Cad, Bim e cloud nel workshop Autodesk alla Biennale di Venezia | Ingegneri.info

Cad, Bim e cloud nel workshop Autodesk alla Biennale di Venezia

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Dal 18 al 20 settembre presso il padiglione americano della Biennale di Architettura 2014 di Venezia si proverà ad offrire un quadro più completo possibile su come l’evoluzione tecnologica stia profondamente influenzando il mondo della progettazione e il lavoro dei progettisti. Queste linee tematiche sono infatti al centro di “Labor Leed – New Design Tools”, l’evento promosso da Autodesk che vedrà alternarsi una serie di figure di rilievo della teoria e della pratica del progetto contemporaneo, dagli esperti della Yale University a quelli della University College London, passando per studi di spicco come Sasaki Associates e gli italiani di Tamassociati.

Ad aprire l’evento il 18 settembre sarà Phil Bernstein, vice presidente Autodesk (Strategic Industry Relations) e membro della facoltà della Yale School of Architecture. L’intervento di Bernstein verterà sul tema “La visione del futuro dell’Aec”, e sarà focalizzato su tre ere tecnologiche degli ultimi 10 anni, passando da rappresentazioni Cad a modelli Bim, fino all’epoca emergente segnata dal cloud e dal mobile computing.

All’evento parteciperanno anche gli invitati a “OfficeUS”, la mostra del padiglione americano che prova a inquadrare l’impatto della pratica architettonica statunitense sulla progettazione e costruzione degli edifici da due punti di vista: da un lato con la presenza di oltre 1.000 progetti realizzati dagli architetti americani dal 1914 ad oggi, dall’altro con uno spazio ufficio dove otto designer internazionali affrontano le più pressanti problematiche del futuro.

“Il lavoro dell’architetto sarà quello di rappresentare gli edifici come sistemi interconnessi – elementi connessi alle comunità sociali, alle infrastrutture delle città, ai sistemi di trasporto”, spiega Bernstein. “Saremo in grado di andare oltre l’ottimizzazione dei singoli componenti e di migliorare le prestazioni con scelte progettuali che andranno nella direzione di sistemi integrati più complessi. Il workshop OfficeUS è un’opportunità unica per un gruppo di esperti interdisciplinari per immaginare e esplorare i percorsi e l’impatto derivanti da queste nuove funzionalità”.

Il 19 settembre in programma un panel ricco di ospiti internazionali, impegnati nella ricerca di risposte a una serie di quesiti sul lavoro dell’architetto nell’era digitale: le aspirazioni sociali, economiche, architetturali e tecnologiche possono essere codificate in indici e processi per la progettazione? I sistemi misurabili per la progettazione possono migliorare la sostenibilità della società e la situazione delle persone che creano, utilizzano e mantengono l’ambiente fisico? In che modo questi cambiamenti influenzano il lavoro dell’architetto?

Tra i partecipanti al panel, Patrick MacLeamy di Hok, Mario Carpo dell’University College London; Steve Brittan di Sasaki Associates; Sierra Bainbridge di Mass Design Group; Raul Pantaleo di Tamassociati; Peggy Deamer della Yale University e Mario Giaccone dell’Università di Torino.

Chiuderà la tre giorni una discussione che punterà a identificare gli strumenti e le norme necessarie per il lavoro dell’architetto nell’era digitale e i percorsi e gli approcci per il futuro.

Per informazioni, visita il sito.

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