Ance Congiuntura: le costruzioni perdono il 30% degli investimenti in sei anni | Ingegneri.info

Ance Congiuntura: le costruzioni perdono il 30% degli investimenti in sei anni

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L’economia italiana, nel 2012 ha evidenziato un nuovo peggioramento dopo una fase di debole ripresa nel biennio 2010-2011 (+2,3%). Lo scorso anno si è chiuso con una contrazione del 2,4% rispetto al 2011. La stima Istat del Pil riferita al primo trimestre 2013, evidenzia un ulteriore calo del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2012. Si tratta del sesto trimestre consecutivo con variazioni tendenziali negative. Le prospettive dell’economia italiana per il 2013, secondo le stime contenute nel Def di aprile 2013, sono ancora negative (-1,3%). La previsione tiene conto degli effetti del provvedimento relativo al pagamento dei debiti commerciali della pubblica amministrazione (40 miliardi di euro nel biennio 2013-2014). Secondo le valutazioni contenute nel Def l’iniezione di liquidità manifesterà i suoi primi effetti positivi già dalla seconda metà dell’anno in corso e per il 2014 è previsto un aumento del Pil dell’1,3%.

In questo contesto il settore delle costruzioni sta vivendo la crisi più grave dal dopoguerra ad oggi. L’indice Istat della produzione nelle costruzioni corretto per gli effetti di calendario, evidenzia a marzo 2013, una diminuzione del 20,9% rispetto allo stesso mese del 2012. Complessivamente nei primi tre mesi dell’anno in corso, l’indice registra un calo del 12,1% nel confronto con il primo trimestre del 2012. Si tratta del diciannovesimo trimestre consecutivo di calo della produzione delle costruzioni.

Secondo le stime Ance, nel 2012 gli investimenti in costruzioni registrano una flessione del 7,6% in termini reali e un ulteriore calo del 3,8% è previsto per il 2013. In sei anni, dal 2008 al 2013, il settore delle costruzioni avrà perso circa il 30% degli investimenti e si colloca sui livelli più bassi degli ultimi quaranta anni. La caduta dei livelli produttivi coinvolge tutti i comparti ad eccezione degli interventi di recupero del patrimonio abitativo, in crescita nel periodo considerato.

Di fronte a uno scenario come quello descritto, l’approvazione del decreto legge relativo al pagamento di una prima parte dei debiti pregressi delle pubbliche amministrazioni costituisce un passo importante per ristabilire la correttezza nei rapporti tra lo Stato e le imprese. La previsione di pagare circa 7,5 miliardi di euro di spese in conto capitale rappresenta un segnale positivo ma non sufficiente per l’edilizia, che ancora oggi sta pagando un prezzo elevatissimo a causa dei mancati pagamenti della pa. Il decreto legge, infatti, non prevede nessun pagamento nel 2014 e circa 12 miliardi di euro rischiano di rimanere non pagati. Secondo l’Ance, servono misure in grado di invertire le tendenze in atto per dare risposte alla domanda sia abitativa che infrastrutturale e stimolare la crescita del Paese.

Scarica Ance Congiuntura – Maggio 2013

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