 giorni, e l’Agenzia lo trasmette alla struttura richiedente. Tale parere sostituisce a tutti gli effetti ogni altra approvazione, autorizzazione, parere o altri atti di assenso, comunque denominati, sul progetto.

Sanzioni
In caso di inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie o di esercizio in assenza di autorizzazione, per installazioni soggette ad Aia, l’Agenzia procede, secondo la gravità delle infrazioni, nei seguenti modi:
a) alla diffida, assegnando un termine entro il quale devono essere eliminate le inosservanze, nonché un termine entro cui, fermi restando gli obblighi del gestore in materia di autonoma adozione di misure di salvaguardia, devono essere applicate tutte le appropriate misure provvisorie o complementari;
b) alla diffida e contestuale sospensione dell’autorizzazione per un tempo determinato, ove si manifestino situazioni di immediato pericolo o un danno per l’ambiente o per la salute umana, o in caso di reiterate violazioni;
c) alla revoca dell’autorizzazione e alla chiusura dell’installazione, su parere della Conferenza di servizi, in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazioni di pericolo o di danno per l’ambiente;
d) alla chiusura dell’installazione, nel caso di esercizio in assenza di autorizzazione.

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