Acustica nell’edilizia pubblica: guida alle novità e ai nuovi riferimenti tecnici | Ingegneri.info

Acustica nell’edilizia pubblica: guida alle novità e ai nuovi riferimenti tecnici

Dall’aggiornamento dei criteri minimi ambientali alla l. 221/2015 al nuovo codice appalti. Un passo indietro per il comfort acustico degli ambienti? Il nostro approfondimento

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Sembra proprio di sì, il titolo volutamente provocatorio non può che riguardare l’aggiornamento dei criteri minimi ambientali avvenuto con il decreto D.M.A. 11 gennaio 2017 e che sembra rivedere alcuni utili riferimenti normativi e importanti novità introdotte nella prima versione originaria (D.M. 24 dicembre 2015).
I valori e i riferimenti inseriti che portavano una sicura innovazione e soprattutto un adeguamento importante allo stato dell’arte europeo (in particolare per il comfort acustico interno degli ambienti spesso ignorato) sono stati rivisitati e ridimensionati se non addirittura eliminati.
Nel contempo sono state pubblicate dall’associazione italiana di acustica le linee guida per una corretta progettazione acustica di ambienti scolastici che però non essendo richiamate sono di applicazione del tutto volontaria sia per i progettisti acustici sia per i non addetti ai lavori in senso stretto.
L’articolo che segue, con esclusivo riferimento al comfort acustico, riassume i diversi provvedimenti in materia di efficientamento degli edifici pubblici a partire dai criteri minimi ambientali che si sono susseguiti in questi ultimi anni alla legge n. 221/2015 in tema di edifici scolastici.
Per chi abbia già chiaro il quadro normativo può limitare la lettura alla parte 4 per meglio comprendere l’occasione – che allo stato attuale sembra essere – persa a cui si spera si possa porre velocemente rimedio con un aggiornamento normativo mirato.

Parte 1: un passo in avanti, il D.M. 24 dicembre 2015
Con il D.M. 24 dicembre 2015, sono stati definiti, in Allegato 1, i “criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione”.
Il documento è parte integrante del Piano di adozione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione (PNA-GPP) e tiene conto, inoltre, di quanto contenuto nelle comunicazioni su Consumo e Produzione sostenibile e sul GPP, adottate dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea.
L’obiettivo proposto era quello di raggiungere entro il 2015, la quota del 50% di appalti “verdi” sul totale degli appalti aggiudicati per le forniture di questa categoria di prodotti. Il PAN GPP contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di risparmio energetico (art. 3, D.Lgs. del 4 luglio 2014, n. 102).
I criteri indicati nell’allegato si definiscono minimi in quanto devono, tendenzialmente, permettere di dare un’indicazione omogenea agli operatori economici in modo da garantire sia una adeguata risposta del mercato alle esigenze della P.A. sia rispondere agli obiettivi ambientali che la P.A. intende raggiungere attraverso gli appalti pubblici.
Per quanto riguarda i requisiti acustici il D.M. 24 dicembre 2015 individua al punto “2.3.5.6 Comfort acustico” i valori di riferimento minimi per le strutture edilizie e impianti e per la qualità acustica interna agli ambienti a seconda delle diverse tipologie di utilizzo e destinazioni d’uso (tra cui anche gli edifici scolastici). I valori di riferimento dovranno essere “verificati” sia in fase di progettazione, mediante idonea relazione progettuale, sia a fine lavori mediante verifiche in opera.
Vengono inoltre individuate le tipologie di prodotti/componenti edilizi e le percentuali massime di impiego nei progetti.
Si riassumono nel seguito i requisiti minimi di riferimento originari per quanto riguarda il comfort acustico e alcuni dei criteri specifici per i componenti edilizi da tener conto in fase di progettazione.

