Dal 2010 in produzione la bici che accumula l’energia in eccesso | Ingegneri.info

Dal 2010 in produzione la bici che accumula l’energia in eccesso

wpid-3839_starpots.jpg
image_pdf

Alla conferenza sul clima di Copenhagen, nota anche come COP 15 svoltosi a dicembre 2009 e che avrebbe dovuto prendere importanti decisioni a favore dell’ambiente e della salute della Terra, gli studenti del MIT hanno presentato la tecnologicamente avanzata Copenhagen Wheel.

La ruota permette di accumulare l’energia cinetica “in eccesso”. Se tale funzione in sé non è nuova, essendo d’altronde molto simile al KERS (Kinetic Energy Recovery System) già utilizzato per esempio in Formula Uno, la nuova applicazione ne estende notevolmente il campo d’azione in un settore della vita di tutti i giorni e che promette di cambiare il modo di vivere la città. Il funzionamento è semplice: recuperare l’energia della frenata e accumularla in batterie contenute nella ruota stessa per permettere al ciclista di avere l’energia sufficiente per salire su una collina, svicolare nel traffico o avere uno scatto di velocità.

I ragazzi che lo hanno realizzato dichiarano che le nuove funzioni segnano l’inizio del “Biking 2.0″, una nuova era basata su bici più intelligenti e corse più facili. Grazie ad una serie di sensori integrati, inoltre, la bici del MIT permette anche di tenere traccia degli amici, controllare il traffico e lo smog, individuare la distanza, la velocità, la direzione nonché valutare il proprio esercizio fisico ed è in grado di inviare tutti questi dati, via Bluetooth, all’iPhone.

Alcuni puristi della bicicletta hanno già criticato l’innovazione, mentre altri hanno dichiarato che il MIT ha appena reinventato la ruota.

Copyright © - Riproduzione riservata
Dal 2010 in produzione la bici che accumula l’energia in eccesso Ingegneri.info