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Due under 30 italiani premiati agli Eni Award 2014

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Sono stati assegnati gli Eni Award 2014, il premio istituito da Eni nel 2007 per promuovere la ricerca in ambito energetico ed ambientale. Consegnato al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del presidente Eni Emma Marcegaglia e dell’ad Eni Claudio Descalzi, il premio è assegnato da una commissione scientifica composta da 23 membri come ricercatori, scienziati, rappresentanti di importanti centri studio e rettori di università. Tra di loro il premio Nobel Sir Harold Kroto e l’accademico francese Gérard Férey, presidente della commissione.

Per la categoria “Nuove frontiere degli idrocarburi” ha vinto, nella sezione upstream (cioè l’insieme dei processi operativi pre-estrazione) la ricerca condotta da Tapan Mukerji, Gary Mavko, Jack Dvorkin della Stanford University e Dario Grana della University of Wyoming. Il team ha ideato e sviluppato un metodo innovativo per utilizzare i dati sismici per ricavare informazioni dettagliate sul sottosuolo, guidando l’evoluzione in questo campo verso un approccio quantitativo. In particolare il gruppo di ricerca ha individuato la correlazione tra i dati sismici e le caratteristiche fisiche di rocce e fluidi, e sviluppato un modello che permette di quantificarne le grandezze rilevanti.

Per la sezione downstream (post-estrazione), il premio è stato assegnato ad Amir H. Hoveyda del Boston College (Massachusetts), per la progettazione e lo sviluppo di catalizzatori per la sintesi di molecole complesse con specifiche caratteristiche steriche, ossia della particolare disposizione spaziale degli atomi che le costituiscono. In particolare il prof. Hoveyda ha identificato nuove vie di sintesi particolarmente efficienti, che impiegano catalizzatori innovativi a basso costo, per produrre composti ad elevata purezza impiegati nel campo della farmaceutica, della chimica fine e dell’agro-chimica.

Per la sezione “Energie rinnovabili” il premio è stato assegnato è stato conferito a Jay D. Keasling, della University of California, Berkeley per le sue ricerche volte ad ingegnerizzare microorganismi – in particolare Escherichia coli e Saccharomyces cerevisiae – per la produzione di biocarburanti con proprietà del tutto simili ai carburanti oggi ricavati dal petrolio, ma con la differenza che la loro combustione non immette quantità addizionali di Co2 nell’atmosfera, essendo sintetizzati da zuccheri derivati da biomasse. Con questa tecnologia si possono ridurre in modo significativo i costi di trattamento della cellulosa per ottenere gli zuccheri necessari per la produzione di biocarburanti, in confronto alle tecnologie oggi utilizzate e basate sull’impiego di “cocktail” di enzimi.

Il premio “Protezione dell’ambiente” è stato assegnato a Clément Sanchez, del Collége de France di Parigi, per la sua ricerca sulle tecnologie altamente innovative per la progettazione, la sintesi e l’elaborazione di materiali inorganici e ibridi organici-inorganici multifunzionali, con applicazioni nel campo dell’energia, del risparmio energetico, dell’ambiente e in campo medico.

In Italia, infine, i due premi “Debutto nella ricerca”, riservati a ricercatori under 30 che hanno conseguito il dottorato di ricerca in una università italiana. Il primo è stato assegnato alla tesi di Martina Siena, discussa presso l’Università di Trieste, e dedicata alla simulazione numerica del flusso di fluidi in giacimenti di olio e gas, un tema estremamente importante per prevedere il comportamento produttivo dei giacimenti. La ricercatrice ha proposto un metodo originale per definire la distribuzione delle proprietà osservabili nei mezzi porosi, confermato dall’analisi di dati sperimentali di permeabilità raccolti a diverse scale, in laboratorio e in campo, e su sistemi geologici diversi, ad esempio fratturati e sedimentari.

Il secondo è stato consegnato a Nicola Bortolamei, per la sua tesi di dottorato discussa presso l’Università di Padova, su metodi elettrochimici per la produzione di materiali polimerici speciali. La tecnica è stata estesa anche a sistemi biologici, e i risultati di questi lavori sono stati pubblicati su prestigiose riviste scientifiche internazionali.

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