Testo integrale:

2.3.5.6 Comfort acustico (n.d.r.: D.M. 24 dicembre 2015)

“I valori dei requisiti acustici passivi dell’edificio devono corrispondere a quelli della classe Il ai sensi delle norme UNI 11367 e UNI 11444. Gli ospedali, le case di cura e le scuole devono soddisfare anche il livello “prestazione superiore” riportato nei prospetti A.1 e A.2 dell’Allegato 1 alla norma UNI 11367. Devono essere altresì rispettati i valori caratterizzati come “prestazione buona” nel prospetto B.1 dell’Allegato B alla noma UNI 11367 ed essere idonei al raggiungimento dei valori indicati per i descrittori acustici riportati nella norma UNI 11532:2014.”

(T minore o uguale a 0,7 s per aule scolastiche, ospedali e case di cura. Gli ambienti adibiti al parlato (aule scolastiche, ambienti espositivi, sale da conferenza, mense, ecc.) e gli ambienti adibiti ad attività sportive (palestre, piscine, ambienti per lo sport in genere) devono inoltre rispettare i valori contenuti nel prospetto C.1 dell’allegato C alla norma UNI 11367 ed essere idonei al raggiungimento dei valori indicati per i descrittori acustici riportati nella norma UNI 11532:2014 (T minore o uguale a 0,7 s per aule scolastiche, ambienti espositivi, sale da conferenza, mense, ospedali e T minore: o uguale a 1,5 s per piscine e palestre).

Verifica: Il progettista deve dare evidenza del rispetto del criterio, sia in fase di progetto iniziale che in fase di verifica finale della conformità, consegnando rispettivamente un progetto acustico e una relazione di: conformità redatta tramite misure acustiche in opera, ai sensi delle norme. UNI 11367, UNI 11444 e 11532:2014 o norme equivalenti che attestino il raggiungimento della classe acustica prevista dal. criterio. Qualora il progetto sia sottoposto id una fase di verifica valida per la successiva certificazione dell’edificio secondo uno dei protocolli. di sostenibilità energetico-ambientale degli edifici (rating system) di livello nazionale o internazionale, la conformità al presente criterio può essere dimostrata se nella certificazione risultano soddisfatti tutti i requisiti riferibili alle prestazioni ambientali richiamate dal presente criterio. In tali casi il progettista è esonerato dalla presentazione della documentazione sopra indicata, ma è richiesta la presentazione degli elaborati e/o dei documenti previsti dallo specifico protocollo di certificazione di edilizia sostenibile perseguita.

In particolare oltre a fornire dei valori di riferimento sicuramente migliorativi tra ambienti interni alla stessa unità immobiliare (rif. UNI 11367) venivano finalmente aggiornati allo stato dell’arte europeo i parametri nonché i valori di riferimento per il comfort acustico degli ambienti confinati risalenti a circolari ministeriali del 1967 con requisiti minimali ormai superati e non riconducibili in alcun modo a standard di qualità. Per la prima volta in Italia si sente finalmente parlare di chiarezza del parlato (C50) e di trasmissibilità (STI).

Tabella 1. Requisiti acustici minimi di comfort acustico per gli ambienti dedicati al parlato di cui al D.M. 24 dicembre 2015

Tipologia di edificio o destinazione d’uso dell’ambiente Tempo di riverberazione
T [s]
Chiarezza
C50[dB]
Trasmissibilità del parlato
STI [%]
Aule scolastiche ≤0,7 ≥0 ≥0,6
Ospedali ≤0,7
Case di Cura ≤0,7
Ambienti espositivi ≤0,7 ≥0 ≥0,6
Sale da Conferenza ≤0,7 ≥0 ≥0,6
Mense ≤0,7 ≥0 ≥0,6
Ambienti adibiti al parlato in genere ≤0,7 ≥0 ≥0,6
Riferimento normativo UNI 11532:2014 UNI 11367:2010
Appendice C
Prospetto C.1

Tabella 2. Requisiti acustici minimi di comfort acustico per gli ambienti dedicati ad attività sportive di cui al D.M. 24 dicembre 2015

