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Viadotto Palermo-Catania: la relazione tecnica sulla frana del 2005

Nei giorni scorsi un movimento franoso ha causato la chiusura di due viadotti sulla Palermo-Catania. Ma l'area era stata oggetto di una relazione tecnica dieci anni fa: ecco cosa avevano rilevato i tecnici

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Il 15 aprile 2015, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha effettuato il sopralluogo ai due viadotti siciliani inagibili Himera e Scorciavacche, formalizzando l’istituzione di una commissione di indagine amministrativa sul disastro più recente, quello della A19 Palermo-Catania.

 

Area della frana del 2015

 

L’intenzione è quella di un monitoraggio costante della situazione, che contempla tra le possibili soluzioni di intervento la costruzione di una bretella.

Dalla cronaca si apprende che la risposta del viadotto Imera al contesto territoriale, nello specifico dell’ambito idrogeologico, era già stato messo sotto la lente di ingrandimento per movimenti franosi che avevano interessato l’area.

Già in passato quell’area era stata sede di un evento franoso, studiato e approfondito in un report redatto per conto della Regione Sicilia – Assessorato Industria – Corpo Regionale delle Miniere – Servizio Geologico e Geofisico, a firma del Dr. Geol. Daniela Alario, Dr. Geol. Ambrogio Alfieri e Dr. Geol. Giovanni Bafumo.

 

 

Viadotto Imera – S.P. n.24 – A19

 

Il contesto in cui si era verificata la frana, località Favara adiacente all’autostrada Palermo-Catania, è il seguente:

  • l’area corrisponde alla ‘tavoletta 259 I SE Scillato I.G.M. in scala 1:25.000 e nella sezione 609160 della C.T.R. in scala 1:10.000‘;

 

Punti di presa fotografica del dissesto individuati sulla carta tecnica.

 

  • corrisponde a una morfologia collinare i cui versanti sono prevalentemente ricadenti in terreni di natura argillosa e su cui si dirama un reticolo idrografico costituito da piccoli valloni che confluiscono nel fiume Grande;
  • i litotipi che affiorano ‘appartengono alla formazione denominata Flysch Numidico, di età Oligocene- Miocene inferiore, costituita da facies pelitiche con peliti di colore bruno talora manganesifere cui si alternano livelli di siltiti‘.

 

Descrizione del fenomeno franoso

Il fattore scatenante sembrava rappresentato dalle abbondanti e intense piogge che hanno interessato il territorio siciliano nei primi dieci giorni di aprile; la frana, dai tecnici, è stata classificata come frana attiva in stadio avanzato (lo studio geomorfologico ha infatti riscontrato che il cinematismo è una riattivazione dell’accumulo di un antico corpo franoso che si è rimesso in movimento), corrispondente a un cinematismo ascrivibile ad uno scivolamento rotazionale con stile multiplo, il che ha provocato un ampliamento della superficie di rottura. Il corpo franoso aveva dimensioni ragguardevoli e le seguenti caratteristiche:

  • una lunghezza di circa 200 m;
  • una larghezza di circa 250 m;
  • la quota della corona di 270 m s.l.m.;
  • la quota dell’unghia di 230 m s.l.m;
  • il piede della frana si trovava in corrispondenza del fiume Imera, che scorre al di sotto del cavalcavia autostradale;
  • la scarpata principale aveva un’altezza media di circa 2 metri; nel margine nord (sinistra idrografica) della frana, raggiunge i 5 metri circa‘. Inoltre, era composto da scarpate cosiddette secondarie, dove le più evidenti si trovano in corrispondenza della sede stradale prima del tornante e superiormente ed esternamente alla scarpata principale, e da contropendenze, sedi di ristagni d’acqua in corrispondenza della scarpata principale e della strada;
  • la zona di accumulo era interessata da fratture trasversali e radiali.

 

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I danni

I danni riscontrati, a seguito della frana, sono stati molteplici e abbastanza ingenti, in particolare hanno coinvolto:

  • la sede della strada provinciale N. 24 che collega Scillato a Caltavuturo ha subito un abbassamento differenziale il cui picco è pari a 5 m e si trova in corrispondenza del tornate prossimo all’abitazione, in altri punti sono stati registrati spostamenti di 1 – 2 m. Sono stati inoltre riscontrati altre forme di cinematismi riconducibili ad avvallamenti, fratture e fessure il cui ordine di grandezza varia dal centimetro al metro. Il muro di controripa ha subito una rotazione al piede di circa 30°, mentre quelli di ripa risultano fratturati in più punti;

 

Visione generale della frana

 

 

 

Fratture trasversali e rigonfiamenti alla base del versante.

 

  • un’abitazione ubicata nel settore nord ovest della frana che ha subito una traslazione di un paio di metri verso valle, un abbassamento di 3 m circa e una rotazione di 15°; inoltre alla base della scarpata posta dietro e accanto alla casa si è rilevato un alto grado di saturazione idrica nel terreno che ha dato origine ad un’attività di ruscellamento superficiale;
  • sulla briglia a valle si è registrata, sul fianco sinistro, una frattura avente un’ampiezza di circa mezzo metro.

 

 

 

Traslazione del muro di controripa posto a valle delle sede stradale (fonte: Regione Sicilia)

 

 

 

Abbassamento della sede stradale, fratture avvallamenti e lesioni

 

 

 Scarica la relazione tecnica sulla frana sulla Strada provinciale 24

 

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