Dall'Assemblea del Cni, tre punti sull'innovazione | Ingegneri.info

Dall’Assemblea del Cni, tre punti sull’innovazione

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Ieri, mercoledì 13 novembre, il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano, ha aperto i lavori dell’Assemblea della categoria, dal titolo “Ri-progettare l’Italia. Innovazione, ricerca, infrastrutture: gli ingegneri oltre la crisi”, svoltasi a Roma presso l’hotel Quirinale.

“Molte delle nostre proposte sono state condivise dai tanti relatori intervenuti alla nostra assemblea. Noi ingegneri siamo pronti a lavorare: vogliamo contribuire alla necessaria revisione delle norme, alla valutazione della priorità effettiva di ogni singola infrastruttura e alla riqualificazione del territorio. Insieme alle altre professioni tecniche e a tutti gli interlocutori economici e politici, faremo la nostra parte”. Queste le parole del presidente in apertura dell’incontro, durante il quale è intervenuto il vicepresidente Fabio Bonfà, che ha evidenziato come non ci si possa più permettere di pagare 810 miliardi l’anno di spese dello Stato e come sia urgente, secondo il  Cni, la dismissione del patrimonio pubblico che vale 500 miliardi solo di immobili e di partecipazioni.

“Ci vogliono interventi choc per riavviare la crescita e creare nuovi posti di lavoro”, ha dichiarato Bonfà, in sostanza quello che Nicola Piepoli, in apertura dei lavori, ha definito “il coraggio”.

Dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, all’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, insieme a Pietro Ciucci, presidente dell’Anas, Mario Baccini presidente dell’Ente nazionale per il Microcredito e Franco Bassanini presidente della Cassa Depositi e Prestiti, tutti i relatori hanno portato le loro proposte per rilanciare il Paese alla platea presente. Sul palco, coordinati dal vice direttore del Tg La7 Andrea Pancani, anche il giornalista economico Stefano Folli e Luisa Todini, presidente di Todini Costruzioni.

E sul ruolo della categoria esplicito l’invito del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: Bisogna valorizzare i professionisti poiché, al di là delle risorse e delle norme, è necessaria una buona progettazione. E la politica deve fare di più. Non abbiamo visto nuovi investimenti nelle infrastrutture, ma semplici rimodulazioni di risorse già stanziate negli anni passati”.

L’Ad delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, ha, infine, dichiarato, che il problema delle infrastrutture e dei collegamenti italiani è la rete: “per alcuni aspetti dal punto di vista tecnologico, siamo più avanzati del Giappone, ma non riusciamo a sfruttare appieno queste potenzialità. Così come non riusciamo nemmeno a spendere i fondi europei destinati al Paese”.

 

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