Come riqualificare l'Italia? La proposta del Wwf | Ingegneri.info

Come riqualificare l’Italia? La proposta del Wwf

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In occasione del convegno “Riutilizziamo l’Italia”, che si è concluso sabato a Roma presso il Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre, il Wwf ha messo a disposizione dei gruppi parlamentari e del governo, e presentato ai cittadini, una proposta di legge organica per contenere il consumo del suolo e riqualificare l’Italia.

La Penisola è ancora oggi un Paese a rischio: dal 1948 ad oggi il territorio è stato ‘ferito’ con 4,5 milioni di abusi edilizi – 75mila l’anno, 207 al giorno -, favoriti dai tre condoni che si sono succeduti negli ultimi 16 anni (nel 1985, nel 1994 e nel 2003).

Nella proposta di legge, elaborata dall’Ufficio legislativo del Wwf e sottoposta al ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, sono presenti i seguenti punti:

1. si sancisce il principio di garantire la funzione ecologica del suolo e si consente l’urbanizzazione di nuovo suolo nel caso in cui non esistano alternative quali la sostituzione o la riorganizzazione degli insediamenti;

2. si definiscono i principi di utilizzo programmato e di utilizzo contenuto del suolo attraverso interventi di riqualificazione e riutilizzazione del patrimonio esistente (in primis quello pubblico);

3. si istituisce un Registro nazionale del suolo, in cui confluiscano anche i dati locali sul consumo del suolo, e un Bilancio dell’uso del suolo redatto dagli Enti locali;
4. si propongono tre diversi strumenti di fiscalità urbanistica per incentivare la rigenerazione urbana e disincentivare il consumo del suolo attraverso: a) l’introduzione di un nuovo contributo che renda più gravoso il consumo di nuovo suolo, b) la rimodulazione del contributo di costruzione esistente, prevedendo una riduzione o una esenzione nel caso si proceda ad interventi di riqualificazione, riutilizzazione e ricostruzione urbanistica; c) l’incentivo al riuso attraverso gravami fiscali selettivi per chi possiede immobili che non siano utilizzati o siano rimasti incompiuti per 5 anni.

“E’ inconcepibile – affermano dal Wwf – che, come conferma la ricerca coordinata dall’Università dell’Aquila, l’urbanizzazione pro capite dagli anni ’50 al 2000 sia quasi triplicata, dai 120 mq/ab del 1950 ai 380 mq/ab dopo il 2000. “Dobbiamo arginare l’ulteriore frammentazione e distruzione della continuità ecologica del territorio, minacciata dalla dispersione urbana e da scelte infrastrutturali e produttive spesso dissennate – ha sottolineato il presidente onorario del Wwf Italia, Fulco Pratesi – e, quindi, porre un freno al consumo di suolo, risorsa anch’essa non rinnovabile. Chiediamo al Parlamento, dove sono state presentate diverse proposte di legge sul consumo del suolo, e al Governo di raccordarsi su questo tema in modo che il nostro Paese si doti finalmente al più presto di una normativa innovativa e avanzata per riqualificare le nostre città e il nostro territorio”.

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