Appalti pubblici di ingegneria e architettura: valore in crollo a -53,7% | Ingegneri.info

Appalti pubblici di ingegneria e architettura: valore in crollo a -53,7%

wpid-12465_cantiere.jpg
image_pdf

L’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio Oice-Informatel conferma per il mercato della progettazione la tendenza al forte ribasso: per il terzo mese consecutivo infatti il valore messo in gara scende del -53,7% rispetto allo stesso di settembre 2011, mentre il valore della domanda è sceso del -22,4% rispetto allo stesso mese del 2011. Ciò implicherebbe che, in termini assoluti, nel trimestre luglio-settembre 2012 sono sfumati ben 110,0 milioni di euro.

Le gare per servizi di ingegneria e architettura bandite nel mese sono state 223 (di cui solo 15 sopra soglia), per un importo complessivo di 22,8 milioni di euro (12,8 sopra soglia). Rispetto a settembre 2011 il numero delle gare scende del 10,2% (-31,8% sopra soglia e -6,3% sotto soglia) e il loro valore scende, come detto, dell’8,6% (-66,3% sopra soglia e +22,5% sotto soglia).

Fortemente negativo anche il confronto in valore tra i primi nove mesi del 2011 e del 2012: da gennaio a settembre 2012 risultano bandite 2.677 gare (-10,2% nel numero, -36,0% sopra soglia e -6,9% sotto soglia), per un importo complessivo di 347,0 milioni di euro (-22,4% di valore, -28,3% sopra soglia e -4,1% sotto soglia).

Ancora eccessivi i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: secondo i dati raccolti fino a settembre il ribasso medio sul prezzo a base d’asta, per le gare indette nel 2010, è al 41,7%. Le informazioni sulle principali gare indette nel 2011 e già aggiudicate, ci danno un ribasso medio del 39,3%, che raggiunge il 53% nell’aggiudicazione della gara pubblicata dalla provincia di Brescia per la progettazione preliminare e prefattibilità ambientale per l’adeguamento del tratto Berzo Demo Edolo della ss 42, con un importo a base d’asta di 560 mila euro, aggiudicata per 263.071 euro.

Su base geografica si riscontra che il valore messo in gara nei primi 9 mesi del 2012 è aumentato nel Meridione (+7,5%), mentre il resto del Paese è in forte calo: Nord Ovest (-12,9%), Nord-Est (-32,3%), Centro (-41,6%), Isole (-34,3%).

Analizzando la posizione dell’Italia rispetto agli altri Paesi europei, si rileva che il numero delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, è passato dalle 339 del gennaio-settembre 2011 alle 217 dello stesso periodo del 2012: -36,0%. Il calo in Italia è ben più rilevante di quello medio dei Paesi europei: -7,0%. Sempre molto modesta, al 2,0%, la quota del nostro Paese sul numero totale delle gare pubblicate, risultando di gran lunga inferiore rispetto a quella di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 41,6%, Germania 13,9%, Polonia 7,0%, Svezia 4,2%, Gran Bretagna 3,9%, Spagna 2,6%.

Brutte notizie infine anche sul fronte delle gare miste: dopo una crescita che durava da anni, i primi nove mesi del 2012, rispetto allo stesso periodo del 2011, registrano un decremento del valore messo in gara scende del -12,5%. Il risultato va comunque valutato alla luce dell’eccezionale valore messo in gara a settembre 2011: 3.357 milioni di euro, contro i 495 milioni di euro di settembre 2012.

Secondo Luigi Iperti, Vice Presidente Vicario Oice, “il quadro che esce dai dati dell’ultimo trimestre è davvero preoccupante e conferma ciò che emerge anche da altri indicatori economici: la stretta della spesa pubblica rischia di strangolare non solo il nostro settore, ma l’intera economia nazionale”. Iperti ricorda che da molti mesi l’Oice sottolinea l’urgenza di “riprendere gli investimenti produttivi delle Amministrazioni pubbliche”, poiché “il paese ha urgente bisogno di provvedimenti indirizzati alla crescita”. A tal proposito il Vice Presidente plaude al varo del provvedimento, approvato lo scorso giovedì, che ha sbloccato 400 milioni per i pagamenti dell’Anas, rimarcando però che “si tratta di una goccia nel mare drammatico degli inadempimenti delle stazioni appaltanti, che ormai sta costringendo alla chiusura moltissime aziende in crisi di liquidità”. “Sarebbe necessario” – conclude “rendere effettivi gli obblighi comunitari sui ritardati pagamenti e non recepire la direttiva, come sembra sia stato annunciato, rendendola vincolante nei rapporti fra privati e sostanzialmente derogabile da parte dei committenti pubblici. Non credo che sia questa la ratio del legislatore comunitario.”

V.R.

Copyright © - Riproduzione riservata
Appalti pubblici di ingegneria e architettura: valore in crollo a -53,7% Ingegneri.info