E' allarme infrastrutture idriche, perdite di rete oltre il 35% | Ingegneri.info

E’ allarme infrastrutture idriche, perdite di rete oltre il 35%

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Il 15% degli italiani non è ancora servito da una rete fognaria, mentre il 35% dei corpi idrici di superficie non raggiunge standard di qualità ambientale. Mettendo mano a queste infrastrutture si creerebbero 200.000 posti di lavoro e Le risorse nei Fondi Strutturali 2014 – 2020

“L’arretratezza e l’inadeguatezza delle infrastrutture idriche nazionali sono confermate dai dati: le perdite di rete sono in media superiori al 35%, la rete fognaria ancora non serve il 15% degli italiani, il depuratori risultano mal gestiti, inadeguati o addirittura inesistenti per un italiano su tre, l’acqua esce a singhiozzo dai rubinetti, soprattutto a sud, e circa il 35% dei corpi idrici di superficie non raggiunge gli standard di qualità ambientale. Tutto ciò in un contesto complessivo di disponibilità idrica nazionale pari a 52 miliardi di metri cubi d’acqua, di cui circa l’80% è effettivamente utilizzata. Di questa quota, il 50% è impiegato in agricoltura, il 15-20% per uso domestico e il 30-35% per uso energetico/industriale”. Lo ha affermatoGian Vito  Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi . 

“C’è la necessità di reperire le risorse finanziarie – ha continuato Graziano – stimate per acquedotti, infrastrutture fognarie e depurative in 66 miliardi di euro in 30 anni, con un effetto occupazionale stimabile tra 150 mila e 200 mila addetti. Intanto si dovrebbero utilizzare velocemente i finanziamenti resi già disponibili, cercando di colmare progressivamente il generale deficit infrastrutturale in cui versa il Paese e quello altrettanto grave che vede il Sud molto indietro per acquedotti e depurazione”.

Le risorse, secondo i geologi, possono reperirsi nei Fondi strutturali 2014-2020, introducendo laddove possibile anche dei meccanismi di premialità per l’attribuzione delle risorse stesse, quali il miglioramento dell’uso dell’acqua nelle pratiche agricole, con forme di riutilizzo delle acque, la costruzione di piccoli invasi, la prevenzione degli sprechi, il recupero dell’energia termica dall’acqua depurata.

 

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