Bandi per servizi di ingegneria: ai professionisti il 6,1% degli importi | Ingegneri.info

Bandi per servizi di ingegneria: ai professionisti il 6,1% degli importi

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Il 2013 inizia con segno negativo per i bandi per servizi di ingegneria. Se si confrontano i dati del primo trimestre con lo stesso periodo del 2012, si registra una contrazione delle gare bandite da 952 a 841 (-46,2%), mentre i professionisti sono riusciti ad aggiudicarsi appena il 6,1% degli importi destinati alle gare senza esecuzioni dei lavori, unica tipologia alla quale riescono a partecipare con qualche speranza di successo.

Questi i principali risultati emersi dalla consueta analisi trimestrale dei bandi di gara per l’affidamento dei servizi di ingegneria svolta dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni). Lo studio dimostra come nonostante siano tornate in essere le tariffe professionali, calano i bandi in cui viene indicato chiaramente il riferimento a esse per fissare la somma da porre a base d’asta: il 10,2% contro il 10,7% dell’ultimo trimestre del 2012 e il 12,4% del terzo trimestre.

Allo stesso modo, viene ampiamente disattesa la norma che prevede l’indicazione nei bandi di gara del ribasso massimo consentito: il 7,4% dei bandi senza esecuzione dei lavori aveva, infatti, chiaramente indicato la soglia limite, con valori che vanno dal 9% al 60%. Le gare comunque continuano a essere aggiudicate con ribassi molto consistenti che superano anche l’80%. Il valore medio dei ribassi per i servizi di ingegneria senza esecuzione è pari al 34,3%, mentre quello relativo alle gare in cui è prevista anche l’esecuzione dei lavori è pari al 20,6%. Segno meno anche per quel che concerne il numero di gare bandite senza esecuzione: 512 nel primo trimestre del 2013, contro le 610 del 2012.

Come detto, i più danneggiati risultano i professionisti, che riescono a ricevere l’incarico solo nelle gare più piccole: nel periodo gennaio-marzo 2013 si sono aggiudicati solo il 43,4% delle gare senza esecuzione (appena il 6,1% degli importi). Inoltre, l’importo medio di aggiudicazione nelle gare da loro vinte è a malapena superiore ai 26mila euro, con un ribasso medio del 35,5%, a fronte di valori medi complessivi pari a circa 162mila euro per ciò che concerne l’importo di aggiudicazione e al 34,3% per quanto riguarda il ribasso medio. Dunque, non solo i liberi professionisti incontrano difficoltà ad accedere alle gare di entità maggiore, ma sono anche costretti a offrire ribassi più alti della concorrenza per poter sperare di aggiudicarsi le gare.

Un’ultima nota negativa riguarda l’applicazione scorretta della normativa sui bandi pubblici da parte delle stazioni appaltanti. Spesso, ad esempio, viene disattesa la norma che obbliga le stazioni appaltanti a utilizzare unicamente il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’affidamento degli incarichi di ingegneria e architettura per importi superiori ai 100mila euro. Secondo i dati in possesso del Centro studi, nel trimestre in esame il 7% dei bandi non segue la normativa, indicando come criterio di selezione delle offerte quello del prezzo più basso.

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