Tipologia di edificio o destinazione d’uso dell’ambiente Tempo di riverberazione
T [s]
Chiarezza
C50[dB]
Trasmissibilità del parlato
STI [%]
Ambienti adibiti al parlato in genere ≥-2 ≥0,5
Piscine ≤1,5 ≥-2 ≥0,5
Palestre ≤1,5 ≥-2 ≥0,5
Riferimento normativo UNI 11532:2014 UNI 11367:2010
Appendice C
Prospetto C.1

 

Parte 2: Legge 28 dicembre 2015, n. 221

2.1 Modifiche introdotte all’art. 206-sexies nel D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152
La legge n. 221/2015 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” con l’articolo 23 inserisce l’art. 206-sexies nel D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (codice ambientale) introduce azioni premianti per l’utilizzo di prodotti che impiegano materiali post consumo o derivanti dal recupero degli scarti e dei materiali rivenienti dal disassemblaggio dei prodotti complessi negli interventi concernenti gli edifici scolastici, le pavimentazioni stradali e le barriere acustiche. Le amministrazioni pubbliche, […], prevedono, nelle gare d’appalto per l’incremento dell’efficienza energetica delle scuole e comunque per la loro ristrutturazione o costruzione, l’impiego di materiali e soluzioni progettuali idonei al raggiungimento dei valori indicati per i descrittori acustici dalla norma UNI 11367:2010 e dalla norma UNI 11532:2014.

Viene così data delega al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di emanare uno o più provvedimenti in cui definire, tra gli altri, i descrittori acustici da tenere in considerazione nei bandi di gara e i relativi valori di riferimento.

Tale dispositivo è ancora in vigore e di fatto rende formalmente applicabili i contenuti della norma UNI 11367 e della norma UNI 11532, tuttavia, nella sostanza, si è in attesa del provvedimento che definisca i descrittori utili da inserire nelle gare d’appalto e i valori da conseguire. Ad oggi i bandi per la progettazione di interventi di adeguamento e/o nuova costruzione per gli edifici scolastici molto difficilmente fanno esplicito riferimento o richieste di particolari migliorie riguardanti il comfort acustico degli ambienti, isolamento acustico delle strutture, ecc.

2.2 Modifiche introdotte all’art. 68-bis nel D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (ex codice appalti)
Inoltre con l’articolo 18 inserisce l’art. 68-bis nel D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (codice appalti) viene resa definitivamente obbligatoria l’applicazione dei criteri ambientali minimi negli appalti pubblici di forniture e negli affidamenti di servizi contenute nei decreti attuativi del PAN-GPP, tra cui il menzionato D.M. 24 dicembre 2015.

Questo articolo tuttavia sarà abrogato con l’emanazione del nuovo codice appalti D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50.

Parte 3: D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 (Nuovo Codice Appalti)
Con l’articolo 34 – comma 1, Criteri di sostenibilità energetica e ambientale, le stazioni appaltanti contribuiscono al conseguimento degli obiettivi ambientali previsti dal Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione attraverso l’inserimento, nella documentazione progettuale e di gara, almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei criteri ambientali minimi adottati con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e conformemente, in riferimento all’acquisto di prodotti e servizi nei settori della ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari, a quanto specificamente previsto nell’articolo 144. I criteri ambientali minimi sono tenuti in considerazione anche ai fini della stesura dei documenti di gara per l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (art. 34 – comma 2).
Viene quindi ribadita l’obbligatorietà di seguire i criteri minimi ambientali e nel caso di affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione l’obbligo di applicazione dei criteri minimi ambientali si applica per gli affidamenti di qualunque importo, per il 100% del valore delle gare.

Parte 4: aggiornamento dei c.a.m. (D.M.A. 11 gennaio 2017)
Con il decreto 11 gennaio 2017 “Adozione dei criteri ambientali minimi per gli arredi per interni, per l’edilizia e per i prodotti tessili. (17A00506) (GU Serie Generale n. 23 del 28-1-2017)” il Ministero Dell’ambiente E Della Tutela Del Territorio E Del Mare all’art. 1 adotta i criteri ambientali minimi per l’ «Affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici» (allegato 2) andando quindi ad aggiornare e sostituire i criteri ambientali minimi pubblicati in allegato al decreto ministeriale del 24 dicembre 2015.

