Anac, per la concessione dei lavori basta il progetto di fattibilità | Ingegneri.info

Anac, per la concessione dei lavori basta il progetto di fattibilità

Una delibera firmata da Raffaele Cantone spiega alcuni punti, ancora in sospeso per la mancanza del decreto sui livelli di progettazione, relativi all'affidamento di opere pubbliche

Studio di fattibilità, ok dall'Anac
image_pdf

Con un progetto di fattibilità tecnica ed economica è possibile ottenere l’affidamento della concessioni di lavori pubblici? Risposta affermativa dall’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, che dopo la guida sull’avallimento e il soccorso istruttorio e in attesa del decreto sui livelli di progettazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha assunto una delibera il 9 maggio scorso,  la  437/2018, che chiarisce alcuni dubbi e colma, almeno in parte, il vuoto normativo. Vediamo quali sono i contenuti principali del provvedimento.

Concessione dei lavori, la definizione

Secondo il Decreto legislativo 50/2016, si legge nella delibera dell’Anac, la concessione dei lavori è definita come “un contratto a titolo oneroso stipulato per iscritto in virtù del quale una o più stazioni appaltanti affidano l’esecuzione di lavori ovvero la progettazione esecutiva e l’esecuzione, ovvero la progettazione definitiva, la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori ad uno o più operatori economici riconoscendo a titolo di corrispettivo unicamente il diritto di gestire le opere oggetto del contratto o tale diritto accompagnato da un prezzo, con assunzione in capo al concessionario del rischio operativo legato alla gestione delle opere.
L’oggetto del contratto di concessione, inizialmente limitato alla sola esecuzione di lavori, è stato ampliato dall’articolo 4, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56, prevedendo anche i) la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori e ii) la progettazione definitiva, la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori. Tale definizione dell’oggetto del contratto coincide con quella riportata, nel previgente sistema normativo, all’articolo 3, comma 11, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

Con il nuovo Codice dei Contratti è venuta meno la dicitura di progetto preliminare, in base al quale solitamente si andava a gara, richiedendo ai vincitori dell’appalto di operare la progettazione definitiva e esecutiva più l‘esecuzione dei lavori. Con la nuova regolamentazione l’Anac chiarisce come la Stazione Appaltante ha due vie: affidare la progettazione definitiva, la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori, ponendo a base di gara il progetto di fattibilità tecnica ed economica, che ha sostituito di fatto il progetto preliminare oppure affidare la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori, con il progetto definitivo a base di gara.

Il divieto di appalto integrato

Il Codice degli Appalti introdotto nel 2016 non permette l’appalto integrato, però, spiega l’Anac nella sua delibera, come l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori è possibile sulla base del progetto definitivo redatto dall’amministrazione aggiudicatrice se persiste un elemento di alta innovazione nelle opere oggetto dell’appalto, in caso di locazione finanziaria o di opere di urbanizzazione che devono essere scomputate. Nella delibera infatti si legge: “Non appare, invece, altrettanto chiara la definizione del livello di progettazione che può essere affidato congiuntamente all’esecuzione dei lavori nelle ulteriori ipotesi di inapplicabilità del divieto di ricorso all’appalto integrato, delineate all’articolo 59, comma 1, terzo periodo, del Codice dei contratti pubblici, tra cui è ricompresa anche la concessione di lavori; la norma si limita, infatti, a elencare una serie di ipotesi per le quali il divieto di affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione non si applica, senza specificare il livello di progettazione cui si fa riferimento.
La mancata specificazione, a differenza di quanto fatto al comma 1-bis del medesimo articolo ove si parla espressamente di progettazione esecutiva, lascia presupporre che il legislatore abbia inteso far riferimento alla possibilità di affidare, congiuntamente all’esecuzione, non solo la progettazione esecutiva ma anche la progettazione definitiva. Ciò sembra confermato dalle specificità delle singole fattispecie derogatorie le quali, sulla base dalle disposizioni normative di dettaglio riportate nel Codice dei contratti pubblici, sono caratterizzate da un affidamento congiunto di progettazione ed esecuzione, partendo però da un diverso livello di progettazione posto a base di gara, che in genere è definito nelle medesime disposizioni. Nello specifico, nei casi di affidamento a contraente generale ex articolo 194, la stazione appaltante pone a base di gara il progetto definitivo, nei casi di finanza di progetto ex articolo 183, locazione finanziaria ex articolo 187, in quelle di opere di urbanizzazione a scomputo ex articolo 1, comma 2, lett. e), l’affidamento avviene sulla base del progetto di fattibilità tecnica ed economica e nel caso di contratto di disponibilità ex art. 188 ponendo a base di gara il capitolato prestazionale”.

Il sistema delle deroghe

In conclusione l’Anac ha spiegato con questa delibera come il legislatore ha previsto in più punti del Codice dei Contratti pubblici una deroga al principio generale di affidamento dei lavori sulla base del solo progetto esecutivo per i contratti di partenariato pubblico privato, consentendo così di porre a base di gara anche il progetto di fattibilità tecnica ed economica che, rispetto al vecchio progetto preliminare, è connotato, come scrive il  Consiglio di Stato nel parere 1 aprile 2016, n. 855,  “da un maggior grado di dettaglio ed una analisi comparativa delle diverse soluzioni in termini di costi e benefici per la collettività e della qualità ed efficienza energetica dell’opera, essendo richiesto anche il rispetto dei vincoli idrogeologici, sismici e forestali”.
Nella delibera 437/2018 l’Anac spiega ancora che la “deroga che è stata applicata ai sistemi di realizzazione delle opere, quali il contraente generale, la finanza di progetto, l’affidamento in concessione, il partenariato pubblico privato, il contratto di disponibilità e la locazione finanziaria, per loro natura diversi da quelli ordinari e per i quali l’affidamento della progettazione è funzionalmente necessaria all’adozione del sistema medesimo, al fine di acquisire i benefici della progettazione delle imprese“.

Copyright © - Riproduzione riservata
Anac, per la concessione dei lavori basta il progetto di fattibilità Ingegneri.info