Il valore dei beni significativi nel recupero edilizio: i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate | Ingegneri.info

Il valore dei beni significativi nel recupero edilizio: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Ecco i criteri in base ai quali le componenti o le parti staccate assumono rilevanza ai fini della determinazione del valore dei beni significativi

Gli infissi tra i beni significativi
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L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 15/E del 12 luglio 2018, fornisce chiarimenti sulla disciplina dei beni significativi alla luce della norma di interpretazione autentica dell’articolo 7, comma 1, lettera b), della  legge  23  dicembre 1999, n. 488, introdotta dall’articolo 1, comma 19, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.
La circolare fornisce chiarimenti sul criterio in base al quale le componenti o le parti staccate assumono rilevanza ai fini della determinazione del valore dei beni significativi e sulle modalità di determinazione di tale valore.

Individuazione dei beni significativi

Il Dm del 29 dicembre 1999 individua espressamente i seguenti beni significativi:
  • ascensori e montacarichi;
  • infissi esterni ed interni;
  • caldaie;
  • videocitofoni;
  • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
  • sanitari e rubinetterie da bagno;
  • impianti di sicurezza.
L’elenco è tassativo ma i termini utilizzati per individuare i beni costituenti una parte significativa degli interventi di recupero devono essere intesi nel loro significato generico e non tecnico. Conseguentemente, sono classificabili come beni significativi anche quelli che hanno la medesima funzionalità di quelli espressamente menzionati nell’elenco citato, ma che per specifiche caratteristiche e/o per esigenze di carattere commerciale assumono una diversa denominazione.
Sono soggette all’imposta sul valore aggiunto con l’aliquota del 10 per cento  le prestazioni aventi per oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio, in particolare di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata. Ai beni significativi, l’aliquota ridotta si applica fino a concorrenza del valore complessivo della prestazione relativa all’intervento di recupero, al netto del valore dei predetti beni.

L’autonomia funzionale dei beni significativi

L’individuazione  dei beni che costituiscono  una  parte  significativa  del  valore  delle forniture effettuate nell’ambito di interventi di recupero del patrimonio edilizio e delle parti staccate si effettua in base all’autonomia funzionale delle parti rispetto  al manufatto   principale.
Come valore  dei   beni  significativi deve  essere  assunto quello risultante dall’accordo  contrattuale  stipulato  dalle  parti contraenti, che deve  tenere  conto  solo  di  tutti  gli  oneri  che concorrono alla produzione dei  beni  stessi  e,  dunque,  sia  delle materie prime che della manodopera impiegata per la produzione  degli stessi e che, comunque,  non  può  essere  inferiore  al  prezzo  di acquisto dei beni stessi.
La categoria dei beni significativi assume rilevanza solo nelle ipotesi in cui siano realizzati interventi di manutenzione ordinaria e di manutenzione straordinaria su immobili a prevalente destinazione abitativa privata, a condizione che i suddetti beni vengano forniti dallo stesso soggetto che esegue la prestazione (i beni forniti da un soggetto diverso o acquistati direttamente dal committente dei lavori sono soggetti ad Iva con applicazione dell’aliquota nella misura ordinaria).
Il bene significativo fornito nell’ambito della prestazione resta soggetto interamente all’aliquota nella misura del 10 per cento se il suo valore non supera la metà di quello dell’intera prestazione. Se, invece, il valore del bene significativo supera tale limite, l’aliquota nella misura del 10 per cento si applica al bene solo fino a concorrenza della differenza tra il valore complessivo dell’intervento di recupero e quello dei beni significativi. Sul valore residuo del bene significativo trova applicazione l’aliquota nella misura ordinaria.