2.3.5.6 Comfort acustico (n.d.r.: D.M.A. 11 gennaio 2017)

“I valori dei requisiti acustici passivi dell’edificio devono corrispondere almeno a quelli della classe II ai sensi delle norma UNI 11367. Gli ospedali, le case di cura e le scuole devono soddisfare il livello di “prestazione superiore” riportato nel prospetto A.1 dell’Appendice A della norma 11367. Devono essere altresì rispettati i valori caratterizzati come “prestazione buona” nel prospetto B.1 dell’Appendice B alla norma UNI 11367.
Gli ambienti interni devono essere idonei al raggiungimento dei valori indicati per i descrittori acustici riportati nella norma UNI 11532.
I descrittori acustici da utilizzare sono:
• quelli definiti nella UNI 11367 per i requisiti acustici passivi delle unità immobiliari;
• almeno il tempo di riverberazione e lo STI per l’acustica interna agli ambienti di cui alla UNI 11532.”

Verifica: Il progettista deve dare evidenza del rispetto del criterio, sia in fase di progetto iniziale che in fase di verifica finale della conformità, conseguendo rispettivamente un progetto acustico e una relazione di conformità redatta tramite misure acustiche in opera, che attestino il raggiungimento della classe acustica prevista dal criterio e i valori dei descrittori acustici di riferimento ai sensi delle norme UNI 11367, UNI 11444, UNI 11532. Qualora il progetto sia sottoposto ad una verifica valida per la successiva certificazione dell’edificio secondo uno dei protocolli di sostenibilità energetico-ambientali degli edifici (rating systems) di livello nazionale o internazionale, la conformità al presente criterio può essere dimostrata se nella certificazione risultano soddisfatti tutti i requisiti riferibili alle prestazioni ambientali richiamate dal presente criterio.

Ecco nel dettaglio le novità – e i tagli – riguardanti i valori di riferimento cui conformarsi con particolare riferimento al punto “2.3.5.6 Comfort acustico”.

4.1 Strutture edilizie e componenti tecnologici (impianti)

4.1.1 Per le scuole, case di cura e ospedali
Resiste l’aggiornamento dei requisiti acustici passivi per gli edifici pubblici introducendo finalmente il rispetto dei valori anche negli elementi di separazione tra aule e aule e spazi comuni nonché per gli impianti meccanici. Finalmente abbandonati i valori delle vecchie circolari e aggiornati quindi – anche se non abrogati – i valori di cui al D.P.C.M. 5 dicembre 1997 con valori più restrittivi (ad eccezione del requisito di facciata, meno restrittivo rispetto al D.P.C.M. 5/12/1997 e non correlato con il clima acustico dell’ambiente esterno).
In particolare gli ospedali, le case di cura e le scuole devono soddisfare il livello “prestazione superiore” riportato nel prospetto A.1 dell’Appendice A alla norma UNI 11367.
I valori dei requisiti acustici passivi dell’edificio devono altresì rispettare i valori caratterizzanti come “prestazione buona” nel prospetto B1 dell’Appendice B alla norma uni 11367.

Tabella 3. Requisiti acustici minimi per sistemi costruttivi e impianti tecnologici per scuole, case di cura e ospedali

