Appalti di ingegneria e architettura: continua la discesa | Ingegneri.info

Appalti di ingegneria e architettura: continua la discesa

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Prosegue anche in ottobre, solitamente mese di recupero del mercato dopo la pausa estiva, il crollo del mercato pubblico di servizi di ingegneria e architettura. Rispetto al solo mese di ottobre 2009 si sono persi oltre 65 milioni di euro con un calo del 67,3% (-74,5% sopra soglia e -23,4% sotto soglia).

Secondo i dati forniti dall’osservatorio Oice-Informatel, aggiornati al 31 ottobre, le gare rilevate nell’ultimo mese sono state 310 – di cui soltanto 26 sopra soglia – per un importo complessivo di 32,2 milioni di euro – 21,5 sopra soglia -. Il confronto con ottobre 2009 vede salire il numero delle gare pubblicate del 21,7% – con un calo del 31,6% sopra soglia e una crescita dell’11,4% sotto soglia -.

Nei primi dieci mesi del 2010 sono state pubblicate 3.152 gare, il numero più basso degli ultimi 10 anni, con un importo totale di 519,8 milioni di euro. Rispetto agli stessi mesi del 2009 il numero delle gare scende del 6,1% (-27,7% sopra soglia) e il loro valore del 14,5% (-15,4% sopra soglia).

Continuano a crescere i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: in base ai dati raccolti in ottobre, il ribasso medio sul prezzo a base d’asta per le gare indette nel 2010 si attesta al 38,5%, contro il 38,1% per le gare indette nel 2009. Tale valore raggiunge il 56% nell’aggiudicazione della gara pubblicata dalla Provincia di Monza e Brianza per l’incarico di direzione dei lavori e coordinamento sicurezza per la realizzazione della nuova sede dell’Itas Castiglioni di Limbiate, con un importo a base d’asta di 174.869 euro.

La stasi della Pubblica amministrazione, centrale e periferica, è confermata dal confronto con i dati dei primi 10 mesi del 2010 con quelli dell’analogo periodo del 2009. Tutte le amministrazioni risultano in forte calo: aziende sanitarie e ospedaliere (-21,1% in numero e -63,5% in valore), provinciali (-19,8% in numero e -1,0% in valore), regionali (-25,7% in numero e -44,3% in valore), comunali (-1,1% in numero e -26,0% in valore), consorzi di comuni e comunità montane (-24,3% in numero e -27,5% in valore), amministrazioni centrali dello Stato (-45,9% in numero e -8,7% in valore).

In controtendenza le società concessionarie e i privati sovvenzionati (+12,8% in numero e -0,4% in valore); positive, ma per quote di mercato marginali, anche ex Iacp, Università e enti di ricerca.

Il numero delle gare italiane pubblicate sulla Gazzetta comunitaria, passato dalle 442 unità del gennaio-ottobre 2009 alle 327 del 2010, mostra un -27,7%. Anche negli altri Paesi europei la tendenza è recessiva, ma nell’insieme la flessione (-15,4%) risulta meno accentuata di quella italiana. Sempre nei primi dieci mesi, l’incidenza del nostro Paese continua ad attestarsi su un modesto 2,9% contro il 43,7% della Francia e l’11% della Germania, seguite da Spagna (6,9%), Polonia (5,9%), Gran Bretagna (3,9%).

In calo anche il valore della domanda indiretta, che si esprime con le gare per l’affidamento congiunto di lavori e servizi di ingegneria: nei primi 10 mesi dell’anno sono state pubblicate 1.378 gare per un importo accertato di 12.563,8 milioni di euro: rispetto al 2009 si registra un incremento del 43,8% in numero, ma una flessione del 32,6% in valore.

“I pessimi dati di ottobre confermano le gravi preoccupazioni espresse nei mesi scorsi – ha dichiarato il presidente Oice Braccio Oddi Baglioni – e non possiamo più accettare promesse e parole, ma esigere fatti concreti, azioni dirette a snellire le procedure burocratiche, a velocizzare i pagamenti, a rivedere regole che penalizzano la qualità e l’efficienza. Per questo siamo anche noi schierati con lo stato di agitazione proclamato da tutta la filiera delle costruzioni rappresentata in Confindustria”.

Risolvere la situazione dei ritardi nei pagamenti, recepire velocemente le norme europee e ricreare un quadro di equilibrio contrattuale, modificare l’approccio di bilancio finalizzato al mero contenimento del debito che ha marginalizzato la spesa per investimenti in infrastrutture pubbliche che poteva rappresentare un ottimo volano per la ripresa. Sono queste le punti fondamentali indicati dal presidente Oice, che auspica anche nuove risorse per realizzare nuove opere ma anche per fronteggiare nuove emergenze ambientali.

di O.O.

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