Disposizioni più favorevoli ancora in vigore

  • i beni finiti, ad esclusione delle materie prime e semilavorate, necessari per la realizzazione degli interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia (interventi pesanti), eseguiti su qualsiasi tipologia di immobile, sono soggetti ad Iva con applicazione dell’aliquota del 10 per cento senza altre particolari condizioni, vale a dire anche se acquistati direttamente dal committente dei lavori ed a prescindere dalla circostanza che il valore del bene fornito sia prevalente rispetto a quello della prestazione di servizi;
  • i beni finiti, le materie prime e semilavorate, necessarie per la realizzazione degli interventi di manutenzione ordinaria e di manutenzione straordinaria eseguiti su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata sono soggetti ad Iva con aliquota del 10 per cento se sono forniti dallo stesso soggetto che esegue l’intervento di recupero ed a condizione che detti beni finiti non costituiscano una parte significativa del valore delle cessioni effettuate nel quadro dell’intervento.

Rilevanza delle parti staccate dei beni significativi

Per tutti i beni diversi da quelli elencati nel Dm 29 dicembre 1999 vale il principio generale in base al quale il valore relativo confluisce in quello della prestazione di servizi soggetto ad Iva con aliquota nella misura del 10 per cento.
La verifica in merito alla rilevanza delle parti staccate rispetto al bene significativo, ai fini della corretta determinazione della base imponibile sulla quale applicare l’Iva con aliquota nella misura del 10 per cento, si effettua in base all’autonomia funzionale delle parti rispetto al manufatto principale.
Il valore delle parti staccate dei beni significativi non sono comprese nel valore del bene significativo, ai fini della verifica della quota di valore non soggetta ad aliquota nella misura del 10 per cento, solo se connotate dalla loro autonomia funzionale rispetto al manufatto principale (bene significativo). Se la parte staccata concorre alla normale funzionalità dei beni significativi ed è, dunque, priva di una propria autonomia funzionale, la stessa deve essere considerata parte integrante dei medesimi beni.
Se l’intervento di manutenzione agevolato ha ad oggetto l’installazione/sostituzione della sola componente staccata di un bene significativo (già installato precedentemente), ai fini dell’applicazione dell’aliquota agevolata, non è necessario alcun apprezzamento in merito all’autonomia funzionale di detta componente rispetto al bene significativo; in tal caso, infatti, l’intervento non ha ad oggetto l’installazione del bene significativo, bensì la sostituzione/installazione di una sua parte staccata. Conseguentemente, ai fini dell’applicazione dell’aliquota nella misura del 10 per cento, il valore della parte staccata è attratto nel valore complessivo della prestazione di servizi.

Casi particolari collegati ai beni significativi

Tapparelle

Le tapparelle o analoghi sistemi oscuranti come gli scuri o le veneziane sono funzionalmente autonome rispetto agli infissi, quindi non sono attratte nel valore degli infissi (i.e. beni significativi), ma sono ricomprese nel valore della prestazione di servizio soggetta ad Iva con applicazione dell’aliquota nella misura del 10 per cento.
Gli infissi, invece, sono interamente soggetti ad Iva con aliquota del 10 per cento solo se il loro valore non supera la metà del valore dell’intera prestazione (ivi compreso, come precisato, il valore delle tapparelle). L’eventuale eccedenza di valore degli infissi resta, quindi, soggetto ad Iva con aliquota ordinaria.
Le tapparelle o gli altri sistemi oscuranti non assumono, in ogni caso, autonoma rilevanza rispetto al manufatto principale, qualora siano strutturalmente integrati negli infissi. In tal caso, ai fini dell’applicazione dell’aliquota Iva nella misura del 10 per cento, il valore degli infissi è comprensivo del valore delle tapparelle.

Zanzariere

Le zanzariere non  concorrono come gli infissi all’isolamento e al completamento dell’immobile, bensì le stesse sono installate al fine di proteggere gli ambienti interni contro le zanzare e altri insetti. In considerazione di detta autonomia funzionale rispetto agli infissi, si ritiene che il valore delle zanzariere non assuma rilievo ai fini della determinazione del limite cui applicare l’aliquota Iva del 10 per cento.