Parametro di riferimento e riferimento normativo Descrittore Ospedali, Case di cura e Scuole
Descrittore dell’isolamento acustico normalizzato di facciata
Riferimento normativo: UNI 11367:2010 – Prospetto A1
D2m,nT,w
[dB]
≥43
Descrittore del potere fonoisolante apparente di partizioni fra ambienti di differenti unità immobiliari
Riferimento normativo: UNI 11367:2010 – Prospetto A1 – Appendice A
R’w [dB] ≥56
Descrittore del livello di pressione sonora di calpestio normalizzato fra ambienti di differenti unità immobiliari
Riferimento normativo: UNI 11367:2010 – Prospetto A1 – Appendice A
L’n,w [dB] ≤53
Livello sonoro corretto immesso da impianti a funzionamento continuo in ambienti diversi di quelli di installazione
Riferimento normativo: UNI 11367:2010 – Prospetto A1 – Appendice A
Lic [dB(A)] ≤28
Livello sonoro corretto immesso da impianti a funzionamento discontinuo in ambienti diversi da quelli di installazione
Riferimento normativo: UNI 11367:2010 – Prospetto A1 – Appendice A
Lid [dB(A)] ≤34
Descrittore dell’isolamento acustico normalizzato di partizioni fra ambienti sovrapposti della stessa unità immobiliare
Riferimento normativo: UNI 11367:2010 – Prospetto A1 – Appendice A
DnT,w [dB] ≥55
Descrittore dell’isolamento acustico normalizzato di partizioni fra ambienti adiacenti della stessa unità immobiliare
Riferimento normativo: UNI 11367:2010 – Prospetto A1 – Appendice A
DnT,w [dB] ≥50
Descrittorie del livello di pressione sonora di calpestio normalizzato fra ambienti sovrapposti della stessa unità immobiliare
Descrittore dell’isolamento acustico normalizzato di partizioni fra ambienti sovrapposti della stessa unità immobiliare
Riferimento normativo: UNI 11367:2010 – Prospetto A1 – Appendice A
L’n,w [dB] ≤53
Requisito per l’isolamento acustico normalizzato rispetto ad ambienti di uso comune o collettivo dell’edificio collegati mediante accessi o aperture ad ambienti abitativi
Riferimento normativo: UNI 11367:2010 – Prospetto B1 – Appendice B
DnT,w [dB] ≥30

4.1.2 Per le altre destinazioni d’uso
I valori dei requisiti acustici passivi dell’edificio (n.d.r.: qualsiasi tipo di edificio pubblico ad eccezione appunto di ospedali, case di cura e  scuole che devono rispondere a requisiti più restrittivi elencati in precedenza) devono corrispondere a quelli della classe II ai sensi delle norme UNI 11367.

Tabella 4. Requisiti acustici minimi per sistemi costruttivi e impianti tecnologici per le altre destinazioni d’uso

Parametro di riferimento e riferimento normativo Descrittore Altre destinazioni Strutture ricettive
a) Descrittore isolamento acustico normalizzato di facciata
Riferimento normativo: UNI 11367:2010 – Prospetto 1
D2m,nT,w [dB] ≥40 ≥40
b) Descrittore potere fonoisolante apparente di partizioni orizzontali e verticali fra ambienti di differenti unità immobiliari
Riferimento normativo: UNI 11367:2010 – Prospetto 1
R’w [dB] ≥53 ≥53
c) Descrittore livello di pressione sonora di calpestio normalizzato fra ambienti di differenti unità immobiliari
Riferimento normativo: UNI 11367:2010 – Prospetto 1
L’n,w [dB] ≤58 ≤58
d) Livello sonoro corretto immesso da impianti a funzionamento continuo
Riferimento normativo: UNI 11367:2010 – Prospetto 1
Lic [dB(A)] ≤28 ≤28
e) Livello sonoro corretto immesso da impianti a funzionamento discontinuo
Riferimento normativo: UNI 11367:2010 – Prospetto 1
Lid [dB(A)] ≤33 ≤33
f) Descrittore dell’isolamento acustico normalizzato di partizioni verticali e orizzontali fra ambienti della stessa unità immobiliare
Riferimento normativo: UNI 11367:2010 – Prospetto 2
DnT,w [dB] ≥53
g) Descrittorie del livello di pressione sonora di calpestio normalizzato tra ambienti della stessa unità immobiliare
Riferimento normativo: UNI 11367:2010 – Prospetto 2
L’n,w [dB] ≤58

