Certificazione energetica degli edifici: ingegneri professionisti esclusi? | Ingegneri.info

Certificazione energetica degli edifici: ingegneri professionisti esclusi?

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Il Consiglio nazionale degli ingegneri ha inviato una richiesta urgente di parere e intervento al ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, al ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Andrea Orlando, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, avente ad oggetto “Dpr 16 aprile 2013 n. 75 – Regolamento recante disciplina dei criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti e degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici – requisiti dei soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici – mancata previsione di una disciplina transitoria . Ingegneri vecchio ordinamento – problemi applicativi – richiesta urgente di parere ed intervento”.

In relazione al quadro normativo di riferimento, il Consiglio segnala, in primo luogo, l’assenza di una disposizione transitoria, all’interno del Dpr n. 75/2013, rivolta esplicitamente a disciplinare e salvaguardare le competenze acquisite dai professionisti operanti nel settore.

A ciò si aggiunge l’utilizzo di una tecnica legislativa non chiarissima, che non consente di individuare agevolmente quali siano i requisiti e i titoli di studio che consentono di svolgere l’attività in questione, fermo restando che “i tecnici abilitati devono rispondere almeno a uno dei requisiti di cui ai commi 3 e 4 del presente articolo”.

Anche l’utilizzo di due espressioni identiche, nell’incipit dei commi 3 e 4 dell’ art. 2 (“un tecnico abilitato di cui alla lettera b) del comma 2, deve essere in possesso di uno dei titoli…”) – a cui però fa seguito una differente parte finale, richiedendo il comma 3 l’iscrizione ai relativo Ordini e Collegi professionali, “ove esistenti” e l’abilitazione “all’esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici e impianti asserviti agli edifici stessi, nell’ambito delle specifiche competenze a esso attribuite dalla legislazione vigente.

Il tecnico abilitato opera quindi all’interno delle proprie competenze”, mentre il comma 4 non parla di necessaria iscrizione all’albo, ma aggiunge l’obbligo di “un attestato di frequenza, con superamento dell’esame finale, relativo a specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici, di cui al comma 5.  Il soggetto in possesso di detti requisiti è tecnico abilitato esclusivamente in materia di certificazione energetica degli edifici” – non contribuisce certo ad agevolare la comprensione del corretto significato delle nuove disposizioni.

La mancata previsione della necessaria iscrizione all’albo, per le attività di cui al comma 4, quindi, determinerebbe la paradossale situazione per cui un Ingegnere, abilitato grazie al superamento dell’esame di Stato e iscritto all’albo, ma il cui titolo di studio non rientra tra quelli compresi nei decreti ministeriali citati, non è legittimato alla certificazione energetica, mentre un semplice laureato in Ingegneria (non abilitato e non iscritto all’albo), sarebbe considerato competente certificazione energetica degli edifici, per il solo fatto del superamento di un corso formativo.

In altri termini: ai redattori del decreto sembra essere sfuggito che – per quanto riguarda gli Ingegneri – le competenze professionali sono oggi dettate dal Dpr 5 giugno 2001 n.328, che ha provveduto a ripartire l’albo professionale nelle due sezioni (sezione A e sezione B) e ciascuna sezione nei tre settori: a) civile e ambientale; b) industriale; c) dell’informazione.  Il medesimo Dpr ha espressamente stabilito che gli attuali appartenenti all’Ordine degli Ingegneri vengono iscritti nella sezione A, nonché nel settore, o nei settori, per il quale ciascuno di essi dichiara di optare (art. 49 DPR 328).

Da ciò deriva che il professionista (in possesso di laurea vecchio ordinamento) già iscritto all’albo degli Ingegneri è abilitato (con l’iscrizione a tutti e 3 i settori della sezione A dell’albo) a svolgere tutte le attività proprie della professione di Ingegnere, senza necessità di frequentare e superare ulteriori corsi od esami.

Questo perché sono appannaggio della professione di Ingegnere, iscritto ai tre settori della sezione A dell’albo, “il progetto, la condotta e la stima dei lavori per estrarre, trasformare ed utilizzare i materiali direttamente od indirettamente occorrenti per le costruzioni e per le industrie, dei lavori relativi alle vie ed ai mezzi di trasporto, di deflusso e di comunicazione, alle costruzioni di ogni specie, alle macchine ed agli impianti industriali, nonché in generale alle applicazioni della fisica, i rilievi geometrici e le operazioni di estimo” (art.51 RD n. 2537/1925), oltre alla “pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo, la gestione, la valutazione di impatto ambientale di opere edili e strutture, infrastrutture, territoriali e di trasporto, di opere per la difesa del suolo e per il disinquinamento e la depurazione, di opere geotecniche, di sistemi e impianti civili e per l’ambiente e il territorio (art. 46, comma 1, letto a), DPR 328/2001) e alla “pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo, la gestione, la valutazione di impatto ambientale di macchine, impianti industriali, di impianti per la produzione, trasformazione e la distribuzione dell’energia, di sistemi e processi industriali e tecnologici, di apparati e di strumentazioni per la diagnostica e per la terapia medico-chirurgicd’ (art.46, comma 1, letto b), DPR 328/2001).

