Con il ritiro del Salva Roma, 'paralisi' degli appalti pubblici? | Ingegneri.info

Con il ritiro del Salva Roma, ‘paralisi’ degli appalti pubblici?

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Il governo Renzi, prendendo atto dell’ostruzionismo parlamentare di Movimento 5 Stelle e Lega, ha ritirato il decreto legge 151/2013, il cosiddetto Decreto Salva Roma, che non verrà quindi nè discusso né votato. Il termine ultimo per la conversione in legge era i il 28 febbraio e verrà redatto al più presto un nuovo decreto.

Anie Confindustria denuncia preoccupazione per la decisione presa dal neo-insediato governo Renzi per gli effetti che ciò potrà avere sul sistema complesso degli appalti pubblici. Il decreto conteneva, tra le diverse disposizioni, anche un norma vitale per il settore degli appalti che imponeva al Governo di riscrivere nel suo complesso la disciplina della qualificazione dei lavori pubblici, entro il termine del 30 giugno 2014, consentendo l’applicazione delle previsioni degli articoli 107 e 109 del Codice degli Appalti: ovvero le norme che consentono di affidare le lavorazioni specialistiche alle imprese con la specifica qualificazione tecnica.

La mancata conversione del dl 151/2013 crea ora una situazione grave e fortemente critica che avrà come conseguenza la completa “paralisi” del mercato degli appalti oltre a mettere nuovamente a rischio l’elevata specializzazione e l’eccellenza tecnologica delle imprese del nostro Paese.

“La situazione che si viene a creare con questa prima decisione del Governo Renzi è estremamente negativa per tutte le imprese Anie – afferma Claudio Andrea Gemme, presidente di Anie Confindustria –. La nostra Federazione chiede al ministro Lupi di intervenire subito per trovare una soluzione con un decreto specifico. Il ritorno allo status quo provocherà gravi ripercussioni  sul  mercato delle opere specialistiche e uno stravolgimento degli equilibri del sistema degli appalti pubblici. Occorre quindi che il Governo tuteli in maniera forte la specializzazione delle nostre industrie soprattutto in questo momento così delicato. Le nostre imprese rappresentano l’eccellenza tecnologica del made in Italy, un’eccellenza che deve essere salvaguardata a tutti i costi.”

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