4.2 Qualità acustica indoor, un passo indietro?

2.3.5.6 Comfort acustico (n.d.r.: D.M.A. 11 gennaio 2017)

“[…]
Gli ambienti interni devono essere idonei al raggiungimento dei valori indicati per i descrittori acustici riportati nella norma UNI 11532.
I descrittori acustici da utilizzare sono:
• quelli definiti nella UNI 11367 per i requisiti acustici passivi delle unità immobiliari;
• almeno il tempo di riverberazione e lo STI per l’acustica interna agli ambienti di cui alla UNI 11532.”

Mentre con la prima versione dei criteri minimi ambientali venivano forniti dei valori di riferimento minimi da perseguire per quel che riguarda il tempo di riverberazione, la chiarezza e la trasmissibilità del parlato con l’aggiornamento attuale i riferimenti puntuali vengono del tutto stravolti: i valori di riferimento per l’acustica architettonica, introdotti dalla precedente versione dei C.A.M. non sono più validi.
Il riferimento alla UNI 11367 è limitato ai requisiti acustici passivi delle unità immobiliari. Richiamo privo di senso in quanto i requisiti acustici passivi tra ambienti interni alla stessa unità immobiliare sono già richiamati con le appendici A e B al capoverso precedente. Per quel che riguarda il comfort acustico degli ambienti inteso, per semplificare, come un buon ascolto e intelligibilità della parola si è totalmente stralciato quanto riportato nella precedente versione dei c.a.m.

Per meglio comprendere bisogna sfogliare la norma tecnica UNI 11532:2014 che definisce i descrittori che meglio rappresentano la qualità acustica di un ambiente, indicandone, i valori di riferimento in relazione alla destinazione d’uso. Sulla base dei descrittori vengono proposti metodi di progettazione e tecniche di valutazione che consentono di ottenere una metodologia operativa comune.

È da chiarire però che i valori di riferimento contenuti nella norma UNI 11532 sono espressi come rassegna, elenco a livello internazionale di valori ottimali (o forse meglio cogenti, basti pensare che il riferimento italiano risalente al 1967 non ha nulla di ottimale) per un livello di media qualità per il settore scolastico (Prospetto A.1), per il settore direzionale, commerciale e sportivo (Prospetto A.2), per il settore sanitario e ospedaliero (Prospetto A.3) e per il settore sanitario (Prospetto A.4).
Ad esempio per “aule didattiche e affini”, “aule didattiche di ogni ordine e grado” sono tabellati 9 valori di riferimento diversi con una variabilità del tempo di riverberazione da 0,4 a 1,2 s, per le “aule di musica” 10 valori di riferimento con una variabilità del tempo di riverberazione da 0,4 a 1,1 s e così via.
Tra i vari riferimenti ricompaiono per l’Italia i valori riferibili alla vecchia circolare ministeriale del 1967 che si sperava ormai superata e di per sé molto carente. Di fatto, allo stato attuale, il riferimento italiano per le “aule didattiche di ogni ordine e grado” riporta il Tmedio a 1,2 s invece che ai 0,7 s richiesto dalla versione dei criteri minimi ambientali del D.M. 24 dicembre 2015.

Ci si chiede come possa un tecnico in acustica, alla luce di questa norma, adottare deliberatamente un riferimento diverso e migliorativo quando è citato un riferimento italiano vetusto ma comunque cogente. La legge n. 221/2015 in qualche modo fa salvi gli edifici scolastici in quanto va a richiamare genericamente le norme UNI 11367 e UNI 11532 come già visto in precedenza. Si potrebbe allora considerare applicabile l’appendice C della UNI 11367 che però contrasta con la UNI 11532 che richiama per l’italia la vecchia CM 1967 (almeno per il tempo di riverberazione). Via libera invece a C50 e STI? Forse, ma si ricorda che non è ancora stato approvato il decreto che definisce quali valori prendere come riferimento nelle gare d’appalto.
E come comportarsi in presenza di ambienti e settori che nella legislazione italiana non trovano alcun riferimento (aule per ragazzi con deficit uditivi, biblioteche, mense, ecc.)?