Grate di sicurezza

Le grate di sicurezza, installate al fine di prevenire atti illeciti da parte di terzi, in linea di principio non sono riconducibili – neppure sotto il profilo funzionale – ad alcuna delle categorie di beni significativi elencate nel citato decreto ministeriale.  Il valore delle grate non assume autonoma rilevanza e non deve confluire nel valore degli infissi (beni significativi), bensì nel valore complessivo della prestazione soggetta all’aliquota del 10 per cento.

Il valore dei beni significativi

Con la circolare 7 aprile 2000, n. 71/E è stato chiarito che il valore dei beni significativi deve essere determinato in base ai principi di carattere generale che disciplinano l’imposta sul valore aggiunto e, in particolare, tenendo conto della norma relativa alla determinazione base imponibile.
La norma di interpretazione autentica, introdotta dall’articolo 1, comma 19 della Legge di Bilancio 2018, ha chiarito che il valore dei beni significativi “deve tener conto solo di tutti gli oneri che concorrono alla produzione dei beni stessi e, dunque, sia delle materie prime che della manodopera impiegata per la produzione degli stessi e che, comunque, non può essere inferiore al prezzo di acquisto dei beni stessi”.
Il valore del bene è costituito dal relativo  costo di produzione, comprensivo degli oneri che concorrono alla realizzazione del medesimo bene (il costo di produzione non può, in particolare, essere inferiore al costo delle materie prime utilizzate ed al costo della manodopera impiegata).
Assumono rilevanza oltre ai costi direttamente imputabili al prodotto, anche i costi indiretti (c.d. costi generali di produzione) sostenuti nel corso della produzione dei beni (come l’ammortamento di beni materiali e immateriali che contribuiscono alla produzione, le manutenzioni e le riparazioni, ecc.), ad esclusione dei costi generali e amministrativi e dei costi di distribuzione dei prodotti.
Nel caso in cui il fornitore  non produca il bene significativo, bensì acquisti lo stesso da terzi,  il valore del bene, ai fini dell’individuazione dell’aliquota Iva applicabile, non può essere inferiore al suo valore di acquisto.

Ciò che rileva, dunque, è solo il costo originario del bene significativo, sia esso di produzione ovvero di acquisizione presso terzi.

Modalità di fatturazione

La fattura emessa dal prestatore che realizza l’intervento deve indicare puntualmente oltre al corrispettivo complessivo dell’operazione, comprensivo del valore dei beni significativi forniti nell’ambito dell’intervento, anche il valore dei beni medesimi. La quota residua del bene significativo è soggetta ad Iva con applicazione dell’aliquota nella misura ordinaria.
Il prestatore indica, dunque, in fattura il totale imponibile ed evidenzia separatamente l’ammontare dell’imposta con applicazione dell’aliquota nella misura del 10 per cento e l’ammontare dell’imposta risultante dall’applicazione dell’aliquota nella misura ordinaria.
Nel caso di intervento di recupero complesso in quanto avente ad oggetto una pluralità di opere/servizi tra le quali sono comprese la fornitura e l’installazione di beni significativi, il fornitore/prestatore deve, in ogni caso, evidenziare separatamente in fattura il corrispettivo relativo all’intervento di recupero ed il valore imputabile ai beni significativi forniti nell’ambito dell’intervento (distintamente, vale a dire il valore di ciascun bene significativo o indistintamente, indicando il valore complessivo dei beni significativi forniti).
Come chiarito con la circolare del 17 maggio 2000, n. 98, in tal caso l’intervento di recupero deve essere considerato unitariamente anche al fine di individuare il limite di valore entro il quale i beni significativi possono essere assoggettati ad Iva con applicazione dell’aliquota nella misura del 10 per cento.

Decorrenza della nuova disciplina

La norma sui beni significativi ha efficacia retroattiva ma una clausola di salvaguardia consente di far salvi i comportamenti difformi tenuti fino al 31 dicembre 2017. Resta, peraltro, precluso il rimborso dell’imposta che sia stata applicata in misura maggiore sulle operazioni effettuate entro la suddetta data.

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