Alla luce dell’estensione e dell’ampiezza di tali previsioni normative, è di palese evidenza che (perlomeno) il laureato vecchio ordinamento, abilitato ed iscritto ai tre settori dell’albo degli Ingegneri, possiede già tutte le competenze necessarie per redigere la certificazione energetica degli edifici, senza l’onere di dover sostenere alcun corsoi esame aggiuntivo.

Ad avviso del Consiglio nazionale, pertanto, la disposizione di cui al comma 4 dell’art.2 del DPR 75, laddove afferma che il tecnico abilitato ai sensi della lettera b) del comma 2 deve essere in possesso di uno dei titoli indicati “e di un attestato di frequenza, con superamento dell’esame finale, relativo a specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici” può avere un senso e valere unicamente se riferita a coloro che si troveranno ad operare a partire dall’entrata in vigore del DPR 16 aprile 2013 n.75, facendo salva l’attività dei tecnici già operanti nel settore (anche appartenenti ad altre professioni aventi competenza in materia).

Questa lettura pare indubitabile anche per impedire – in caso contrario – la paralisi dell’attività delle aziende e delle imprese del settore, in attesa che i propri tecnici si procurino l’attestato, oltre che della attivazione dei corsi da parte delle Regioni, per quanto di spettanza.

Una diversa soluzione, inoltre, apparirebbe disconoscere e non tutelare le competenze professionali degli Ingegneri iscritti all’albo, che hanno optato per tutti e 3 i settori della sezione A, determinando un vulnus privo di ragionevole giustificazione. Irragionevole, poi, sarebbe precludere l’attività di attestazione in questione a tutti coloro che già operavano nel settore, redigendo da anni la certificazione energetica degli edifici.

Una soluzione di questo tipo (ovvero l’impossibilità per i tecnici con esperienza nel settore di operare, essendo “sospesi” fino al loro adeguamento alla nuova disciplina), inoltre, a parere dello scrivente, per la sua rilevanza e gravità, non poteva non essere esplicitamente prevista. Non sfugge comunque al Consiglio Nazionale che l’ambiguità del testo normativo stia ingenerando confusione e interpretazioni contrastanti tra le istituzioni chiamate a farne applicazione e itecnici, che si vedono per l’ennesima volta costretti a fare ricorso a circolari esplicative e richieste di pareri legali, a tutto danno del principio irrinunciabile della certezza del diritto.

Così, ad es., la Regione Siciliana – Assessorato all’Energia, pubblica sul proprio sito Internet quanto segue: “In attuazione della normativa sulla prestazione energetica nell’edilizia e sull’accreditamento dei tecnici abilitati al rilascio della certificazione energetica degli edifici, di seguito si riportano le principali novità introdotte dal D.P.R. 75/2013 e dal D.L. 63/2013: 10/07/2013 Ai sensi di quanto previsto dall’art. 2 del D.P.R. 75 del 16.04.2013, in vigore dal prossimo 12/07/2013, si porta a conoscenza dell’utenza che sono da ritenersi tecnici abilitati, ai fini della certificazione energetica, esclusivamente i professionisti previsti dall’art.2 comma 2 letto b). Pertanto, i tecnici inseriti nell’elenco dei soggetti certificatori della Regione Siciliana che non dovessero rientrare nella suddetta casistica, sono da ritenersi temporaneamente sospesi fino all’adeguamento previsto dal comma 4 dello stesso art. 2”.

Mentre, – sulla stessa linea di quanto sin qui esposto – si sono poste le rappresentanze istituzionali di altre professioni tecniche. Bisogna inoltre rammentare che la giurisprudenza – non si sa quanto tenuta in conto dai redattori del decreto – ha definitivamente stabilito che “da tale disciplina si desume che il professionista libero od associato] iscritto al relativo Ordine (nel caso di specie l’Ingegnere)] per il semplice fatto di essere iscritto può e deve essere considerato] in base alla legislazione statale vigente] tecnico abilitato ai fini dell’attività di certificazione energetica] e quindi riconosciuto come soggetto certificatore”, mentre corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici con superamento di un apposito esamefinale sono appannaggio e onere soltanto per gli “altri soggetti”, non iscritti ad alcun Ordine o Collegio (sentenza Tar Puglia, Bari, 11/06/2010 n.2426, su cui v. la circolare CNI 28/07/2010 n.356, allegata).

Ne deriva che – sulla base dell’Allegato III al decreto legislativo 30 maggio 2008 n.115 – non è possibile obbligare gli Ingegneri iscritti all’albo a frequentare specifici corsi di formazione e a superare un esame finale per essere considerati abilitati a redigere la certificazione energetica degli edifici.

Ma allora appare di tutta evidenza che i professionisti, laureati del vecchio ordinamento, iscritti ai tre settori della sezione A dell’albo degli Ingegneri, nonché quelli del nuovo ordinamento, iscritti al settore a) civile e ambientale e b), industriale, delle sezioni A e B dell’albo, posseggono già in via diretta le competenze necessarie per la redazione dell’attestato di certificazione energetica.

Il contenuto è tratto dal Quotidiano Ipsoa. Per attivare l’abbonamento prova di un mese clicca qui.

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