Christos Tokamanis, "l'uomo delle nanotecnologie" , a Venezia | Ingegneri.info

Christos Tokamanis, “l’uomo delle nanotecnologie” , a Venezia

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È partita a Venezia Mestre, il 27 novembre, la tre giorni di conferenze, workshop, poster, exhibitor e start-up per parlare di nanotecnologie, in primis, ma anche di innovazione, tecnologie abilitanti, scienza, sviluppo competitivo. Il programma fittissimo è stato inaugurato dalle letture introduttive di tre figure chiave per l’innovazione a livello europeo: i due direttori delle flagship europee: Jari Kinaret, Graphene Flagship, Karlheinz Meier, Human Brain Project, e – anche quest’anno ospite d’eccezione di NanotechItaly – Christos Tokamanis, l’uomo delle nanotecnologie in Europa.

Trasformare i prodotti della ricerca in innovazione, accrescere la capacità manifatturiera e industriale nazionale e europea, supportare le start-up e le piccole e medie imprese sono gli obiettivi prioritari di Horizon 2020. Obiettivi realizzabili attraverso gli importanti finanziamenti messi in campo dall’Europa e le Key enabling technolgies (Ket), tra cui le nanotecnologie. Ai finanziamenti di Horizon 2020 – per 70,2 milioni di euro – si aggiungeranno i fondi strutturali – per 322 milioni – dei paesi membri e delle regioni.

Tokamanis, a capo dell’Unità nanotecnologie e Nanoscienze, Dg Ricerca e Innovazionedella Commissione Europea, ha risposto a alcune domande.

In che cosa si differenzia Horizon 2020 rispetto ai precedenti programmi quadro europei?

Horizon 2020 è nuovo sotto vari aspetti: innanzitutto, il programma dà soluzioni a problemi reali della società, dalla salute ai cambiamenti climatici. In secondo luogo, collega scienza, tecnologia e innovazione e impatto sociale, attraverso una struttura strategica con priorità chiare. In terzo luogo, supporta temi etici e sociali per coinvolgere la società nel dibattito sul tema dell’innovazione. Il sostegno è diretto anche verso le Pmi, soprattutto in ambito manifatturiero, sia in termini di tecnologia che di aiuti finanziari. Infine, il programma ha semplificato le modalità di finanziamento, rispetto ai programmi precedenti.

L’Italia è il secondo Paese manifatturiero in Europa. In che modo le Ket possono – se possono – riportare la produzione all’interno dei confini comunitari?

Le Ket sono lo strumento che riporterà la produzione all’interno dei confine dell’UE, perché aiuteranno  le imprese, soprattutto quelle medio-piccole, a attraversare più rapidamente la cosiddetta “valley of death”, traghettando la ricerca verso il successo commerciale. L’Europa ha brevetti e conoscenze scientifiche: questo porterà immancabilmente al successo di mercato.

In che modo le aziende italiane, che sono prevalentemente Pmi, possono sfruttare gli strumenti dell’Europa?

Proprio grazie alle Ket. Le piccole e medie aziende italiane, che sono soprattutto manifatturiere, troveranno nelle tecnologie abilitanti – in particolar modo nei loro caratteri di integrazione e interdipendenza – nuove idee per avere rapidamente accesso al mercato.

Renato Ugo, presidente di Airi, Associazione italiana per la ricerca industriale, nel suo intervento ha sottolineato: «Per l’ennesima volta l’assenza dei rappresentanti del mondo politico dimostra, al di là dei comportamenti di facciata, il distacco del Palazzo dal mondo della  produzione e dell’innovazione tecnologica. Si tratta di un atteggiamento miope –  ha continuato Ugo – che non tiene conto del fatto che un Paese senza ricerca non può pensare di imboccare la strada della ripresa economica».

Nicola Trevisan, direttore generale di Veneto Nanotech, ha specificato: “L’Italia è il secondo Paese manifatturiero in Europa. Una forte attività di ricerca nel settore nanotecnologico è fondamentale per aiutare la competitività delle imprese italiane, e un evento come NanotechItaly 2013 contribuisce a diffondere know-how e favorire networking ad alto livello”.

Durante la mattinata è stato consegnato a Francesco Rossella il premio Nest per la Neuroscienza 2012. Finanziato da Rivoira, è dedicato ai giovani ricercatori italiani che abbiano compiuto la propria ricerca interamente in Italia. La ricerca di Rossella ha dimostrato che singoli nanotubi di carbonio contenenti cobalto producono un gradiente termico di circa 100° se illuminati da luce laser. Una delle possibili applicazioni in nanomedicina, con il drug delivery. Veneto Nanotech e Fondazione Bruno Kessler hanno poi firmato un accordo di collaborazione scientifica che permetterà ai due enti di svolgere ricerche congiunte, sfruttando le rispettive eccellenze e peculiarità.

 

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