Costa Concordia: alta tecnologia al servizio dei soccorsi | Ingegneri.info

Costa Concordia: alta tecnologia al servizio dei soccorsi

wpid-10873_costaconcordia.jpg
image_pdf

Strumenti sofisticati di ultima generazione sono stati messi in campo da molteplici esperti nel corso degli interventi di emergenza in seguito al naufragio del 13 gennaio 2012 della nave Costa Concordia nel territorio del comune dell’Isola del Giglio.

Per garantire la massima sicurezza di sommozzatori e speleologi durante le operazioni di ricerca dei dispersi e durante l’attuazione dei piani di recupero del carburante e di raccolta dei materiali, si è reso necessario un monitoraggio costante della posizione e degli spostamenti della nave.

Il Dipartimento della Protezione Civile ha dunque attivato centri di competenza e istituti di ricerca per allestire e coordinare un sistema di monitoraggio in tempo reale. Tra le realtà coinvolte nelle operazioni di soccorso, il 18 gennaio scorso il Nucleo Operativo Sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Milano ha richiesto l’intervento di tecnici e strumenti Codevintec.

Viene dunque fornito un sistema sonar di ultimissima generazione – tecnicamente un Sonar Multibeam Reson 7125 – in grado di rilevare con altissima risoluzione tutto ciò che è immerso fino a 500 metri di profondità. Questo strumento è stato associato a laser scanner terrestre Optech ILRIS-HD per il rilievo della parte emersa, in modo tale di fornire un quadro completo della situazione.

I due dispositivi sono stati quindi interfacciati e sincronizzati ai vari sensori di moto, di posizionamento satellitare, alla girobussola e al software di acquisizione PDS2000, presenti sull’imbarcazione Nereide per ricerche strumentali, un gommone cabinato a chiglia rigida in dotazione al Nucleo Sommozzatori del Comando provinciale di Milano dei Vigili del Fuoco.

Essi insieme hanno consentito la creazione di un modello virtuale, geometricamente preciso, di tutta l’area di intervento, fornendo così una sorta di fotografia 3D ad alta risoluzione, come fosse stata scattata in assenza di acqua. Il tutto in tempi rapidissimi: il sistema è stato installato la mattina mercoledì 18 gennaio, e al pomeriggio alle 15 già si aveva il modello 3D dello scafo, del fondale su cui poggia e di quello antistante l’Isola, permettendo inoltre di individuare oggetti e corpi estranei sul fondale.

Il sistema Optech – Ilris 3D-LR – rileva oggetti e scenari fino a 3.000 metri con elevata precisione. Rilievi consecutivi permettono di monitorare movimenti e deformazioni minimi ed è infatti usato anche per lo studio di fronti di frana, monumenti e strutture.

Codevintec ha inoltre fornito consulenza ai Vigili del Fuoco per l’utilizzo di una particolare tecnica di rilevamento satellitare che, seppur poco convenzionale, si è mostrata efficace per monitorare in tempo reale gli spostamenti della nave. Questa specifica attività è stata svolta dalla Hera di Grosseto.

Anche l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) è sceso in campo installando, il 19 gennaio, una stazione sismica Nanometrics Taurus – gestita dal geologo Gilberto Saccorotti – che studia l’attività sismica nell’area, rilevando i movimenti tellurici che potrebbero indurre instabilità nel relitto, e studiando degli effetti sismici indotti sulla terraferma dagli spostamenti e dalle deformazioni della nave stessa.

Tutti i dati acquisiti sono stati utilizzati dal Comandante dell’unità di crisi, Ing. Ennio Aquilino del Comando dei Vigili del Fuoco di Grosseto e dal pool di tecnici di supporto alle decisioni, i quali hanno potuto così constatare che i movimenti superficiali dell’imbarcazione, che tanto hanno preoccupato nei primi giorni di emergenza, erano in realtà deformazioni strutturali della nave in fase di assestamento sugli scogli e non uno scivolamento verso l’abisso come temuto in un primo momento.

O.O.

{GALLERY}

Copyright © - Riproduzione riservata
Costa Concordia: alta tecnologia al servizio dei soccorsi Ingegneri.info