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Pronti i fondi per l’eliminazione delle barriere architettoniche

Provvedimento in vigore dal 29 maggio: rifinanziata con 180 milioni di euro la legge per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.

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Semplificare la vita delle persone con disabilità, abbattendo le barriere fisiche e strutturali che limitano la capacità di movimento. Torna dopo quindici anni il finanziamento del fondo destinato al superamento e all’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. Ottenuto il parere positivo della Conferenza Unificata alla proposta di riparto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, è arrivato il decreto interministeriale, disponibile sul sito del Mit e che entrerà in vigore il 29 maggio 2018.

Il Ministero ha anche pubblicato un parere dell’Avvocatura generale dello Stato, che riguarda la possibilità per gli eredi o per i tutori legali di persone portatrici di handicap, di poter ottenere ristoro delle spese sostenute per l’abbattimento delle barriere architettoniche attraverso questo fondo ad hoc.

Barriere architettoniche, quindici anni di vuoto

Una misura prevista dal Governo Gentiloni, inserita nel Fondo Investimenti e contabilizzata dalla legge di Bilancio 2017 con il rifinanziamento della legge 13 del 9 gennaio 1989, “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”, che dal 2003 non veniva rifinanziata.

Questi fondi, molto attesi dalle Regioni e dai cittadini, coprono buona parte dei fabbisogni inevasi fino al 2017, segnalati negli ultimi mesi dalle Regioni al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le Regioni ripartiranno a loro volta i finanziamenti ricevuti ai Comuni richiedenti per contribuire alle spese dei privati cittadini.

Il riparto dei 180 milioni è il seguente:

Abruzzo 4,4 milioni, Basilicata 15,2 milioni, Campania 13,5 milioni, Emilia-Romagna 29,3 milioni, Lazio 19,2 milioni, Liguria 275 mila euro, Lombardia 25,3 milioni, Marche 11,3 milioni, Molise 1,1 milioni, Piemonte 25,7 milioni, Puglia 4 milioni, Sardegna 3,2 milioni, Sicilia 4,4 milioni, Toscana 2,9 milioni, Umbria 11 milioni, Veneto 8,4 milioni.

Nelle proposte del Ministero Infrastrutture e Trasporti per il Fondo Investimenti di quest’anno sono stati richiesti ulteriori 160 milioni per i fabbisogni eccedenti, pari a circa 50 milioni, e per ulteriori fabbisogni. “Da quasi 15 anni la legge non veniva rifinanziata. Con queste risorse riusciamo a rispondere in buona parte alle aspettative dei cittadini di questi anni che ci sono stati segnalati dalle Regioni – commenta il Ministro Delrio – E con le nuove risorse del Fondo Investimenti 2018, riusciremo a breve a completare l’intero fabbisogno. Una risposta di giustizia e dovuta, vicina alle famiglie e ai cittadini con difficoltà”.

I riferimenti legislativi per l’abbattimento delle barriere architettoniche

La Legge n. 13 del 1989 è il principale strumento legislativo contro le barriere architettoniche in Italia.
Questa legge concede contributi per interventi utili al superamento delle barriere architettoniche su immobili privati già esistenti, ove risiedono portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti (di carattere motorio e dei non vedenti).

Per poter godere del contributo bisogna:

  • presentare domanda in carta da bollo al comune di residenza entro il primo marzo;
  • allegare la documentazione medica del richiedente;
  • allegare un’autocertificazione relativa alla richiesta di modifiche strutturali dell’immobile e un piano dei lavori e della relativa spesa.

Con questi contributi sono rimborsabili anche le spese sostenute per eliminare le barriere architettoniche in parti comuni dell’edificio, come ad esempio le scale, e naturalmente per opere connesse tra loro, come la rimozione di portoni o scalini.

I tempi di attesa per ricevere il rimborso sono invece legati alla disponibilità dei fondi, che la Regione di competenza assegna ai comuni sui quali grava il compito di verificare le richieste, farne la lista delle priorità. Gli invalidi con una percentuale del 100% hanno la precedenza.

 

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