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Architettura sicura all’Aquila

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Una struttura in cemento armato completamente rivestita con blocchi facciavista splittati e lisci alternati, che rendono la superficie movimentata da particolari giochi di luce e colore. Così si presenta la nuova sede della Procura Generale della Corte d’Appello appena inaugurata all’Aquila.

L’edificio, che sorge su una costruzione esistente prima del terremoto – un fabbricato a forma di C, esteso su circa 3.500 metri quadrati -, sarebbe dovuto diventare la sede dell’Archivio di Stato ma a seguito del sisma del 6 aprile 2009 la struttura è stata adattata alla nuova funzione con un accurato progetto di riconversione. La nuova struttura ospita, in tre piani fuori terra, gli uffici, le aule per le udienze e le segreterie, che si sviluppano attorno a una corte centrale vetrata.

A causa dell’alto rischio tellurico della zona, nel rispetto della nuova normativa sismica, è stato studiato un particolare sistema di ancoraggio meccanico del rivestimento facciavista con elementi a T in acciaio zincato e con l’inserimento di tralicci e fasce multiforate nei corsi orizzontali di malta.

Le facciate esterne sono state realizzate con blocchi facciavista in calcestruzzo del tipo splittato color sabbia, con spessore di 10 cm e altezza variabile di 6, 13 e 20 cm, alternati con elementi lisci da 9,5 cm. L’alternanza delle diverse dimensioni e finiture conferisce all’edificio un effetto visivo d’impatto, variabile in base alla luce che si riflette sulla superficie alle diverse ore del giorno.

La corte interna è illuminata da vetrate continue inclinate verso l’alto, che mettono in evidenza il contrasto dei diversi materiali utilizzati. La stessa trama della muratura è stata riproposta all’interno dell’edificio come nelle pareti dell’ingresso al piano terra, dei corridoi e di alcune sale riunioni.

O.O.

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