Dovendo rapportarsi poi con le amministrazioni e soprattutto dovendo definire dei valori che impongono una verifica successiva la strada sembra in salita.
Ad esempio, sarà dell’amministrazione il compito di preoccuparsi di fornire nel bando di gara una richiesta in termini di comfort acustico esprimendo un valore di riferimento per il tempo di riverberazione? O sarà del progettista la responsabilità di assumere un riferimento numerico, scelto con chissà quanta consapevolezza, tra tutti i valori indicati nella norma UNI 11532? E ancora il progettista si consulterà con il suo tecnico in acustica per capire il significato dei descrittori acustici ed effettuare preliminarmente una valutazione in termini di opportunità e benefici?
Il dubbio è quanto mai lecito.
Scompare inoltre qualsiasi riferimento alla chiarezza del parlato che veniva richiamata espressamente in precedenza attraverso la citazione dell’appendice C della norma 11367:2010 e la verifica dello STI si riduce ai soli ambienti sportivi (rif. UNI 11532:2014 quando si sa che nelle aule scolastiche questo parametro riveste un ruolo fondamentale).

Ci si augura che la Commissione tecnica in acustica dell’UNI venga in aiuto ai professionisti e valuti di inserire nella revisione della norma UNI 11532 (unico riferimento utile allo scopo richiamato nei criteri minimi ambientali) i valori minimali di riferimento per la progettazione a seconda del tipo di ambiente (oltreché i diversi riferimenti internazionali) per fornire – se non una sorta di vera e propria classificazione – un riferimento MINIMO univoco e chiaro che aggiorni i riferimenti italiani all’appendice C della UNI 11367 e non più alla CM 1967 la quale, se pur cogente, ci colloca totalmente al di fuori dello stato dell’arte europeo.

4.3 Verifiche in fase di progetto e a fine lavori
Per ogni criterio ambientale viene indicata la modalità di verifica.
In particolare, per i requisiti acustici, il progettista deve dare evidenza del rispetto del criterio, sia in fase di progetto iniziale che in fase di verifica finale della conformità, consegnando rispettivamente un progetto acustico e una relazione di conformità redatta tramite misure acustiche in opera, ai sensi delle norme UNI 11367, UNI 11444 e UNI 11532:2014 o norme equivalenti che attestino il raggiungimento della classe acustica prevista dal criterio.
Si ricorda che, ai sensi della L. n. 447/1995, è il tecnico competente in acustica ambientale regolarmente iscritto negli elenchi regionali la figura professionale idonea ad effettuare le misurazioni, verificare l’ottemperanza ai valori stabiliti dalle vigenti norme, redigere i piani di risanamento acustico, svolgere le relative attività di controllo.
Qualora il progetto sia sottoposto ad una fase di verifica valida per la successiva certificazione dell’edificio secondo uno dei protocolli di sostenibilità energetico-ambientale degli edifici (rating system) di livello nazionale o internazionale, la conformità al presente criterio può essere dimostrata se nella certificazione risultano soddisfatti TUTTI i requisiti riferibili alle prestazioni richiamate dal presente criterio.

4.4 Specifiche tecniche di componenti edilizi
Tra le specifiche tecniche riguardanti gli isolanti acustici vengono definite le diverse percentuali di utilizzo e la composizione dei materiali a seconda della tipologia di prodotto (pannello, a spruzzo, materassini).
Prevalgono lana di vetro con il 60% e le fibre in poliestere dal 60-80% mentre l’impiego della lana di roccia è limitato al massimo al 15%.
Le lastre in cartongesso, i calcestruzzi e i laterizi per coperture, pavimenti e murature faccia vista dovranno avere un contenuto di almeno il 5% in peso di materie riciclato, i laterizi per muratura almeno il 10%.

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